|
Torino Star
Festival seconda edizione. Refuso voluto
quello di sostituire nel titolo della rassegna torinese
il termine Film con Star, perché ciò che
resta di questa 43a edizione
sono i nomi altisonanti degli ospiti in passerella sul
Red carpet (da Jacqueline Bisset a Spike Lee, da
Aleksandr Sokurov a Claude Lelouch) più che i film da
incorniciare. Certo lo sguardo azzurro di Paul Newman
che campeggiava sui manifesti ha riempito le proiezioni
di titoli indimenticabili (difficile non fiondarsi a
rivedere
Nick Mano Fredda,
Il verdetto e mitici
western come
Furia selvaggia e
Butch Cassidy), ma per il resto?
Nel CONCORSO LUNGOMETRAGGI per lo più opere prime
con poche sorprese (in positivo l'estone
Mo Papa e
The Garden Of Earthly Delights giustamente
premiato come miglior film, in negativo l'accozzaglia
similporno di Fucktoys).
 |
 |
 |
|
Mo Papa |
The Garden Of Earthly Delights |
Fucktoys |
In CONCORSO DOCUMENTARI curioso l'esperimento
teatrale In-I in motion
(per l'esordio alla regia di Juliette Binoche) e
apprezzatissima la denuncia socio politica di
The Encampments.
Nello ZIBALDONE è "vincere facile" riproporre
pezzi da novanta come
L'arca russa e Salò e
le 120 giornate di Sodoma, ma anche qui una
caduta di tono con Find Your
Friends.
|
 |
 |
 |
|
In-I
in motion |
The
Encampments |
Find Your
Friends |
Qualcosa di buono comunque da segnalare nel FUORI
CONCORSO: The Birthday
Party con un mefistofelico Willem Dafoe,
l'amaro faccia a faccia tra capitalismo ed sfruttamento
in Le Cri des gardes
(Claire Denis), l'intricato percorso esistenziale di
Nima, protagonista di I, the
Song (coproduzione che vede in prima fila il
Bhutan), The Teacher
e Norimberga (due
anticipazioni sulle prossime uscite natalizie) e
soprattutto
Sound of Falling che scompagina la
nostra visione del tempo e delle relazioni familiari in
una saga ambientata in una fattoria nel nord della
Germani, che si sfilaccia e si riannoda tra i primi del
'900 e gli anni '80: Premio della giuria a
Cannes, ben meritato!
Ezio Leoni
|