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"Prima di conoscerla non immaginavo ci potesse
essere uno più pazzo di me!"
mi disse il commediografo
britannico Alan Ayckbourn quando andai a proporgli di ricavare un film
da Intimate exchanges, il più
monumentale ciclo di commedie del teatro moderno (otto "pieces"
speculari, ciascuna con due variazioni, per la durata complessiva di sedici
ore).
Non fu l'unico in realtà a darmi del folle. Ci voleva certo un po'
di follia per osare proporre oggi a un produttore la realizzazione di due
film speculari di due ore e venti ciascuno ispirati ad un ciclo di commedie
sconosciute anche agli inglesi... Ma io adoro il teatro e mi sembrava che
fosse un delitto non tentare di ridare una chance a quest'autore originalissimo,
stranamente ignorato in Francia e in altri paesi.
Ora dopo il successo di Smoking - No smoking quasi mi pento per
non aver insistito maggiormente per filmare l'intero ciclo invece che una
selezione. Molti si chiedono il perché del successo; è la
prima volta che il pubblico si trova di fronte a due opere speculari, e
poteva anche rimanere spaesato. Credo che la ragione sia una sola: la vitalità
dei personaggi, delle situazioni. Si sente che l'autore (e il regista)
ha amato quei personaggi, e ha saputo comunicare questa profonda emozione
al pubblico. Qualcuno insiste sulla perfezione del "meccanismo di
alta precisione": ma un film non è un orologio, io non l'ho
mai sentito così, l'ho visto (e "sentito") come "una
promenade dans la campagne", una scampagnata tranquilla e allegra,
in compagnia di personaggi che ci emozionano profondamente perché
ci somigliano; questa emozione si è comunicata allo spettatore...
In Intimate exchanges Ayckbourn si interroga in maniera molto originale
sul ruolo del caso (e del carattere) nelle scelte poco "libere"
dell'uomo. Viviamo una volta sola, non possiamo non tornare indietro e
così (come mostrava Kierkegaard in Aut Aut) passiamo il nostro tempo
a chiederci cosa sarebbe accaduto se avessimo scelto diversamente. Consentendo
ai suoi personaggi di "ritornare" indietro a piacere, di percorrere
varie strade possibili, Ayckbourn ci invita a riflettere sui giochi del
caso e sui condizionamenti dl carattere nell'agire dell'uomo... Nel film
i vari "oppure" vengono introdotti da un disegno di Floc'h. Il
fatto che gli attori previsti siano solo due rendeva l'operazione ancora
più stimolante per un regista e per gli interpreti. Per evidenti
ragioni di economia, il tutto è stato realizzato in studio, vicino
a Parigi, ma i suoni e i rumori sono stati incisi sulle coste inglesi...
I due film si illuminano l'un l'altro, ma sono autosufficienti. In genere
la gente finisce per amare più il secondo che ha visto. Per rispettare
il tema del film - il "caso" - io avrei voluto che la gente pagasse
un solo biglietto ed entrando nella multisala dove sono presentati ambedue
scegliesse a caso di andare a destra o a sinistra. Mi hanno obiettato che
era contro le norme di legge...
L'ambizione di Ayckbourn è sempre stata quella di "scrivere
commedie serie che facciano ridere tutto il tempo". Ho cercato di
far emergere dal testo tutta la follia ordinaria, la comicità e
la malinconia di questi personaggi così pateticamente contraddittori,
che solo alla fine si accorgono di essere stati vittime del caso e delle
loro frustrazioni...
Il successo di Smoking - No smoking è una dimostrazione ulteriore
che non ha senso contrapporre teatro e cinema; una volta accettata la "convenzione
dello spettacolo" (i travestimenti, i fondali dipinti), tra cinema
e teatro che differenza c'è? Si ripete che il cinema è immagine;
ma i dialoghi e i suoni sono estremamente determinanti in un film...
Alain Resnais
(intervista di Aldo Tassone - La Repubblica)
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