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Il diritto di contare

Theodore Melfi



L’incredibile storia, mai raccontata, di Katherine G. Johnson, Dorothy Vaughn e Mary Jackson, tre brillanti donne afro-americane che hanno lavorato alla NASA e che hanno collaborato a una delle più grandi operazioni della storia: il lancio in orbita dell’astronauta John Glenn, un risultato sorprendente che ha riportato fiducia alla nazione statunitense e ha segnato una svolta nella corsa verso la conquista dello spazio, galvanizzando il mondo intero. Un trio visionario che ha attraversato tutte le barriere di genere e razza ispirando le future generazioni a sognare in grande. Film luminoso e illuminante nella sua lineare classicità, che limita la retorica, puntando sui fatti. Il tutto impreziosito da tre attrici in perfetta sintonia con i personaggi rivoluzionari loro assegnati e da un ben ritrovato Kevin Costner.

 

Hidden Figures
USA 2017 – 2h 7′

Cinema ‘obamiano’: pellicole prodotte durante i due mandati del primo presidente nero Barack Obama, tra il 2009 e 2017, concentrate sui progressi sociali degli afroamericani in Usa. Alcuni esempi: 12 anni schiavo (2013), The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca (2013), Selma (2014). Rientra nella categoria ‘Il diritto di contare’, storia vera di tre afroamericane degli anni 60 impiegate dalla NASA nella cosiddetta corsa allo spazio contro gli agguerriti sovietici. (…)
Il senso del film è la condivisione patriottica della sfida spaziale all’URSS in cui i neri scattarono in alto insieme a tutte le altre etnie. Non potrebbe esserci concetto più ‘obamiano’, e distensivo, di questo. Ispirato dalle pagine del libro di Margot Lee Shetterly, il bravo regista Melfi (…) adatta, comprime e drammatizza come è necessario nel grande cinema popolare americano. Ne esce fuori un film compatto, piacevole e concreto nella sua missione. Divine le tre interpreti tra cui spicca la Henson di una Katherine adorabile nel suo zelo leggermente autistico (umilierà, alla lunga, un odioso nerd razzista) affiancata dalla matronale Spencer e dalla vivace Monáe (lei l’abbiamo ammirata anche nel Miglior Film agli Oscar 2017 Moonlight).

Francesco Alò – Il Messaggero

 

Hidden Figures risulta, a schermo acceso, uno di quei film che ti fanno riempire bene la serata. Per merito di tutti gli addetti: dalla regia (con annessa sceneggiatura) agli attori (Octavia Spencer, ma anche incredibilmente Kirsten Dunst) alla struggente colonna sonora. Theodore Melfi per noi era fin d’ora nessuno, ma siamo sicuri che volerà alto. Perché è un gran ruffiano. Prende personaggi di mezzo secolo fa (incredibile che siano esistiti) e ce le fa sembrare le ragazze della porta accanto. Da seguire (e da indignarsi) quando sono messe in croce da razzisti sessisti. E da giubilare in coro quando la favola (perché favola non è, ma lo sembra) si compie: quella di tre ragazze nere che raggiungono lo scopo della vita mandando tra le stelle un ragazzo bianco.

Giorgio Carbone – Libero

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