Non è peccato - La Quinceañera
Richard Glatzer e Wash Westmoreland - USA 2006 - 1h 30'

 

Miglior Film e Premio del pubblico - SUNDANCE Festival

da Vanity Fair/Il Foglio (Mariarosa Mancuso)

        Lo si potrebbe scambiare per il video di uno sfarzoso matrimonio. La fanciulla vestita di bianco ha lo sguardo sognante, tiene in mano il bouquet (al resto provvedono gli effetti speciali: bacchette magiche e titoli di testa in calligrafia particolarmente leziosa). Solo la torta a forma di cuore, con il numero 15, fa capire che stiamo sbagliando. È una quinceañera, la festa per i quindici anni che ogni ragazza messicana sogna, anche se vive a Los Angeles, e ormai parla inglese con le amiche. Una festa che funziona più o meno come uno sposalizio. La fanciulla veste un abito lungo bianco, i damigelli sono in nero (per la prima volta nella loro vita) e le damigelle in abito lungo rosso senza spalline, confezionato sul modello che Rita Hayworth sfoggiava in Gilda (le ragazze sono un po' più rotondette). La limousine dunque è affittata e le coreografie provate in giardino, quando Magdalena (l'attrice californiana Emily Rios, 17 anni) non riesce più a entrare nel vestito che le stava perfettamente fino a qualche mese prima, e non è un problema di ciccia. Scandalo, perché la quinceañera deve essere vergine. Non resta che rifugiarsi dallo zio, che anche lui ha i sui guai. La casetta dove viveva è assediata dai nuovi abitanti del quartiere: più ricchi, più bianchi, più gay. Richard Glatzer e Wash Westmoreland hanno girato Non è peccato in diciotto giorni, scegliendo le comparse tra i fedeli della chiesa di Echo Park a Los Angeles. Risultato: due premi al Sundance Film Festival e ottimi incassi al botteghino per una produzione indipendente senza star. I film, quando sono davvero belli, una strada per arrivare agli spettatori — e far scattare il passaparola — la trovano sempre.

da Il Corriere della Sera (Maurizio Porro)

        Un caso in USA, film da non perdere, diretto da Glatzer e Westmoreland, anglo-americani che esplorano con realismo da favola sociale la Los Angeles nascosta dei messicani. Curiosando con la teen ager Magdalena, che vuole festeggiare la costosa ricorrenza dei 15 anni, Quinceanera: ma piovono pietre, non ci sono soldi, lei rimane incinta dall' amante latinos, pur vergine, viene cacciata dal padre maschilista. Il rifugio è casa di zio, dove vive il cugino gay all' indice: formano un terzetto che si oppone al regime morale costituito. Racconto vivo e divertente, d' interesse etnico ed etico, con personaggi in bilico tra due vite e due epoche che i registi tallonano con affetto, indagandoli negli occhi e opponendoli ai «vincitori» in una novella sospesa tra sogno e incubo che rinnova con intelligenza il gusto melò da telenovela con l'indagine sociale vissuta da un cast di meravigliosa aderenza.

da Rolling Stone (Massi Ferramondo)

        Nella tradizione latino-americana la Quinceañera è un momento fondamentale nella vita dell'intera comunità. Il 15esimo compleanno di una ragazza, quello che la introduce ufficialmente nell'età adulta, viene celebrato con un rito pieno di codici e di simboli che vanno dagli abiti ai fiori, dal banchetto al numero degli invitati. Ma se a festeggiare la Quinceañera è Magdalena, adolescente di Echo Park, zona di immigrati messicani di Los Angeles, le cose possono complicarsi. Non perché l'illusione del sogno americano spinga a credere che non c'è festa senza una Hummer limousine piena di amici, ma perché Magdalena è vergine sì, ma anche incinta (niente immacolata concezione, esiste una casistica clinica). Rifiutata da tutti, Magdalena trova rifugio in casa di zio Tomas, un'oasi sospesa dove vive anche un altro "ripudiato": il cugino Herman, machissimamente latino, ma intollerabilmente (per la comunità) gay. Premiatissimo in giro per il mondo (soprattutto al Sundance), Non è peccato - La Quinceañera della coppia Glatzer e Westmoreland nasce da un episodio piccolo piccolo: i due registi si sono trovati a fare i fotografi di una vera Quinceañera. Quello che vedrete al cinema è un'opera tenera e sincera, un lavoro ispirato al realismo del cinema britannico di autori come Schlesinger, Anderson e Richardson, ironico (qua e là) e crudele (spessissimo) come solo la vita sa essere.


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La teenager Magdalena vuole festeggiare la costosa ricorrenza dei 15 anni, La Quinceanera: non ci sono soldi e, come se non bastasse, lei, pur vergine, si ritrova incinta. Cacciata dal padre maschilista, trova rifugio a casa dello zio, dove vive il cugino gay… Un terzetto trasgressivo, ai margini del regime morale costituito. Una commedia vivace e divertente, d'interesse etnico ed etico che coniuga con intelligenza il gusto melò da telenovela con l'indagine sociale. Tra sogno e incubo, il realismo di una favola messicana nascosta nella frenesia di Los Angeles.

TORRESINO settembre 2006

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