"E' un film non d'amore ma sull'amore.
Nei film che ho fatto finora c'erano storie d'amore come supporto ad
altre situazioni e già da tre anni mi ero messo in testa di fare invece
un film tutto sull'amore... Che è un film fantascientifico, perché non
solo i protagonisti parlano di sentimenti, ma tutti gli altri, anche
le comparse, anche chi passa per caso in un'inquadratura". Fino
a quanto il sottile gioco amoroso di Massimo Troisi in Pensavo fosse amore invece era un calesse riesce
a coinvolgere, oltre ai suoi caratteristi, anche il pubblico? Una volta
tanto il cinema dell'autore napoletano si fa meno bozzettistico e dispersivo,
anche se il film convince meno quando il gioco verbale non fa da mattatore.
Per questo Troisi ha voluto accanto a sé un'attrice emergente come Francesca
Neri che sa tenergli testa disinvolta e con la quale riesce ad instaurare
un dialogo sentimentale sempre serrato e frizzante. "Forse
non c'è una definizione dell'amore, ma c'è l'amore. E'
l'unica certezza, l'unica cosa provata è che la
sofferenza d'amore prima o poi finisce. Ci vuole
carattere, bisogna avere la pazienza di aspettare. Come
dice Tommaso, non si muore per amore, si muore per
impazienza". L'impazienza di Tommaso e Cecilia
è quella di autenticare con il matrimonio il loro legame.
La sofferenza nasce dalle improvvise, rispettive
indecisioni: prima è lei a fare le bizze, sentendosi
trascurata da un rapporto in cui un pizzico di gelosa
galanteria non guasterebbe; poi, dopo i consigli dell'amico
Angelo Orlando e la brillante rivalità amorosa di Marco
Messeri, sarà la volta di Tommaso di esitare, preferendo
una volta di più, alle formule del rito nuziale, l'"intimo"
blaterare ad un tavolo da caffè. "Quando si
smette di amare, ci vuole lo stesso impegno e la stessa
intensità dell'inizio, far sentire alla persona lasciata
tutto il bene che c'è stato: ci vuole amore per chiudere
una storia. Aspettare un po' per non buttare via tutto ma
recuperare quanto è possibile, ricreando un altro
rapporto, un "dopoamore", fatto di complicità,
qualcosa che può essere molto più forte dell'amicizia". e.l. pieghevole LUX marzo-maggio 1992 |