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150 milligrammi

Emmanuelle Bercot

In un ospedale a Brest, la pneumologa Irène Frachon scopre un legame diretto tra alcune morti sospette e un farmaco commercializzato per oltre 30 anni, il “Mediator”. Dapprima la dottoressa è isolata nella sua lotta, ma poi il caso esplode a livello mediatico. Ispirato alla vita della stessa Irène Frachon, il film è il racconto di una battaglia apparentemente impossibile per far trionfare la verità. Cinema di impegno e coraggio civile, che Emmanuelle Bercot fa aderire alla sua ordinaria eroina, senza indugiare in orpelli stilistici e ricatti patetici. Un viaggio tra il potere nella sanità e la fatica della giustizia!

 

 

La fille de Brest
Francia 2016 – 128’

‘Erin Brockovich ‘c’est moi!‘ Se il film del 2000 con Julia Roberts vi piacque, troverete cinema per i vostri occhi in 150 milligrammi, storia vera della pneumologa Irène Frachon in lotta contro un colosso farmaceutico. (…) magnificamente interpretato dalla bella e brava Sidse Babett Knudsen (…). Cinema di impegno e coraggio civile, che una discreta Emmanuelle Bercot fa aderire alla sua ordinaria eroina, senza indugiare in orpelli stilistici e ricatti patetici. L’aspetto medicale è corposo, il coté scientifico puntiglioso, ma oltre al camice e ai blister c’è di più: rifiuto dell’omertà, ostinazione per la verità, e sa Dio quanto ne abbiamo bisogno…

Federico Pontiggia – Il Fatto Quotidiano

 

Chi va al cinema ha imparato a diffidare della formula «da una storia vera». Abusata ed ambigua, troppo spesso questa frase nasconde le manipolazioni della fiction sotto l’apparenza più nobile e rassicurante del fatto di cronaca. Eppure 150 milligrammi (…), benché sia in buona parte un film ‘di formula’, scritto e girato seguendo brillantemente ma senza troppe invenzioni le regole fissate da molti altri film analoghi, quasi sempre americani, alla fine convince e appassiona. Un po’ per tutto ciò che spezza lo schema quasi sempre troppo perfetto e artificioso del genere – salti di ritmo, digressioni, crudezza insistita delle immagini chirurgiche – un po’ perché la protagonista, la formidabile attrice danese Sidse Babett Knudsen (…), dà a questa dottoressa ostinata e coraggiosa fino alla temerarietà uno slancio, un’umanità, una simpatia, malgrado certi tratti di fanatismo perfino irritanti, assolutamente irresistibili. Tanto che Emmanuelle Bercot, attrice oltre che regista (ma non qui), dunque particolarmente esperta nel dirigere i colleghi, insinua in questa storia vera e terribile ma in fondo rassicurante (sì, a volte la giustizia trionfa) un sottotesto tutt’altro che scontato sulle dinamiche operanti in ogni squadra che decide di sfidare l’ordine dominante. Con un occhio sempre puntato sulle differenze di genere, tanto che il ruolo del posapiano timoroso e fin troppo realista tocca al povero e sempre bravissimo Magimel, debitamente appannato e imbolsito per l’occasione. Mentre a calarsi l’elmetto, con l’entusiasmo e l’incoscienza della neofita, è questa versione femminile di Davide che dovrà farsi male fisicamente, sia pure per caso, per capire davvero in cosa si è cacciata. Anche di questo cambio di fronte parla 150 milligrammi. Ed è anche questo a renderlo più personale e vibrante di quanto la formula solitamente non preveda..

Fabio Ferzetti – Il Messaggero

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