How To Feed The Planet – Come nutrire il pianeta?

Francesco De Augustinis

Cosa si nasconde dietro il cibo che mangiamo? Un viaggio nello spazio e nel tempo per rispondere a una delle domande più urgenti del nostro tempo: come nutrire il pianeta e affrontare la crisi alimentare globale, con una popolazione in crescita verso i 10 miliardi e risorse naturali sempre più sotto pressione. Dalle coste del Sud Italia al bacino del fiume Congo, passando per Ucraina e Argentina, il documentario attraversa sistemi alimentari, diete, lobby e comunità agricole, seguendo un’inchiesta giornalistica globale. Un racconto che svela come i grandi conflitti contemporanei siano sempre più legati al controllo delle risorse alimentari e al sistema alimentare globale. Un viaggio alla ricerca di risposte che parte da una domanda fondamentale.


Italia 2026 (75′)
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    Tirando le fila di un lavoro durato 12 anni, l’obiettivo di De Augustinis è quello di mettere in discussione i dogmi dell’industria alimentare e smascherare il ruolo che le risorse alimentari stanno avendo in alcuni dei maggiori conflitti, come quello in Ucraina e in Congo. Nel farlo, compie due viaggi: uno temporale e uno spaziale.
Il primo, quello temporale, ha origine nel secondo dopo guerra, quando lo scienziato Ancel Keys in Cilento codifica per la prima volta il termine “dieta mediterranea”: un concetto che poi nella modernità è stato svuotato di significato fino a diventare, come illustra il documentario, uno strumento di marketing per promuovere esportazioni e influenzare normative europee, sostenendo interessi più economici che salutari e ambientali.
Il viaggio nella dimensione spaziale inizia invece in Ucraina, diventata in pochi anni il “granaio d’Europa”, per poi spostarsi in Argentina, attualmente alle prese con l’avanzata dell’industria della soia. Infine, si conclude nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc), dove gli interessi dell’agribusiness contribuiscono a compromettere la stabilità di un Paese che si ritrova ogni anno in vetta alle classifiche delle crisi alimentari globali. A raccontarlo nel film, la voce di Simplex Malembe, rappresentante dell’associazione congolese di produttori agricoli Conapac: «Si pensa che la Rdc sia un grande territorio selvatico per cui tutti pensano di venire per stabilirsi, prendendo della terra a loro piacimento. Le grandi multinazionali stanno venendo in Rdc per accaparrarsi delle grandi superfici – afferma – C’è un collegamento tra la guerra e la produzione agricola. Le risorse minerarie sono la base ma vediamo sempre più che anche le zone agricole più produttive sono motivo di conflitto».

Arianna Salvatori – avvenire.it

How to Feed the Planet indaga su quali potranno essere le strategie per assicurare cibo a tutti, senza deforestare, distruggere ecosistemi e portare altre popolazioni alla rovina. E nel farlo ci mette di fronte a una scelta da cui non possiamo scappare, che è poi la scelta della nostra epoca. Possiamo continuare a consumare un numero eccessivo di risorse, il che oggi significa legittimare un sistema basato sullo sfruttamento, sulla distruzione e sulla sopraffazione, ma domani significherà assistere a un numero sempre maggiore di conflitti per l’accaparramento di queste risorse agricole, alimentari e idriche. Oppure possiamo riconoscere cosa non ha funzionato nel sistema che abbiamo costruito negli ultimi decenni e rimboccarci le maniche per correggere il tiro. È necessario costruire un nuovo modello basato su un uso sapiente, etico, equo e davvero sostenibile delle risorse. Questa è una scelta politica che siamo chiamati a fare oggi per decidere tra un futuro di pace e prosperità o un futuro di guerre».Francesco De Augustinis

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