La migliore offerta
Giuseppe Tornatore - Italia 2012 - 2h 4'

DAVID DONATELLO 2013

 Un esperto può facilmente capire quando un'opera d'arte è stata falsificata. Per un uomo innamorato, invece, sarà sempre molto difficile conoscere le possibili verità a due facce della natura umana, fino a commettere errori. Su questo assioma si costruisce quasi per intero il nuovo film di cui Giuseppe Tornatore è autore totale, soggettista, sceneggiatore, regista, dopo l'esperienza non proprio recentissima di Baarìa. (...) Un finale molto intricato fornirà parecchie chiavi, un po' sulla linea di quell'altro thriller di Tornatore che era Una pura formalità. Questo, però, proprio al momento di concludere, pur rispettando la logica, la affida a dei viluppi narrativi forse un po' troppo macchinosi, facendo emergere certe verità, anziché da un racconto lineare, da una serie piuttosto eccessiva di scatole cinesi; senza però, con questo, nuocere minimamente a tutte le tensioni drammatiche e anche emotive fatte abilmente scaturire soprattutto nella prima parte del film. Con salda e sempre convincente vitalità...

Gian Luigi Rondi - Il Tempo

   Al pari di Una pura formalità e La sconosciuta, La migliore offerta rientra in un ideale filone di thriller metafisico dell'anima molto nelle corde di Giuseppe Tornatore. È affascinante il modo in cui in un'innominata città mittel-europea (in realtà Trieste), il cineasta imbastisce il romanzo d'amore fra il nevrotico Geoffrey Rush, celebre battitore d'aste, e una giovane donna (Sylvia Hoeks) che, causa una grave forma di agorafobia, vive reclusa in una decrepita villa piena di antichi cimeli. Ma è proprio grazie a una serie di snervanti rinvii, a una presenza fisica perpetuamente negata, che nel cuore altero e misogino di Rush matura folle la passione per la misteriosa damigella. Una passione sino a quel momento riservata solo ai ritratti femminili raccolti nella sua preziosa collezione. Tornatore conduce il gioco con raffinata maestria sul filo di un'astratta suspense, ben sottolineata dalla musica di Ennio Morricone, fino a uno scioglimento finale un po' troppo precipitoso e lambiccato che, tuttavia, rimane un peccato veniale in un film di tale smalto. E Rush è semplicemente straordinario nello scivolare dai vertici di un'algida solitudine dentro la spirale di un'inquietante ossessione d'amore.

Alessandra Levantesi Kezich - La Stampa

promo

Virgil (Geoffrey Rush) è un uomo colto e solitario, non più giovane. Ritroso nei confronti degli altri, esercita con infallibile maniacalità il mestiere di esperto d'arte e battitore d'aste. La sua grigia esistenza prende una piega inaspettata e lo conduce al centro di una passione che lo cambierà per sempre quando la giovane Claire (Sylvia Hoeks) lo contatta per occuparsi della dismissione del patrimonio artistico di una antica villa... Dentro ai film di Tornatore, c’è tutto il cinema del mondo, tutti i generi, tutto quanto assorbito dai suoi occhi di famelico appassionato di un’arte capace quasi sempre di incantare. Thriller dell’anima dalla messa in scena sobria in cui Geoffrey Rush si muove come un bambino a Disneyland...

cinélite giardino BARBARIGO: giugno-agosto 2013