Mac
John Turturro - USA 1992 - 1h 57'
[opera prima]


da Il Giorno (Morando Morandini)

   Americano di origine pugliese, John Turturro film successivo in archivio (1957) è uno degli attori emergenti di Hollywood. Fatto un solido apprendistato sul palcoscenico (Ionesco, Shakespeare, Brecht, oltre a testi di americani contemporanei tra cui il suo attuale cosceneggiatore Cole), ha lavorato al cinema in piccole parti con i migliori registi degli Anni 80 (Scorsese, Allen, Seidelman, Friedkin, Howard, Cimino) finché negli ultimi anni s'è imposto anche all'attenzione del pubblico. Dopo essere stato premiato l'anno scorso come miglior attore per Barton Fink, con Mac, esordio nella regia, ha vinto la Camera d'or per la migliore opera prima a Cannes,. E' il brutto anatroccolo che, con energia e talento, è arrivato in cima alla scala.
Con Mac si direbbe che Turturro abbia voluto regolare i conti (una volta per sempre) con il passato, con le proprie radici. Il suo film è un omaggio appassionato al padre carpentiere, e a tutta una generazione di emigranti italiani, polacchi, europei. E', però, un omaggio critico. [] Bastano due battute per suggerire il tono di Mac: "Non ci sono che due modi di fare le cose: quello giusto e il mio. E coincidono" - "Sai che cos'è la felicità? Amare il tuo lavoro. Pochi lo sanno, perciò vanno in vacanza, ma è la verità. Se detesti il tuo lavoro, detesti la tua vita. E io l'amo, la mia vita". L'azione si svolge nei primi Anni 50, nel quartiere Queens di New York. Fondato sulla fisicità del lavoro manuale, Mac è un altro film sul "sogno americano" (i suoi alti costi e le sue dinamiche), sulla divisione della società in classi, sull'altra faccia della concezione familistica della vita che regge la comunità italiana. [] La lezione di Scorsese si sente, soprattutto nella bella sequenza d'apertura sui funerali del padre, ma s'avverte anche quella dei
Coen in una certa inclinazione alla deformazione espressionistica dello sguardo, nella concitata direzione degli attori. Un po' didattico, qua e là greve nel suo schematismo ma senza concessioni alla nostalgia né al sentimentalismo, Mac ha un'onestà di fondo e un assillo di autenticità che ne riscattano l'acerbità.

rassegna: mini-personale John TURTURRO - TORRESINO aprile-giugno '99