Allevi – Back to Life

Simone Valentini

Il ritorno sul palco del compositore e pianista Giovanni Allevi dopo una pausa dovuta alla malattia: un viaggio attraverso il suo percorso personale e artistico che mette in luce la sua forza interiore e il potere trasformativo dell’arte. È il ritratto intimo delle sfide e delle vittorie di Allevi mentre si prepara a riconnettersi con il pubblico attraverso la sua musica.


Italia 2025 (87′)
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    È un film che si concentra sulla dignità nella sofferenza, sulla fragilità, sulla tempesta figlia dell’estro creativo. Come suggerisce il titolo (oltre a fare riferimento a un famoso brano di Allevi, contenuto nell’album Joy), è la testimonianza di un ritorno alla vita, un salto tra passato e presente. Ma soprattutto spinge lo spettatore a porsi una domanda: chi è davvero Giovanni Allevi? Sulla genialità non si discute, il valore delle composizioni è innegabile: quello che però interessa è l’umano. Se per Allevi a ogni lettera corrisponde una nota, per il regista a ogni gesto si lega un sorriso, la voglia di sentirsi vivi. Il protagonista trasmette un entusiasmo contagioso, ma anche una gentilezza rara. La sequenza di Allevi al pianoforte sotto la pioggia prima del suo live, è la prova di un animo che non conosce requie. In qualche modo Allevi – Back to Life vuole essere l’invito a non accettare mai la sconfitta. Per Allevi le note dello spartito sono passione, novità. La sua interpretazione della musica classica ha rotto gli schemi, perché ha creato commistioni con i generi contemporanei, come il jazz e il pop. Come lui dice spesso: “Portare un pubblico di giovani davanti ad un’orchestra sinfonica oggi è rivoluzionario”. Il desiderio è di essere controcorrente, come ha dimostrato durante il suo ricovero in ospedale: anche dalla parola mieloma può nascere una composizione. Per Allevi la musica è melodia introspettiva. In Allevi – Back to Life ogni esecuzione è un atto di speranza, un’inaspettata ode alla vita. A mescolarsi sono toni diversi, elementi nostalgici e preghiere trattenute, in un ritratto che esalta, e trova la sua misura nei piccoli gesti.

Gian Luca Pisacane – cinematografo.it

   Ecco il ritorno sulle scene del celebre compositore e pianista Giovanni Allevi dopo la malattia che l’ha colpito. Il suo nome, mieloma, come sottolinea lui più volte, è dolce, pure gentile, ma tumore rimane. E in qualche modo, molto paradossalmente, gli somiglia. Perché il ritratto Allevi – Back to Life diretto da Simone Valentini proprio questo ci mostra. Un essere umano professionalmente diverso da come ci si può immaginare, per esempio quando dirige un’orchestra. L’aspetto più interessante del documentario è proprio la prima prova, dunque la prima esecuzione, del Concerto per Violoncello e Orchestra MM22 composto da Allevi nella stanza d’ospedale durante la lunga degenza oncologica, in bilico tra la vita e la morte. Il Maestro Allevi si comporta con i professori d’orchestra con grandissimo garbo e pazienza anche quando magari non vanno tutti a tempo insieme. Glielo fa notare, con un mezzo sorriso. Dolcemente e gentilmente (…) La mitezza di Allevi riecheggia anche quando lui spiega agli orchestrali perché ha voluto scrivere il concerto immaginato al suono dei macchinari nella camera d’ospedale: «Caro mieloma, ti dedico un brano così tu non sarai così cattivo con me».

Pedro Armocida – mymovies.it

 

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