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Francesco Bruni

Alessandro ha 22 anni, ed è un trasteverino ignorante e turbolento; Giorgio di anni ne ha 85 ed è un poeta dimenticato. I due vivono a pochi passi l’uno dall’altro, ma non si sono mai incontrati, finché Alessandro accetta suo malgrado un lavoro come accompagnatore di quell’elegante signore in passeggiate pomeridiane. Col passare dei giorni dalla mente un po’ smarrita dell’anziano poeta e dai suoi versi, affiora progressivamente un ricordo del suo passato più lontano: tracce per una vera e propria caccia al tesoro. Seguendole, Alessandro si avventurerà insieme a Giorgio in un viaggio alla scoperta di quella ricchezza nascosta e di quella celata nel suo stesso cuore. Forse la migliore commedia italiana della stagione: la scrittura è attenta, il senso della misura costante, il romanocentrismo scongiurato, il ponte generazionale teso tra nonni e nipoti empatico e prezioso.

NASTRO D’ARGENTO 2017 PER LA MIGLIOR SCENEGGIATURA

 

Italia 2017 – 1h 46′

Il film va visto (…) cogliendone il retrogusto di un’intelligenza e una sensibilità rare nella commedia di costume contemporanea: Bruni ha una capacità simile a quella di Virzì nel rendere i sentimenti dei suoi personaggi fragranti grazie alla fermezza dello sguardo, alla sensibilità ambientale nonché al rifiuto di ogni forma di sopraffazione moralistico o didascalica. La banda degli amici capeggiata da Carpenzano comunica una credibilità assoluta e la Finocchiaro dà vita a un cameo eccezionale, ma Bruni può ascriversi anche il merito di avere ottenuto dal ‘badato’ Montaldo la perfetta incarnazione del necessario trait-d’union tra la resistenza della memoria e la fragilità dell’ignoranza.

Valerio Caprara – Il Mattino

 

Due ottimi interpreti, ai poli opposti (…) tengono in mano un’avventura autoriale non facile, quasi riuscita. (…) Vista in un modo è la storia toccante e turbolenta dell’amicizia tra mondi estremi (età, cultura, classe), assai frequentata al cinema. Vista in altro modo, è l’incontro tra chi non sa della poesia e chi la fa, con un misto di rancore e amore disperato esposto nei versi incisi sulle pareti dello studio. (…) Bruni si muove con misura tra la disintegrazione della mente e la potenza dei ricordi, l’energia aggressiva della giovinezza e lo sfinimento del corpo, anche con umorismo. Sotto la pelle ricorda De Sica e Zavattini.

Silvio Danese – Nazione-Carlino-Giorno

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