Scalfire la roccia – Cutting Through Rocks

Mohammad Reza Eyni, Sara Khaki

In un villaggio iraniano profondamente conservatore, Sara Shahverdi è la prima donna ad essere eletta consigliera. Divorziata, motociclista ed ex ostetrica, Sara non passa inosservata. Tenace e senza alcuna intenzione di lasciarsi scoraggiare, Sara è determinata a far progredire la sua comunità e a porre fine alle vane promesse e alla pigrizia perpetrate dai consiglieri locali nel corso degli anni. Ma è proprio come sostenitrice delle ragazze e delle donne del suo villaggio che incontra la maggiore opposizione…


Cile/Iran/Canada/Paesi Bassi/Germania/USA 2025 (94′)
Sundance Film Festival 2025:  
premio della giuria miglior documentario
International Documentary Film Festival Amsterdam (IDFA) 2025:
premio del pubblico
candidato agli Oscar 2026 nella sezione miglior documentario
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  Film di debutto dei documentaristi Sara Khaki e Mohammadreza Eyni, Cutting Through Rocks è stato sviluppato grazie al Sundance Institute Doc film program, progetto fondato nel 2002 dal Festival allora diretto da Robert Redford e finanziato da Open Society Foundations, creata dal filantropo George Soros (…) Da qualche parte, in uno sperduto villaggio del nord ovest iraniano, Sara (Sara Shahverdi) vive insieme alla sua numerosa famiglia. Il padre è morto quando aveva sedici anni, e da allora è diventata – l’unica al momento non sposata, persino divorziata, tra le sue sorelle – il punto di riferimento dei suoi cari. La sua è un’eccezione lampante: in ogni campo del fare gli uomini hanno libertà d’azione mentre le donne sono oppresse. Costrette a sposarsi contro la loro volontà, spesso ancora bambine, non sono comproprietarie delle case insieme ai loro mariti. Non possono studiare, lavorare o viaggiare, perché la tradizione prevede che “ogni donna dovrebbe vivere o con suo padre o con suo marito“. Per Sara, che veste abiti comodi e sportivi per salire sulla sua moto, ha lavorato sempre come ostetrica, e non ha mai chiesto il permesso per fare ciò che voleva, tutto questo è innaturale e inaccettabile. Quando nel villaggio si indicono le elezioni, si candida e stravince, unica donna in un consesso di uomini poco propensi a lasciare spazio alle loro sorelle, compagne, figlie. Ma la strada per realizzare il suo programma politico femminista-democratico non sarà per niente facile.

Raffaella Giancristofaro – mymovies.it

   C’è un documentario che in questo momento sta girando il mondo e facendo parlare di sé ovunque passi. Si chiama Scalfire la roccia – Cutting Through Rocks, è diretto da Sara Khaki e Mohammadreza Eyni, ed è candidato (tra i favoriti) all’Oscar 2026 per il miglior documentario (…) Il film è stato girato nell’arco di oltre 7 anni. E questo tempo si sente in ogni scena. Perché non c’è nulla di artificioso o costruito: solo la realtà di una donna che avanza, cade, si rialza e continua. Quando emergono voci che mettono in dubbio le sue intenzioni, quando la sua identità stessa viene attaccata, Sara deve fare i conti con qualcosa di più grande di qualsiasi ostacolo burocratico: la diffidenza silenziosa e tenace di chi preferisce che le cose restino esattamente come sono. Raccontare l’Iran dall’interno, con questa profondità e questa intimità, non è cosa da poco. I due registi — che nella vita sono anche marito e moglie — hanno avuto accesso a una comunità che difficilmente avrebbe aperto le porte a chiunque altro. Mohammadreza Eyni parla turco azero, la lingua del villaggio, e conosce dall’interno la cultura di quella regione. Sara Khaki, che aveva lasciato l’Iran da adolescente per studiare negli Stati Uniti e che per questo film torna nel suo Paese dopo 17 anni di assenza, è l’unica che poteva varcare la soglia degli spazi femminili di quella comunità conservatrice. Senza di lui, lei non avrebbe potuto. Senza lei, nemmeno lui. Il risultato è un film che non giudica, non semplifica, non divide il mondo in buoni e cattivi. Mostra tutto – anche gli oppositori di Sara, anche il punto di vista di chi la ostacola – con uno sguardo che privilegia la comprensione alla condanna. E proprio in questo sta la forza di questo film.

Sara Sirtori – amica.it

«Sono sempre stata attratta dalla forza e dalla determinazione di donne appartenenti a comunità sotto rappresentate, in particolare nella mia terra natale». Ha scoperto Sara Shahverdi durante una ricerca sulle imprenditrici iraniane, e qualcosa in quella storia l’ha colpita in modo viscerale. «Per me, Scalfire la roccia non è stato solo un film, ma una testimonianza dello spirito indomito di coloro che ispirano gli altri a sognare in grande»Sara Khaki

«La mia pratica consiste nell’osservare e ascoltare, per poi rispondere con la mia macchina fotografica». Racconta commosso di un momento in particolare: l’ultima volta che si vede uno dei personaggi, Zahra, ancora donna libera, ripresa in silenzio dietro una tenda di pizzo sulla soglia di casa. «Ecco, quei pochi secondi dimostrano visivamente la fine della sua giovinezza, con la tenda che rappresenta la barriera che la separerà dal mondo libero di cui un tempo faceva parte». Mohammadreza Eyni

 

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