Moloch
Aleksandr Sokurov – Russia/Germania 1999

Premio miglior sceneggiatura - Cannes 1999

da Cineforum (Bruno Fornara)

     Un giorno di vita di Adolf Hitler, Eva Braun, Martin Bormann, Josef Goebbels e sua moglie Magda, nel ritiro di Berchtesgaden, sulle Alpi bavaresi. Sokurov film successivo in archivio non si tira indietro di fronte a nessun progetto per impervio che sia. Artista del cinema, il solo capace oggi di dipingere una scena sullo schermo, nei suoi lavori (siamo ormai a pi¨ di trenta ,titoli, tra i film di finzione, le "elegie", i documentari e i cortometraggi), inventa anzitutto un luogo, un'atmosfera, degli impasti di colore e di suoni dentro i quali immergere le sue figure, deformarle, sottoporle a esperimenti visivi e torsioni interiori (Madre e figlio)...
Dice Hitler, alla fine, prima di tornare gi¨, nel mondo: "La peste sarÓ presto scomparsa. Vinceremo la morte". Eva Braun gli risponde: "Come puoi dire una cosa simile? La morte Ŕ la morte. E invincibile". Sogno del dittatore Ŕ vincere, sempre e tutto, anche la morte. (Siamo nella primavera del 1942: l'autunno di Stalingrado non Ŕ poi tanto lontano.) Sokurov mette a confronto la maniacale volontÓ di potenza del F˙hrer con la sua immagine minima, i battibecchi con l'amante, l'ipocondria e le sue stupide grandi idee... Eva vive col mostro e lo ama. Sa che Ŕ potente e che non vale nulla: "...E anche se tu fossi meno di niente? Io ti amo con tutte le tue debolezze e tutta la tua nullitÓ. Puoi continuare ad essere meno di niente".
Sokurov non ha bisogno di prendere distanze o emettere condanne. Basta un accenno: a Hitler che, dopo aver visto un film, se ne dimostra disgustato e vorrebbe distruggerlo, Eva chiede: "Vuoi mandare la troupe ad Auschwitz?". E lui: "Dove?". Nel nido sulle cime non si parla di guerra e di sterminio. Gli affari mondani, dopo. Chiede ancora Adi (come lo chiama affettuosamente Eva) lei) mentre si cena, tanto per fare una battuta: "Qualcuno vuole un po' di tisana di cadavere?". La bella compagnia discute, ride, balla, esce a fare un picnic, ci si lanciano battute, ci si odia e disprezza. E le immagini sono verdastre, affogate in una luce scialba, annegate in un colore viscido, in una nebbia cimiteriale. Il rifugio di Hitler, Eva, Bormann e Goebbels Ŕ luogo di putrefazione, Ŕ un mausoleo nazista. Sokurov, col suo cinema artigianale e artistico, distrugge Hitler e ogni altro Moloch.

cantiere Italia cinemainvisibile TORRESINO ottobre-dicembre 2000
TORRESINO - cinema invisibile la follia di pochi, la tragedia di molti gennaio/aprile 2000