Apocalypse Now Redux
Francis Ford Coppola - USA 1979/2001 - 3h 22'

da Il Corriere della Sera (Maurizio Porro)

     Dopo 22 anni, esce di nuovo Apocalypse Now. Non crediate di averlo già visto, non si tratta di una semplice riedizione. La versione redux contiene una cinquantina di minuti inediti. La copia è perfetta, il sonoro rifatto e chi dovesse averlo visto in questi anni sul piccolo schermo si troverà di fronte uno spettacolo grandioso e inedito. Anche perché le parti reintegrate danno nuovo spessore al capolavoro tratto dal Cuore di tenebra di Conrad col quale si era scontrato anche Orson Welles. Un film di guerra che è stato una battaglia. Iniziata da Coppola poco dopo la fine della guerra del Vietnam. E terminata una mattina di maggio con la prima proiezione pubblica al festival di Cannes, 1979... E' l'inizio pubblico del cammino di Apocalypse Now che viene premiato con la Palma d'oro, seppure ex aequo con Il tamburo di latta di Volker Schlondorff. E' anche l'inizio di una piccola leggenda: quella del doppio finale. In realtà si tratta di questo: dove viene presentato con una copia in 70mm il film ricalca la versione di Cannes, senza titoli di coda, nella copia in 35mm invece spuntano i titoli che si sovrappongono alla foresta in fiamme. Non tutti però sono felici per Apocalypse Now. In particolare Aurore Clement e Christian Marquand, due attori francesi che hanno passato difficili momenti nella giungla filippina per (non) vedersi tagliati nella versione finale del film. La lunga sequenza della piantagione francese è stata infatti sacrificata ai voleri dei distributori. Per coglierne qualche traccia bisogna aspettare il magnifico documentario di Eleanor Coppola, moglie di Francis, sulle travagliate esperienze di quel set. 
Maggio 2001. Ancora Cannes e ancora Apocalypse Now, questa volta redux che non è un termine tecnico tipo remix o quant'altro, ma latino, quindi reduce, colui che ritorna dalla guerra. E
Apocalypse Now Redux è un ritorno altrettanto trionfale dopo ventidue anni con una cinquantina di minuti reintegrati. Alla proiezione della nuova versione Coppola è più tranquillo, ora non ha più problemi economici, grazie alla sua produzione vinicola, Aurore Clement viene risarcita, ma è comunque felice perché in quel tormentato set di tanti anni fa aveva conosciuto lo scenografo di fiducia di Coppola Dean Tavoularis, divenuto più tardi suo marito. C'è anche Sam Bottom, uno dei ragazzacci del battello che deve risalire il Cuore di tenebra di Conrad. E tra i famigliari di Francis c'è Roman, ora grande, all'epoca bimbo utilizzato per interpretare una piccola parte nella sequenza della piantagione francese. Non c'è invece Marquand, nel frattempo scomparso. Forse in omaggio a quella prima proiezione di 22 anni fa, anche questa volta il film termina all'improvviso, senza titoli di coda. Per qualche istante il pubblico rimane frastornato, poi parte l'applauso che si trasforma in standing ovation. Che prosegue, ininterrotta per quasi un quarto d'ora. E allora Coppola si commuove, di nuovo, come 22 anni fa.

 

alcune osservazioni non trascurabili: nella nuova versione mancano le deflagrazioni finali (cade la lettura onirica/allucinata che incorniciava tutto il film tra queste e la sequenza d'apertura sulle note di "The End") e, nel doppiaggio italiano, proprio nelle scene iniziali "Saigon, shit" viene reso come "Saigon, cazzo" aggiornando la mitica "Saigon, merda"... versione 1979

TORRESINO - gennaio 2002