Qui e là (Aquì y Allà)
Antonio Méndez Esparza - USA/Spagna 2013 - 1h 50'
versione originale sottotitolata

  GRAN PREMIO - Semaine de la Critique a CANNES


   A fronte del tradizionale proliferare di cartoon e commedie scacciapensieri che affollano gli schemi festivi, una distribuzione indipendente propone un Natale alternativo con un film bello, pudico e struggente da consigliare senza riserve. A fronte del tradizionale proliferare di cartoon e commedie scacciapensieri che affollano gli schemi festivi, una distribuzione indipendente propone un Natale alternativo con un film bello, pudico e struggente da consigliare senza riserve. Pedro, che ha lavorato a New York da abusivo, torna al suo villaggio messicano per assistere la moglie Teresa, in attesa della terza figlia. Mentre tenta di rimettere insieme la sua piccola orchestra da ballo, i “Copa Kings”, guadagna qualcosa con lavoretti in campagna o nei cantieri. Ma la neonata è malata, occupazione e denaro scarseggiano e Pedro, alla fine, dovrà lasciare il “qui” dei i suoi affetti per tornare “là”. Vero fin nel più piccolo particolare, interpretato da attori non-professionisti che hanno lo stesso nome dei personaggi (straordinarie le due figlie più grandi, Lorena e Heidi), un film fatto di lunghe inquadrature minimaliste e 'distanti', alieno da qualsiasi predica o partito-preso morale. E tuttavia efficace come pochi nelle denuncia implicita delle ingiustizie che rendono amara la vita - potenzialmente dolce - di tanti 'dannati della Terra'.

Roberto Nepoti - La Repubblica

   Regia dell'esordiente messicano Antonio Méndez Esparza, si inquadra docu-style in un impossibile ritorno: Pedro rientra nel nativo villaggio di Guerrero, dopo l'immigrazione clandestina negli Usa. Obiettivo, il solito: guadagnare all'estero per campare la famiglia. Ha moglie, due figlie (e un terzo pargolo in arrivo), che quasi non lo riconoscono più: già, il ritorno non è quello del papà prodigo, i problemi impazzano, e il tentativo frustrato di mettere su un gruppo musicale è davvero l'ultimo. Pedro non sa più dove sta, l'identità è rimasta in bilico su quella frontiera: qual è, si chiede Pedro, la mia casa? Poetica asciutta, pathos pauperistico, stile minimalista, Qui e là ha vinto la Semaine di Cannes 2012. Della serie, 'less is more'.

Federico Pontiggia - Il Fatto Quotidiano

   Pedro è un padre di famiglia messicano di ritorno al suo villaggio dopo una lunga permanenza negli Stati Uniti, dove ha lavorato "tanto e sodo" come lavapiatti in un ristorante e come uomo di fatica in un supermercato. La moglie Teresa lo accoglie con gioia ma anche con la diffidenza di chi ha subìto una lunga assenza macerandosi fra i sospetti di un tradimento lontano. Le due figlie, Lorena e Heidi, lo vedono quasi come un estraneo, e la più grande ha trasformato l'assenza paterna in un'apatia che si è estesa al suo rendimento scolastico. La vita "qui", ovvero in Messico, si svolge ad un livello minimo, e Pedro lavora lentamente a riconquistare l'intimità domestica che senz'altro è mancata a lui per primo. A poco a poco, attraverso conversazioni delicate e lunghe notti nel lettone di famiglia, il nucleo si ricompatta, e si accresce di una nuova bambina. Ma le pressioni di un'economia disastrata che trasforma il paese in un vivaio di manodopera a basso costo per i vicini Stati Uniti (quel "là" che fa da minaccioso contraltare al qui del titolo) tornano a farsi strada e a cercare di scardinare l'unità famigliare ritrovata.
Raramente nel cinema recente, a qualunque latitudine, si è visto un ritratto così commovente di un padre che, senza sottolineature retoriche ma con la quieta concretezza di un amore che si dispiega nella quotidianità, fa sentire la sua cara presenza, e per questo rende insopportabile la sua assenza. Raramente è stato spiegato in maniera così elementare, con un linguaggio naturalistico che sfiora il documentario (i ruoli sono incarnati da non attori che per la maggior parte interpretano se stessi) se non fosse per la cura e l'eleganza della narrazione filmica, quanto le difficoltà economiche di chi vive al limite della sopravvivenza impongano su individui che avrebbero diritto ad un'esistenza normale scelte strazianti e a rischio di alienamento da se stessi e dai propri legami.
Vincitore della Settimana della critica di Cannes nel 2012,
Qui e là è un'opera prima di grande rigore e verità scritta e diretta da Antonio Méndez Esparza, e affronta di petto piaghe sociali devastanti come l'assenza di un sistema sanitario pubblico efficiente o di un orizzonte economico umanamente raggiungibile. Il villaggio di Pedro è una Spoon River di morti e di emigrati dove rimangono solamente i vecchi, le donne (senza lavoro) e i bambini.

Paola Casella - Mymovies.it


promo

Il «qui» è il villaggio messicano dove Pedro è tornato dopo tanti anni passati a lavorare «là», a New York. Al paese Pedro ritrova la moglie, in attesa della terza figlia e i suoi sogni musicali di una piccola orchestra da ballo, ma dovrà fare i conti con una realtà, economica e sociale, che trasforma i desideri in delusioni. Una storia soprattutto di amore familiare, motore per «sopportare» la vita. Poetica asciutta, pathos pauperistico, stile minimalista, Qui è là è la sorpresa di Natale, un film vero fin nel più piccolo particolare, pudico e struggente.

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 LUX - dicembre 2013

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