Riff-Raff
Ken Loach
- Gran Bretagna 1991 - 1h 39'

Premio critica internazionale CANNES 91
Felix 1991 - Miglior film europeo dell'anno

  

"Quando siamo andati da Channel 4 a chiedere soldi per il film e abbiamo detto che era la storia di un gruppo di operai in un cantiere, si sono messi a ridere e ci hanno cacciato. Siamo tornati e abbiamo detto che si parlava di un cantiere, ma in realtà era un'allegoria della società. Allora sona stati più disponibili. In verità è un film sul lavoro edile"
L'"edilizia sociale" di un maestro del cinema inglese quale è Ken Loach (Poor Cow, Family Life) è un grido prima sommesso, poi disperato sulla situazione della classe operaia e del sottoproletariato inglesi, su chi vive la disoccupazione come uno stato di emarginazione congenito: gente che lavora sotto falso nome per non perdere il sussidio, che accetta condizioni igieniche e di sicurezza aberranti, che non può permettersi la depressione ("...è per chi ha i soldi, non per chi deve svegliarsi presto alla mattina"), ma che conosce la fatica e la solidarietà, la desolazione e la rabbia. Con uno stile asciutto, un taglio documentaristico e la grinta amara del vecchio free cinema Loach guarda con impotenza e disappunto il cinismo dispotico del sistema e fotografa con stupefatta ironia le fiamme della vendetta e della rivolta. La sua voce e il suo far cinema hanno ancor oggi la stessa caustica forza di denuncia che avevano trent'anni fa: "Adesso la Tatcher non c'è più, ma non è cambiato nulla. La sua sostituzione è stata solo una manovra tattica dei conservatori per mantenere il potere... Nell'Inghilterra degli anni Novanta, tutta tesa a difendere e promuovere la sua immagine di democrazia liberale, i problemi sono gli stessi degli anni Sessanta"

ezio leoni - programma LUX  gennaio/febbraio 1992