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Egon Schiele

Dieter Berner


Egon Schiele (1890-1918) è stato uno dei pittori più rappresentativi del secolo passato. I suoi corpi nudi, le donne in pose naturali, sensuali e provocatorie e quei tratti spigolosi e i colori chiari – carnagione bianca e capelli rossi – hanno infatti costituito un bagaglio estetico e concettuale da cui ogni artista a venire non ha potuto prescindere. Un uomo pronto, in nome della sua arte, ad andare oltre il proprio dolore e a sacrificare l’amore e la vita. Il film si appropria di questo personaggio oltre le righe, ma dal grande rigore con matita e pennello, rappresentandolo con enfasi in ogni piccolo dettaglio del suo lavoro.

 

 

Egon Schiele: Tod und Mädchen
Germania 2016 – 1h 50′

Schiele è stato un grande artista. E i 300 dipinti a olio e quei 2000 disegni e acquerelli ne sono la prova tangibile. Berner, racconta la storia personale dell’artista austriaco – un giovane affascinante, bello e boéhmien – attraverso la sua ossessione per il disegno e per le belle donne che gli stavano intorno.
Il film ricorda anche la sua famiglia ricca e borghese, con un padre che ha scialacquato tutti gli averi e una sorella, la dolce Gerti, che lo ha sempre stimato, appoggiato e assistito, fino alla sua morte precoce a soli 28 anni. Quei 28 anni simbolo di tanti artisti/eroi maledetti: dal futuro collega graffitaro Jean Michel Basquiat fino al cantante Kurt Cobain. Perché Egon Schiele, oltre che un talento, era anche un artista un po’ maledetto, o almeno così voleva essere riconosciuto. E il regista si appropria di questo personaggio oltre le righe, ma dal grande rigore quando c’erano di mezzo matita e pennello. La sua urgenza era annotare, disegnare ogni corpo femminile e nudo che gli pareva interessante al momento. Nel film viene rappresentato un personaggio enfatizzato in ogni piccolo dettaglio…

Rossella Farinotti – mymovies.it

Pittore figurativo, pupillo di Gustav Klimt, grande espressionista austriaco dal tratto incisivo, Egon Schiele ebbe una vita brevissima (morì per influenza spagnola a 28 anni) ma regalò una produzione artistica ricca, tra dipinti a olio, acquerelli e disegni. Forte nelle sue opere la componente erotica, vibrante di drammaticità, audacia e crudezza. La sua veloce e significativa esistenza viene ora ripercorsa dal film Egon Schiele (…) ispirato al romanzo Tod und Mädchen: Egon Schiele und die Frauen di Hilde Berger e scritto dallo stesso Berger con Dieter Berner, che ne è anche regista.
Seduttore e provocatorio, agli inizi del XX secolo Schiele (interpretato da Noah Saavedra) è tra gli artisti più controversi di Vienna. La sua arte è ispirata da figure femminili affascinanti e disinibite, in un’epoca che sta volgendo al termine con l’avvento della Grande guerra. Due donne in particolare condizionano davvero la sua vita e la sua espressione artistica. Sua sorella e sua prima musa Gerti (Maresi Riegner) e la diciassettenne Wally (Valerie Pachner), forse l’unico vero grande amore della sua vita, immortalata nel celebre dipinto La morte e la fanciulla esposto al Leopold Museum di Vienna. Mentre i dipinti di Schiele creano scandalo nella società viennese, portando l’artista anche in tribunale con l’accusa di abuso su una minorenne e di “pornografia”, collezionisti lungimiranti e artisti tra i più acclamati come Klimt, iniziano a riconoscere il valore della tormentata arte di Schiele.

Simona Santoni – panorama.it

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