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Charley Thompson

Andrew Haigh

Charley, 15 anni e alla ricerca di una vita stabile e tranquilla, può solo appoggiarsi su un padre troppo sbalestrato tra donne e guai. Quando si rende conto di poter contare solo su se stesso cerca di trovare la sua strada nell’ambiente “verace” di un galoppatoio… L’incontro con Lean on Pete, cavallo non più vincente e destinato al macello, lo convince a dare un svolta decisa al proprio futuro e ad incamminarsi col suo nuovo amico attraverso gli spazi desolati di un America marginale, capace di accogliere e di rifiutare con la stessa immediatezza. Una storia ispirata al cinema anni 70 ma calata con sensibilità nella realtà odierna dove il vuoto del cuore di un adolescente e quello degli spazi immensi delle praterie sembrano convergere.

VENEZIA: Premio M. Mastroianni – attore emergente

 

Lean On Pete
Gran Bretagna 2017 – 2h 1′

Visti i precedenti, era difficile immaginare che il britannico Andrew Haigh decidesse di farsi americano. I casi di riuscito mimetismo, a parte il taiwanese Ang Lee che si fece americanissimo in La tempesta di ghiaccio e I segreti di Brokeback Mountain (…) sono rari. Andrew Haigh ha in curriculum 45 anni, con Tom Courtenay e Charlotte Rampling (vanta schiere di fan entusiasti delle sue rughe, noi non siamo della partita, tanta tristezza pare esagerata). L’altro film Weekend – uscito nelle sale italiane dopo il successo del matrimonio che dura 45 anni e va in crisi alla vigilia dell’anniversario – raccontava un breve incontro in discoteca tra due giovanotti (…) Aiutano, in Charley Thompson, due attori-icona come Steve Buscemi e Chloë Sevigny. Il resto è sulle spalle di Charlie Plummer – premio Mastroianni per il talento emergente alla Mostra di Venezia 2017. Nel frattempo, lo abbiamo visto in Tutti i soldi del mondo di Ridley Scott, era il rapito Paul Getty (per la sua liberazione, il nonno non voleva scucire neanche un soldo, cedette dopo il taglio dell’orecchio). Viene dal romanzo La ballata di Charley Tompson (Mondadori) a firma Willy Vlautin, chitarrista e cantante di country rock con una passione per John Steinbeck. Il quindicenne protagonista non ha conosciuto la madre, il padre beve come una spugna e si trasferisce di continuo (ora sono a Portland, Oregon). Il ragazzo trova lavoro da un allevatore di cavalli, e subito si affeziona a “Forza Pete” (era il titolo originale). Un cavallo che alla gare clandestine non rende più come dovrebbe, quindi destinato a essere abbattuto. Charley si ribella, lo libera, partono insieme verso chissà dove. L’occasione perché il direttore della fotografia dia sfogo alla sua bravura inquadrando paesaggi meravigliosi, al tramonto, con il cavallo fulvo e il ragazzino biondo. E perché lo spettatore si commuova davanti all’amicizia tra reietti che li lega.

Mariarosa Mancuso – Il Foglio

Sballottato da una città all’altra degli Stati Uniti da un padre sentimentalmente e professionalmente instabile, il quindicenne Charley Thompson cerca un adulto cui affezionarsi e lo trova in un vecchio allevatore di cavalli da corsa e in un animale arrivato a fine carriera. Dovrebbe essere venduto come carne da macello, ma Charley lo rapisce e se ne va con lui: il padre ha pagato carissimo una bravata e il giovane spera di trovare in una zia l’aiuto che nessuno vuole dargli. Haigh adatta il romanzo di Willy Vlautin La ballata di Charley Thompson (Mondadori) con la sua abituale delicatezza di tocco: la fuga del ragazzo prima col cavallo e poi da solo è un viaggio nell’America marginale, dove la violenza è all’ordine del giorno e i sogni sembrano ormai tramontati. Ed è eccellente la prova del giovane Charlie Plummer, premiato al festival di Venezia come miglior attore emergente.

Paolo Mereghetti – Il Corriere della sera

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