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La signora delle rose

Pierre Pinaud

Eve è una delle creatrici di rose più famose del mondo. Nonostante la sua fama, la sua compagnia è sull’orlo del fallimento. A risollevarne le sorti, con un piano a dir poco folle, arrivano tre personaggi sui generis assunti dalla sua segretaria.


La fine fleur
Francia 2020 (105′)

  La signora delle rose è un film delicato e divertente che ha per protagonista Catherine Frot, nei panni di Eve Vernet. Eve è stata per anni la più grande coltivatrice di rose di tutta la Francia, creando innumerevoli qualità di rose inedite. Purtroppo tutto questo appartiene al passato, la sua azienda è in piena crisi, ad un passo dalla chiusura, e la donna sente questa sconfitta professionale come un tradimento della memoria paterna. Eve ha infatti ereditato l’azienda del padre, che ha instillato in lei, fin da bambina, la passione per questi fiori. In un mondo in cui tutto viene fagocitato da chi ha più possibilità economiche, resta poco spazio per una sana concorrenza, anche nella floricultura, e la donna, pur di non piegarsi al potente concorrente, privo di qualsiasi talento, preferisce soccombere. Questo l’incipit attorno al quale viene strutturata una sceneggiatura deliziosa che racconta di sentimenti, fallimenti, desiderio di riscatto, scoperta di nuovi affetti, tutti all’ombra delle serre di Eve.


“Chi si dedica alla passione della bellezza non sprecherà mai la vita”. Queste le parole del creatore belga di rose Louis Lens che, secondo Pierre Pinaud, che ha diretto il film, definiscono La signora delle rose nella sua essenza. Il regista propone un racconto deliziosamente ‘francese’ per la sensibilità narrativa e l’eleganza della confezione, in cui si ride di gusto e ci si intenerisce per questa sorta di famiglia alternativa che si viene a creare attorno a queste splendide rose.


Con La signora delle rose Pierre Pinaud affronta, con la leggiadria del battito d’ali di una farfalla, quanto si faccia fatica a tenere il passo professionalmente, se non si vuole svendere il proprio talento a chi talento non ne ha ma rileva quello degli altri. Ma il film è anche una riflessione sul senso del fare squadra, su cosa sia una famiglia, sempre più spesso diversa da quella d’origine. Grazie all’intraprendenza di Vera, la segretaria da sempre al fianco di Eve, arrivano i ‘rinforzi’ necessari per non gettare la spugna, o almeno per non farlo senza combattere. Saranno proprio questi ‘singolari’ collaboratori che, pur portando un iniziale scompiglio nella vita delle due donne, scateneranno emozioni e sentimenti inaspettati…

Maria Grazia Bosu – ecodelcinema.com

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