Mifune – Dogma 3 (Mifune)
Soren Kragh-Jacobsen – Danimarca 19991h 38’

Gran premio della Giuria Berlino 1999

da Il Corriere della Sera (Maurizio Porro)

Fedele ai comandamenti del cinema con macchina a mano, senza infingimenti, violenze e parco lampade, il danese Soren Kragh-Jacobsen firma con Mifune il dogma 3, la new age nordica di Von Trier e Vinterberg. Racconta con virtuale ottimismo una storia radicata nella tradizione. Come in Festen, sempre la famiglia che si lecca le ferite, si prende le colpe e paga le spese. Di un manager rampante che, la prima notte di nozze, corre nell'avita fattoria per la morte del padre, e ci resta per accudire un fratello ritardato, poi anche la colf ex prostituta, giunta col fratellino. Il groviglio delle due famiglie, speculare nella fratellanza, raccontato con molto buon gusto sado-maso dal regista, che predilige l'aria aperta e i sentimenti chiusi, con quel plus valore metaforico per cui il nostro, nella casa paterna, degna di 7 spose per 7 fratelli, vomita il passato. C' l'interesse curioso e non morboso di questo cinema per gli idiots, l'estetica del primo piano, la psicanalisi applicata. E Mifune? I due fratelli giocano, al prode Toshiro, che nei 7 samurai nato contadino, mentre il nostro non-eroe invece rinnega le proprie origini di campagna, dove non ci sono segreti n inibizioni. Mifune ci porta dentro al tormentato paesaggio con accelerazione drammatica perfetta, un doppio fondo psicologico ben reso da tutti gli attori, peccando solo nel finale abbondante...

TORRESINO - cinema invisibile - nuovi dogmatici gennaio/aprile 2000