febbraio 2024

periodico di cinema, cultura e altro... ©

n° 88
Reg.1757 (PD 20/08/01)

 
 
 

  PILLOLE WESTERN   [19]                                        

 

pistoleri solitari "di passaggio"

  Sono situazioni simili, anche se ben diversamente contestualizzabili, quelle che regolano le dinamiche di due grandi western come Il cavaliere della valle solitaria e I magnifici sette. Nel film di George Stevens (1953) siamo in una sperduta vallata del Wyoming, in quello di John Sturges (1960) l'ambiente è un piccolo villaggio messicano. Ma per entrambi il problema è la prevaricazione, l'imposizione di un crudele predominio: da una parte quello della tracotante famiglia Ryker sugli altri coloni, dall'altra quello che il fuorilegge Calvera e la sua banda impongono ai contadini della zona. Per entrambi si sente quindi il bisogno di qualcuno che intervenga a destabilizzare il bieco scenario di sopraffazione. Sarà un cavaliere solitario, Shane, che si trova a passare per la fattoria degli Starrett, a prendersi a cuore il futuro della famiglia di Joe degli altri coloni. Occorrerà invece trovare dei pistoleri a contratto per districare la matassa di reiterata violenza nel villaggio del Messico. E, in entrambi i casi, gli "eroi" saranno fugaci presenze che si lasceranno alle spalle le azioni e i luoghi che li hanno visti protagonisti. Un destino ai margini della legge è quello che abita infatti il cuore di Shane che se ne andrà, sordo al richiamo disperato del piccolo Joey; e così pure  i sopravvissuti alla cruenta battaglia in terra messicana non potranno che riprendere il loro cammino di solitari pistoleri, "magnifici" ma senza fissa dimora.

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Ezio Leoni