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La ragazza del treno

Tate Taylor

Rachel, devastata dal recente divorzio, passa il tempo a fantasticare sulla coppia apparentemente perfetta che vive in una casa che vede ogni giorno dal treno che la porta al lavoro, fino a quando una mattina vede qualcosa di sconvolgente e si trova improvvisamente coinvolta in un caso misterioso e inquietante. Melò thriller che intreccia flashback e labirinti mentali, false verità e colpi di scena. L’ambizione è quella di miscelare Henry James e Hitchcock…

 

 

 

 

The Girl on the Train
USA 2016 – 1h 51′

Se vi è piaciuto L’amore bugiardo, il film di David Fincher (…), allora La ragazza del treno è una pellicola che non dovete perdere, perché lo ricorda molto. E non solo perché è uno dei thriller al femminile (con ben tre protagoniste) più accattivante degli ultimi tempi, ma anche per essere l’adattamento del fortunato omonimo libro dal quale è stato tratto, scritto, guarda caso, anche questo da una donna, Paula Hawkins (…). Un romanzo da 15 milioni di copie vendute nel mondo, mica noccioline. (…) Un’atmosfera torbida nella quale prende forma un mistero che sembra mediamente risolvibile, o attribuibile. Non è così, ovviamente. Il film gioca ad ingannare gli spettatori creando efficaci illusioni e false piste, fino al colpo di scena finale. Un bel thriller, stupendamente interpretato e perfettamente diretto. Per una volta, il film è superiore al già notevole romanzo.

Maurizio Acerbi – Il Giornale

 

(…) Un dramma adulto piuttosto elegante pronto a trasformarsi in giallo quando i boschi dell’Hudson River sveleranno all’improvviso ai loro ricchi residenti il cadavere di una donna. Le mattatrici sono tre divine attrici come Emily Blunt (mai così disperata e sgraziata davanti alla cinepresa), Haley Bennett (ricorda Jennifer Lawrence per quanto è indecifrabile e spiazzante) e Rebecca Ferguson (altra prova di gran classe dopo il quarto Mission: Impossible per la sosia svedese di Ingrid Bergman). Hitchcock è così centrale come fonte di ispirazione (tre bionde, voyeurismo, l’omicidio come una delle belle arti) da spingere Taylor a concepire la sua scena più bella citando quasi letteralmente La donna che visse due volte (1958): Rachel si trova spaesata e ipnotizzata in un museo davanti a ‘Subway’ di George Tooker (peraltro i personaggi del quadro hanno lo stesso identico taglio degli occhi sconsolato e angosciato dell’attrice inglese)…

Francesco Alò – Il Messaggero

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