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Captain Fantastic

Matt Ross

Ben, un uomo dal libero pensiero e padre di sei figli ha deciso di vivere nel cuore delle foreste del Nord America, nello stato di Washington. Quando una tragedia costringe la bizzarra famiglia a lasciare il loro paradiso e a imbarcarsi in un viaggio attraverso il Paese, Ben a confrontarsi con la critica del mondo reale alle sue idee anticonformiste. Una satira dark in un commedia-dramma con famiglia disfunzionale americana che diventa metafora dello scontro tra gli ideali della vecchia America e il pragmatismo che è l’unica arma di sopravvivenza negli Usa di oggi. Un film originale, emozionante, indipendente, ricco di spunti di riflessione, ottimamente interpretato.

 

 

USA 2016 – 119′

Pluripremiato dal Sundance a Cannes e alla Festa di Roma, l’opera seconda di Matt Ross, educato in una comune, è un prodigio formale e tematico, capace di smontare la sacralità dell’ideologia hippie a vantaggio di un nuovo paradigma pedagogico, fondato sulla sana mediazione. E tale ‘compromesso’ risiede anche nella scelta linguistica adottata dal regista 46enne: squisitamente indie ma assai attraente al grande pubblico, che riderà e si commuoverà con papà Cash e i suoi magnifici ragazzi. Superlativa la prova di un Viggo Mortensen sufficientemente vulnerabile da diventare un eroe saggio e credibile. Un gioiello da non perdere.

Anna Maria Pasetti – Il Fatto Quotidiano

 

Tra una ‘Festa di Noam Chomsky’ (niente Babbo Natale, mito consumista: si celebrano solo spiriti liberi) e un blitz nell’allucinante mondo ‘normale’, molti nodi verranno al pettine. Anche drammaticamente. Ma senza che questa irresistibile commedia familiare scritta e diretta da Matt Ross, classe 1970, perda mai in intelligenza, buonumore e piacere della visione. È vero, Ross è così bravo che rischia l’autocompiacimento, proprio come Ben/Mortensen. E la trovata finale, così dolciastra, non è all’altezza. Ma il misto di gioia e sconcerto con cui i sei rampolli reagiscono alle sortite del loro super-padre vale da solo la visione. Per non parlare dei dialoghi che riescono a rendere credibili e naturali quei bambini preparatissimi e insieme fuori dal mondo. Altro che Montessori, metodo steineriano o licei sperimentali. Per papà Ben la vita è lotta, tanto vale dotarsi delle armi migliori, anche intellettuali. Mai utopia fu rappresentata con tanto divertimento. E senza cedere alla facile irrisione, ma anzi mostrando fino alla fine il fascino eterno di ogni tentativo di costruire un mondo totalmente diverso, e almeno teoricamente migliore di quello in cui ci è dato vivere.

Fabio Ferzetti – Il Messaggero

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