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Parigi può attendere

Eleanor Coppola

Anne è a un bivio nella sua vita. Da tempo sposata con un produttore cinematografico di successo, ma disattento, la donna si trova inaspettatamente a fare un viaggio in auto da Cannes a Parigi in compagnia di un socio in affari di suo marito. Quella che sarebbe dovuta essere una gita di sette ore si trasforma in una spensierata avventura, lunga due giorni e piena di deviazioni che porteranno Anne in luoghi pittoreschi e ad assaggiare buon cibo e vino. Tra umorismo, perle di saggezza e romanticismo, i sensi di Anne si risveglieranno dandole una nuova voglia di vivere. Commedia “irriducibilmente” americana: la felicità è il punto d’arrivo di un delicato road-movie.

 

 

Paris Can Wait
USA 2016 – 1h 32’

Gli ingredienti sono semplici, ma stavolta quello che conta sta fuori dello schermo. Nei nomi, nei cognomi, nei riferimenti, per nulla casuali, alla realtà di una coppia famosa. Quella formata dal regista Francis Ford Coppola e dalla moglie Eleanor che, per raccontare una vicenda basata su riferimenti autobiografici, ha deciso di esordire dietro la macchina da presa. (…) A Diane Lane (…) tocca la parte del leone. Interprete di ben quattro film di Coppola (I ragazzi della 56ª strada, Rusty il selvaggio, Cotton Club, Jack) mette a disposizione dell’autrice il suo fascino elegante da signora arguta. (…) Il finale, con Lane che sorride pensosa guardando in macchina, contiene tutto il senso di un film-confessione che piacerà alle donne.

Fulvia Caprara – La Stampa

   

… per la signora Coppola Parigi non è l’alfa e l’omega della nazione ma la meta di un viaggio in cui a contare davvero sono le stazioni. Proprio come in una relazione coniugale o extra-coniugale. Commedia irriducibilmente americana, per la resistenza di una prospettiva di felicità, Parigi può attendere ha i tempi dei suoi protagonisti e di un auto vintage lanciata sulla strada e pronta a varcare la frontiera, ambigua linea di arrivo e di ripartenza di una donna. Una donna che alla maniera del film si spende nel disincanto verso la dolce inconsistenza del suo passato e dentro un film itinerante dove avventura e (ri)scoperta di sé coincidono col viaggio. Una sterzata e la commedia volge in un woman’s film con immancabili rovesci esistenziali, mariti assenti, figli perduti, figlie ingrate (la figliola preferisce festeggiare il diciottesimo compleanno con gli amici). Ma l’attitudine assunta verso il collaudato sistema retorico è d’ironia e pieno distacco. Lo sguardo di Diane Lane, che attraversa l’assolata provincia francese, è secco, senza l’ombra di struggimenti, pronto semmai all’affondo in un fondant au chocolat o in un panier de fromages. La forma dei formaggi e dell’ironia domina il film e riequilibra qualsiasi deriva sentimentale, ristabilendo il fuoco della distanza. Eleanor Coppola carica Diane Lane del peso del (suo) passato, del calore del suo persistere dentro ciascuno di noi, della sua misteriosa capacità di dare forma al futuro. Anne è un personaggio femminile concreto e sfumato che si risolve intorno al sorriso radioso della sua interprete mentre guarda in macchina e addenta un cioccolatino con una consapevolezza senza filtri di se stessa, del proprio essere nel mondo e dei propri desideri. Arnaud Viard, vecchio cuore impenitente, resta fuori dal letto, Alec Baldwin, coniuge autoreferenziale, fuori campo.

Marzia Gandolfi – mymovies.it

 

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