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Il segreto

Jim Sheridan

Irlanda. Roseanne McNulty è una donna molto anziana che ha passato più di cinquant’anni della sua vita in manicomio, a causa di un drammatico evento avvenuto nel suo passato. Durante gli anni vissuti in istituto, la donna ha affidato i propri ricordi in alcuni scritti dove accenna alla morte del figlio appena nato e al suo amore impossibile con l’aviatore Michael McNulty, caduto durante la Seconda Guerra Mondiale. Ora Rose deve essere dimessa dall’istituto che sta per essere demolito, e per valutare le sue condizioni viene chiamato il Dott. Green che, non convinto della motivazione ufficiale che ha portato la donna a essere rinchiusa nella casa di cura, decide di condurre delle ricerche per suo conto… Un film strutturato in alternanza tra presente e passato in cui Sheridan si avventura lungo le sponde di un mélo che racconta le contraddizioni dei sentimenti e gioca con i flashback nel più classico stile bon ton, componendo immagini di grande eleganza e chiedendo aiuto emotivo alla musica.

 

 

The Secret Scripture
Irlanda 2016 – 1h 48’

…Con Jim Sheridan film e spettatori sono capitati benissimo. (…) Sa raccontare l’Irlanda come pochi (i suoi esterni marini sono tutti splendidi) e la cattiveria irlandese come pochissimi. Quindi l’odio che s’abbatte su Rose non è mai gratuito, non è mai di maniera. Pur raccontando una storia terribile e terribilmente sopra la righe, ‘Il segreto’ non smette mai di essere credibile. Sheridan si prende come alter ego il buon primario e ci conduce con lui, tirando tutti i fili di un racconto tanto doloroso quanto intricato. E da gran professionista mette gli attori in condizione di recitare tutti al loro meglio (Rooney Mara e Vanessa Redgrave rivaleggiano anche se nessuno ci crede che possano esser state la stessa persona…)

Giorgio Carbone – Libero

 

Ci sono almeno tre valutazioni possibili di Il segreto, il melodramma diretto da Jim Sheridan basandosi sul best seller omonimo di Sebastian Barry. La prima è come adattamento letterario, e in questo caso il film è una grande delusione, perché si prende libertà e opera scelte narrative che appiattiscono e impoveriscono la complessità del testo originario, privandolo curiosamente proprio di quella componente politica legata al conflitto in Irlanda del Nord che Sheridan ha spesso messo al centro del suo cinema, da Nel nome del padre a The Boxer. La seconda valutazione possibile è come film mainstream di stampo hollywoodiano, considerato anche il cast che vede Rooney Mara e Vanessa Redgrave nei panni di Rose giovane e anziana, ed Eric Bana in quelli del dottor Grene. In questo caso Il segreto appare come un indifendibile polpettone kitch ricco (si fa per dire) di svolte narrative improbabili e caratterizzazioni al limite della caricatura.
Ma c’è una terza chiave di lettura, molto più interessante e sottilmente inquietante: che sotto la superficie esteriore ci sia un altro film, una seconda lettura che Sheridan semina discretamente lungo tutta la narrazione e che consente un’interpretazione molto più interessante della storia: un’interpretazione alla Shutter Island, anch’esso relatore di una storia ambientata in manicomio e raccontata in prima persona da una fonte non necessariamente attendibile. Questa chiave di lettura spiegherebbe, ad esempio, il casting di Theo James nei panni di Padre Gaunt, il prete ossessionato (secondo Rose) dall’avvenenza della donna: un uomo bello e sensuale cui probabilmente una ragazza come Rose non sarebbe stata indifferente; oppure l’ambiguità del personaggio di Michael McNulty, colui che Rose indica come il padre del proprio figlio, un pilota che appare e scompare e che, di fatto, sembra vedere solo lei; o il nome di battesimo del dottor Grene, che non riveleremo ma che non è lo stesso che appariva nel romanzo (…) La carriera di Sheridan, soprattutto quella degli inizi, genera il sospetto che la vera storia da leggere in filigrana dietro ad una vicenda apparentemente delirante come le allucinazioni di Rose sia un’altra, poiché, forse inconsapevolmente, il regista instilla costantemente il dubbio che ciò che vediamo sia solo la glassa misericordiosa che ricopre verità più scomode e più dolorose.

Paola Casella – mymovies.it

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