Silkwood
Mike Nichols - USA 1983 - 2h 8'

"Che schifo questo posto: il mio paese, guarda com' ridotto"

  • McKaren Silkwood vive e lavora in Arizona. La sua situazione umana è certamente caotica: abita con il suo uomo, Drew, e con un'amica, Dolly Pelliker, in una casa trasandata ove il punto di riferimento domestico è il frigorifero, con le sue lattine di birra. Alle spalle ha un matrimonio fallito (e tre bambini che vivono con l'ex-marito nel Texas) ed il presente non sembra mostrarle positivi sbocchi esistenziali: lavora come operaia in una fabbrica di plutonio dove le condizioni di salute sono più precarie del posto di lavoro. La trascuratezza e la malafede dei responsabili costituiscono un pericolo, sia per gli operai sia per gli impianti cui i materiali sono destinati, ed alla coscienza sindacale e politica che viene affermandosi in Karen fa tragica eco il suo allarmante grado di contaminazione.
    Karen Silkwood conosce così il tonificante attivismo del sindacato ma pure il trauma delle sirene d'allarme radiattivo, delle docce di decontaminazione e del totale smantellamento della propria casa, dopo che la radiottività l'ha "stranamente" invasa. Alla fine, mentre sembra avvicinarsi il momento della grande denuncia sociale con l'incontro chiave con un giornalista del "New York Times", Karen muore in un ambiguo incidente d'auto.

    Quella di Karen Silkwood è una storia reale (anno 1974: impianti della Kerr-McGee Nudear corporation) e diventa nel film di Nichols una vita "esemplare" (in negativo): il grigiore del privato, il rischio del sociale si interscambiano amaramente. La regia non punta alla forzatura del film-accusa (la morte di Karen resta circondata di dubbi) ma, proprio nelle immagini finali al rallentatore, "idealizza" la figura della protagonista: la devastazione dell'abitazione di Karen assurge a visualizzazione dello spazio delle sue incerte sicurezze personali così come il "malessere esistenziale" della società americana diventa metaforicamente il veleno contaminante del plutonio.
La vicenda di Silkwood è linearmente leggibile come fatto di cronaca e di costume, ma il pericolo nucleare vi gioca un ruolo sottile e fondamentale, non eclatante e sanguinolento (alla The Day After) bensì subdolo ed insinuante come il tarlo angosciosamente concreto dell'insana coscienza della (in)civiltà contemporanea.

ezio leoni - Espressione Giovani settembre-ottobre1984

Sceneggiatura: Nora Ephron e Alice Arlen
Fotografia: Miroslav Ondricek
Montaggio
:
Sam O'Steen
Musica: Georges Delerue
Costumi
:
Ann Roth
Scenografia
: Patrizia von Brandestein
Interpreti: Meryl Streep (Karen Silkwood), Kurt Russel (Drew Stephens) , Cher (Dolly Pelliker)
Produzione: Mike Nichols e Michael Hausman per la ABC Motion Pictures.
Distribuzione: Cidif


rassegna di film in lingua inglese sottotitolati in inglese - gennaio/aprile 2011


filmografia di
Mike Nichols

1966 Chi ha paura di Virginia Woolf?
1967 Il laureato
1970 Comma 22
1971 Conoscenza carnale
1973 Il giorno del delfino
1974 Due uomini e una dote
1980 Gilda Live
1983 Silkwood

1986 Affari di cuore
1987 Frenesie militari
1988 Una donna in carriera
1990 Cartoline dall'inferno
1991 A proposito di Henry
1994 Wolf - La belva è fuori
1996 Piume di struzzo
1998 I colori della vittoria
2000 Da che pianeta vieni?
2001 La forza della mente (film TV)
2003 Angels in America (miniserie TV)
2004 Closer
2007 La guerra di Charlie Wilson


Meryl Streep merita uno spazio particolare. La trentanovenne attrice americana ha ricevuto nell'80 l'Oscar come miglior attrice non protagonista (Kramer controKramer) e nell'83 quello come protagonista femminile per La scelta di Sophie. In Silkwood ha ribadito la sua grande personalità d'interprete tanto che anche Tullio Kezich, su "La Repubblica", ha strutturato la recensione in un articolato elogio della protagonista: "...Questa è una attrice capace di confrontarsi con un personaggio vissuto senza finti pudori. Per diventare Karen, Meryl ha il coraggio di farsi brutta, malvestita, sgraziata... nella raffiguriazone che ne dà non c'è nessuna ricerca di somiglianza fisica... Cerca piuttosto di recuperare il ritmo del respiro di una persona viva, con un procedimento che nasce da un'intima comprensione delle forze in gioco all'interno della tragedia. L'arte della recitazione svela in certi casi proprietà sciamaniche, capaci di produrre effetti di valore sociale. Da un film all'altro la Streep sembra invitarci ad un confronto sempre più difficile e rigoroso con le tremende realtà del nostro tempo. Ed è sempre come se dicesse: non so bene che genere di persone fossero tutte queste donne, ma sono sicura che avevano il diritto di vivere".

1971 Il Padrino 1974 Il Padrino parte II 1978 Il cacciatore - Olocausto (tv) 1979 La seduzione del potere - Manhattan - Kramer contro Kramer 1981 La donna del tenente francese 1982 Una lama nel buio - La scelta di Sophie 1983 Silkwood