Nel Mississippi del 1932, i fratelli gemelli Smoke e Stack tornano da Chicago per aprire un juke joint per la comunità afroamericana locale. Ma la serata inaugurale si trasforma in un incubo quando un gruppo di vampiri viene attirato dalla musica blues del locale. I partecipanti dovranno unire le forze per sconfiggere la minaccia soprannaturale e un nemico spaventosamente umano.

USA 2025 (137′)
16 candidature agli Oscar



Sinners – I peccatori, scritto, diretto e coprodotto da Ryan Coogler, segna un’altra collaborazione tra il regista e l’attore Michael B. Jordan, che qui veste i panni di entrambi i protagonisti in un doppio ruolo. Questa volta Coogler decide di esplorare nuovi territori, immergendosi nell’horror per costruire un racconto che intreccia elementi gotici e del folklore afroamericano a una potente denuncia storica e sociale: la figura del vampiro, presa in prestito dall’iconografia horror, qui diventa un’allegoria del razzismo e dell’oppressione sistemica della comunità nera. E all’interno di questo conflitto, centrale si rivela la funzione della musica: il blues, anziché essere un elemento di accompagnamento sullo sfondo, si trasforma nell’anima del racconto cinematografico. La colonna sonora, firmata dal premio Oscar Ludwig Göransson, è veicolo di identità e memoria collettiva, unico mezzo di salvezza dall’annichilimento culturale e forza ancestrale in grado di gettare un ponte tra passato, presente e futuro. La regia di Coogler e le performance del cast riescono a trasmettere il significato e la potenza di questo messaggio, creando una storia allo stesso tempo universale ma anche intima. Anche se imperfetto a livello di coesione narrativa e ritmo, I peccatori resta uno sforzo memorabile di trattare con originalità e forza espressiva temi come l’identità e la memoria.
longtake.it

I peccatori comincia quasi come una fiaba folk. Mostra alcuni disegni a carboncino di un musicista nero con la chitarra a tracolla. Una voce fuori campo racconta che «esistono leggende di persone con il dono di rendere la musica così “vera” da infrangere il velo tra la vita e la morte». Le prime immagini live action del film sembrano invece avere la forma di un dramma nel Mississippi razzista anni Trenta. Un ragazzo nero ferito, sporco di sangue e fuori di sé entra in chiesa dove il padre celebra la messa. Per oltre due ore assisteremo agli incredibili fatti avvenuti il giorno prima… Con il suo nuovo film, Ryan Coogler sa spiazzarci e destabilizzarci quasi a ogni scena, forse a ogni inquadratura. Mescola generi, stili e forme diverse. Dalle suggestioni mitiche dell’incipit incede verso il dramma, il gangster movie. Poi il musical, fino al tripudio horror (ci sono i vampiri…) alla Robert Rodriguez.
Luca Barnabé – style.corriere.it

I peccatori, horror drammatico d’azione intelligente e brillante, è un curioso e avvincente mix tra l’eccesso di Dal tramonto all’alba e un serio discorso sociopolitico. Inoltre, è un film pieno di musica, soprattutto in una scena audace in cui Coogler immagina un appiattimento del tempo. Il lungo filo della storia della musica si raccoglie in una festa notturna che rimbomba di canzoni, dove culture e persone convergono e si mescolano magnificamente, inconsapevoli della propria influenza reciproca (…) I peccatori è un intrattenimento propulsivo e stimolante, caotico ma sempre avvincente. L’affascinante gamma di generi, tropi e idee del film si intreccia in un modo che è, suppongo, particolarmente americano. I peccatori annuncia una nuova e forse più elevata era della parabola cinematografica di Coogler.
Richard Lawson – vanityfair.it

Di chitarre, vampiri e armonie blues. Gli strumenti qui, così come i brani, mutano improvvisamente in veri e propri portali, permettendo ai vivi di danzare coi morti e viceversa, fino a rompere irrimediabilmente regole ed equilibri di un nuovo (e vecchio) mondo, mai così accecato dalla violenza e dall’impossibilità del perdono. L’America degli anni ’30 de I peccatori, quinto lungometraggio da regista del Ryan Coogler di Creed-Nato per combattere e The Black Phanter, non è altro che un limbo. Una terra sospesa che appartiene a tutti e nessuno, nella quale ancora vige la legge del più forte e il debole, o presunto tale cerca rifugio dove può. Chi nel lavoro, chi nella famiglia e chi, come il giovane Sammie nella musica (…) Per i gemelli Smoke e Stack – Michael B. Jordan alle prese con un doppio ruolo di indubbia intensità e fisicità – crescere in Mississippi è stato un vero calvario, tanto da costringerli alla fuga (…) I peccatori è una sfrenata ballata blues, che nel pieno rispetto della tradizione musicale, dà vita ad una combinazione apparentemente caotica, eppure meticolosamente calibrata e funzionale di elementi, generi e linguaggi distanti tra loro. Qui legati gli uni agli altri, figli – o gemelli – d’una stessa matrice che li costringe a danzare insieme, fino a farli scontrare e incontrare, dapprima nella violenza e poi nell’amore. Basti pensare al finale, oltre i titoli di coda, oltre il caos. Laddove tornano calma, malinconia e Solo gli amanti sopravvivono di Jim Jarmush. Il machismo crolla dinanzi alle fragilità, dando il via ad un’autentica e indimenticabile festa, fatta di danze, musica e morte. Per certi versi il più ambizioso film-concerto di sempre. Per altri, tra i migliori ibridi western/horror degli ultimi anni di cinema. Coogler guarda ai grandi e nel farlo si unisce a loro.
Eugenio Grenna – sentieriselvaggi.it