Terence Davies

L'AGONIA DI UNA VITA
NEL SEGNO DELLA MORTE

Nell'agosto dell'84 Tullio Kezich scriveva da Locarno a proposito di Terence Davies Trilogy: "...capolavoro solitario o esordio di un nuovo grande cineasta? " Il secondo film di Davies, Distant Voices... Still Lives (Voci lontane... sempre presenti) ha vinto il festival di Locarno nell'88, venendo a dare ulteriore intensità ad una galleria di quadri (tre nel primo film, due nel secondo) fortemente autobiografici (la Liverpool degli anni '50), drammaticamente densi di angoscia esistenziale: emarginazione ed omosessualità, incomprensione ed esasperazione sono le tappe di un calvario umano che ugualmente riesce ad intravvedere spiragli di liberazione.
Nella prima opera il rantolo della vecchiaia si spegne in una luce 'natalizia', nella seconda la soglia di casa separa ed unisce al contempo i sofferti ricordi personali ed il fluire, ineluttabile, di una struggente memoria collettiva.
La forza del far cinema di TERENCE DAVIES non è solo nella pregnanza esistenziale dei suoi contenuti (la lontananza di Dio, il silenzio degli uomini, l'incubo della morte), ma pure nella puntigliosa corrispondenza di uno stile rigoroso ed espressionista, calibrato nel contrasto cromatico (in bianco e nero la Trilogia, tutto sulla gamma del marrone Voci lontane...), cupo e drammatico nei cerimoniali che cementano il ricordo, cadenzato e lieve nel ritmo musicale che 'costringe' l'individuo ad una coralità di sopravvivenza.

ezio leoni - LUX - mini-personale TERENCE DAVIES gennaio 1990


Filmografia

1983 Terence Davies Trilogy
1988 Voci lontane... sempre presenti (Distant Voices... Still Lives)
1992
Il lungo giorno finisce (The Long Day Closes)
1995 Serenata alla luna (The Neon Bible)
2000
La casa della gioia (The House of Mirth)