28 dicembre 1995: il CINEMA compie 100 anni!

   Quando "nasce" il Cinema? Se aprite un libro di storia della cinematografia potreste rimanere confusi dall'accavallarsi delle date che stigmatizzano l'evento. Le tappe importanti vanno ricondotte a tre aspetti fondamentali: dal meccanismo di proiezione, esperimentato per tutto l'ottocento partendo dalle sofisticate lanterne magiche (coi loro vetrini dipinti a mano), alle nuove apparecchiature che, mentre cercavano di sfruttare tecnologicamente il principio della persistenza delle immagini, venivano contemporaneamente ad operare sul tipo stesso di immagine da proiettare, potendo via via ricorrere non solo a pitture e disegni, ma anche a soggetti "dal vero" ottenuti grazie all'evolversi della fotografia.
Troverete allora curiosi termini da museo: il Fenacistoscopi (Plateau - 1833), un disco che ruotando davanti ad uno specchio rifletteva "in movimento" l'immagine disegnata; lo Zoetrope (Horner - 1834) in cui a ruotare era un cilindro con delle fessure laterali attraverso cui le figure dipinte sui rotoli di carta interni sembravano animarsi. Infine, in questa prima fase "preistorica", il Praxinoscope di Emile Reynaud (1877) che, riunendo le esperienze precedenti, permetteva di vedere l'animazione su un cilindro di specchi fissato coassialmente al centro del tamburo delle immagini.
Il salto di qualità deve tenere conto dell'invenzione di Henry R. Reil (Phasmatrope - 1870), che metteva in movimento una sequenza di fotografie del soggetto in una serie di posizioni susseguenti, e di quella di Eadweard Muybridge (Zoopraxicope - 1880) che con più apparecchi fotografici perfezionò la tecnica di cogliere e riproiettare il movimento di animali o persone. Senza tali precursori e senza l'innovazione introdotta dalla pellicola in celluloide dell'americano Eastman non si sarebbe arrivati al Kinetoscope (1894) di Edison e Dickson, vera macchina da proiezione con un otturatore a disco rotante ma capace di spettacoli molto brevi (circa 20 secondi), all'inglese Teatrograph di Robert W. Paul, al Bioscop dei tedeschi Max ed Emil Skladanowsky, al successivo brevetto di Edison, il Vitascope, che ebbe una brillante presentazione a New York nella primavera del 1986.
Ma intanto l'ambito traguardo era stato raggiunto dai fratelli Auguste e Louis Lumière che il 28 dicembre 1985, all'ormai mitico Grand Café del boulevard des Capucines, appassionarono il pubblico parigino con la loro invenzione, il Cinématographe (dal greco movimento+scrivo). Il loro apparecchio era compatto, leggero, ed estremamente funzionale (riuniva in sé la triplice funzione di macchina da presa, stampatore ottico e proiettore)) ed i due, proprietari di una fabbrica di materiale fotografico, erano anche degli ottimi operatori, col senso dell'inquadratura e del ritmo. In quel fine anno del 1985, al prezzo di un franco per biglietto, la proiezione offriva 12 filmati e si apriva con La sortie des usines Lumière, una breve ripresa degli operai della Lumière che uscivano dalla fabbrica. Seguivano altri documentari e pure un primo corto a soggetto, L'arroseur arrosé, con la gag del ragazzino che fa spruzzare l'acqua della pompa in faccia al giardiniere. Gli spettatori paganti al primo spettacolo furono solo 35, ma il successo fu enorme e in tre settimane si arrivò a 2000 franchi al giorno.
La strada imboccata dai Lumière era quella giusta e a cent'anni di distanza sembra quasi ovvio che anche il nome del loro brevetto non potesse essere che quello: se tutti i nomi citati sono rimasti solo termini preistorici, il Cinematografo (o Cinema come diciamo oggi) ha invece varcato la soglia della Storia, non solo di quella dello spettacolo ma di quella del nostro vivere sociale...

 

ezio leoni - serata speciale al LUX per i 100 anni del Cinema 15/12/95