La conquista del West

Henry Hathaway, John Ford, George Marshall

Un riassunto, in cinque episodi, di quasi mezzo secolo di storia USA cadenzando il racconto con le tappe fondamentali dell’espansione verso l’ovest. Dai coloni lungo i canali dell’Hudson ai pionieri sulle grandi praterie, dalla guerra di secessione ai lavori della linea ferroviaria, tra soldati e indiani, sceriffi e fuorilegge. L’inarrestabile progresso di una nazione.

How the West was Won
USA 1962 (164′ 40″)
3 OSCAR: migliore sceneggiatura originale (James R. Webb), miglior montaggio (Harold F. Kress), miglior sonoro (Franklin Milton)

   Magniloquente sia nell’impianto narrativo (l’excursus storico copre oltre 40 anni, cadenzati dai momenti topici della conquista dell’ovest) sia in quello formale (l’innovativo sistema Cinerama) il maxifilm western della Metro-Goldwyn-Mayer si avvalse di ben 4 registi (ai 3 “firmatari” va aggiunto Richard Thorpe che diresse le sequenze di raccordo affidate alla voce narrante di Spenser Tracy) e di un cast imponente. Se il fascino classico dell’avventura fa da traino all’iniziale I fiumi (con il tocco vintage della figura del trapper-“uomo delle montagne”), La conquista del west sa poi rivitalizzare i luoghi comuni del genere nell’episodio Le grandi pianure, arrivando a caricare di tensione e amarezza la parentesi affidata alla regia di Ford (La guerra civile). È comunque Il capitolo affidato a George Marshall, La ferrovia, quello che si configura come il più asciutto e riuscito, sia per lo sguardo critico verso l’inesorabile incedere del progresso sia per la folgorante costruzione scenica dell’attacco indiano con la mandria dei bufali. Ma non sfigura certo l’episodio di chiusura, diretto, come i primi due, da Henry Hathaway: in I fuorilegge trova il giusto ritmo tra banditi spietati, tutori dell’ordine integerrimi e affetti familiari da ricostruire. In fondo però ciò che più resta significativo della complessità esaustiva di How the West was won sta proprio in quei raccordi saturi di retorica, ma che costituiscono un riuscito “bignami” del procedere mitico della frontiera.

Ezio Leoni


il maxifilm della Metro-Goldwin-Mayer


Overture (4.30)
Titoli di testa (3.10)

Introduzione (voce narrante, 2.59)

I fiumi: 1839 (37.35)
Il colono Zebulon Prescott (Karl Malden) e la sua famiglia si imbarcano per l’Ohio, prima su un battello, poi navigando su due grandi zattere. L’incontro con Linus Rawlings (James Stewart), un “uomo delle montagne”, cambia la vita della figlia Eve (Carroll Baker) che se ne innamora. Insieme riusciranno a superare l’agguato di una banda di malviventi, ma Zeb e la moglie periranno quando la loro zattera finisce sulle rapide. I sopravvissuti si stabiliranno in Ohio e anche Linus rinuncerà al suo vagabondare per restare accanto ad Eve.



Raccordo (voce narrante, 1.11)

Le grandi pianure: 1850 circa (34.40)
Lily (Debbie Reynolds), l’altra figlia di Prescott cha aveva preferito scegliere la carriera di ballerina e cantante, si aggrega ad una carovana diretta in California quando sa di aver lì ereditato una miniera d’oro. Sulla strada si trova a dover fronteggiare la corte del capo-carovana Morgan (Robert Preston) e di Cleve Van Valen (Gregory Peck), giocatore d’azzardo: li rifiuta entrambi. Ma quando arriva a destinazione scopre che la miniera è ormai esaurita e non più alcun valore. Riprende quindi la sua attività esibendosi sugli showboat che percorrono il fiume Sacramento e quando incontra di nuovo Van Valen accetta stavolta la sua proposta di matrimonio con il progetto di una vita da imprenditori a San Francisco.



Intermission (30′)
Entr’Acte (4.45)

Raccordo (voce narrante, 1.06)

La guerra civile: 1861-1865 (20.25)
Il giovane Zeb Rawlings (George Peppard), primogenito di Linus e Eve, decide di lasciare il loro podere in Ohio per arruolarsi, come ha già fatto il padre, nelle file dei nordisti. Dopo la cruenta esperienza della battaglia di Shiloh si trova nell’accampamento fianco a fianco con un disertore sudista in fuga che, dopo avergli proposto di disertare, prova a sparare ai generali Grant (Harry Morgan) e Sherman (John Wayne). Zeb interviene e lo uccide meritandosi, per il suo gesto, i gradi di ufficiale. Al rientro in Ohio, saputo che sia il padre che la madre sono morti, lascia la proprietà al fratello e se ne va, deciso a prolungare la ferma nell’esercito.



Raccordo (voce narrante, 1.48)

 La ferrovia: 1866-1869 (20.10)
Jeb è di stanza con suo reparto ai cantieri della Union Pacific dove il cinico Mike King (Richard Widmark) pur di affrettare la realizzazione della linea ferroviaria non tiene fede agli accordi presi coi pellerossa, sordo ai consigli dei militari e della guida Jethro Stuart (Henry Fonda), vecchio amico di Linus. La reazione degli indiani che, con l’arrivo dei cacciatoti di bisonti, vedono minacciare la loro sopravvivenza, non si fa attendere. L’attacco al campo della ferrovia sarà inesorabile e sanguinoso usando proprio un’intera mandria di bisonti per distruggere gli insediamenti. Zeb, disgustato decide di lasciare l’esercito e se ne va.



Raccordo (voce narrante, 1.25)

I fuorilegge: 1880 circa (24.35)
Lily Van Valen, rimasta vedova, è stata costretta a vendere all’asta i cimeli di famiglia; decide allora di donare l’ultima proprietà rimastale, un grande ranch in Arizona, al nipote, Zeb Rawlings, ex sceriffo, in cambio di ospitalità per gli ultimi anni della proprio vecchiaia. Quando Zeb, con molte e figli, arriva in stazione di Gold City per accogliere Lily vede che dal treno scene anche Charlie Grant (Eli Wallach), un fuorilegge che proprio lui aveva fatto arrestare, e che ora, scontata la pena, non si fa remore di minacciarlo. Lou Ramsey (Lee J. Cobb), lo sceriffo di Gold City, dapprima non sostiene Zeb, ma quando capisce che Grant e i suoi compari progettano di assalire un treno carico d’oro, coinvolge l’ex collega per sventare la rapina. Lo scontro a fuoco è cruento, ma alla fine Grant e la sua banda vengono uccisi e Zeb può portare la sua famiglia e la zia Lily a iniziare una nuova vita nella fattoria di famiglia.



Epilogo (voce narrante, 1.14)

Los Angeles Moderna (1.14)

titoli di coda (3.10)

NOTE:
Dopo l’epilogo, Los Angeles Moderna mostra, a suggello della crescita del West in ottant’anni di storia, la Los Angeles nei primi anni sessanta del XX secolo, con il famoso scambio quadruplo dell’autostrada.
Il film, su sceneggiatura di Roy Webb, è tratto dai racconti omonimi di Louis L’Amour, pubblicati a puntate da Life Magazine. Nel 1997 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.
How the West was won è stato uno dei due (soli) lungometraggi live-action girati col sistema Cinerama a tre cinecamere sincronizzate, destinato originariamente a sale con tre proiettori sincronizzati e schermo curvo di 146°. Come il precedente Avventura nella fantasia evidenziò però la non sostenibilità dei costi di produzione e distribuzione.
Durante la sparatoria sul treno (I fuorilegge) le catene che, sul carro merci, tenevano una catasta di legname si staccarono troppo presto e lo stuntman che sostituiva George Peppard, fu gravemente ferito. Gli occorsero cinque anni per rimettersi dalla menomazione subita.

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