Escobar (Escobar: Paradise Lost)
Andrea Di Stefano - Francia/Spagna/Belgio 2014 - 2hĺ


   Non c'Ŕ solo Narcos, la serie targata Netflix con Wagner Moura nei panni di Pablo Escobar (...). Anche il cinema rivendica la sua parte nel raccontare il signore della droga colombiano, e lo fa con un attore italiano, Andrea di Stefano, esordiente alla regia (...). Incredibile ma vero, per questa sua prima avventura dietro la macchina da presa Di Stefano ha avuto la disponibilitÓ di due illustri colleghi: il metamorfico e mesmerizzante Benicio Del Toro e il pi¨ giovane Josh Hutcherson (...) un progetto ambizioso, a metÓ strada tra le logiche spettacolari hollywoodiane e l'intimismo psicologico europeo. (...) Le capacitÓ attoriali e 'immersive' di Del Toro non sono una novitÓ, e qui mette in bacheca un'altra signora prova, ma a stupire Ŕ Hutcherson che non si fa schiacciare dal collega, tenendogli testa non solo per osservanza di copione: lotta d'attori. Sono, Benicio e Josh, le chiavi d'accesso empatiche a un universo, e una storia, che Di Stefano si sforza di mantenere a mezza costa tra la mitologia stupefacente di Escobar e, complice lo specchio di Nick e Maria, il suo cˇte pi¨ privato, se non intimo, la natura di capopopolo, di Stato parallelo, di Robin Hood molto sui generis. Poeticamente e, ancor stilisticamente questa intenzione si traduce in una terza via tra il Carlos di Olivier Assayas, modello esplicito ma non raggiunto, e l'hollywoodiano Training Day: una sintesi che domicilia tensione documentarista e sviluppi action, ma privilegia sempre il sentimento all'azione, la violenza psicologica a quella fisica, la potenza all'atto. Sia chiaro, non mancano incongruenze e inverosimiglianze, ma Escobar sa percorrere un'altra pregevole terza via, unendo a una facilitÓ di regia d'impronta seriale l'anelito introspettivo autoriale, come fosse un pilot esteso con volontÓ - e velleitÓ - d'essai. Per un esordiente 'in fuga' questo non Ŕ importante, Ŕ tutto.

Federico Pontiggia - Il Fatto Quotidiano



promo

Il giovane Nick pensa di aver trovato il paradiso quando raggiunge il fratello in Colombia. Una laguna turchese, una spiaggia d'avorio, onde perfette. Un sogno per questo giovane surfista canadese. Poi incontra Maria, una splendida ragazza colombiana. I due si innamorano follemente e tutto va benissimo fino a quando Maria presenta Nick a suo zio: Pablo Escobar. Davvero interessanti alcune scelte controcorrente rispetto alla retorica dei thriller made in Usa. Prima su tutte le violenza, pi¨ psicologica che esibita, vista da un personaggio (di finzione) che confronta la sua normalitÓ con la incombente presenza del (reale) trafficante Escobar, nel cui ruolo giganteggia Benicio Del Toro.

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