Il Vangelo secondo Matteo
Pier Paolo Pasolini - [b/n] Italia/Francia 1964 - 2h 22'


 

da Dizionario dei Film (Paolo Mereghetti)

      Fedele versione del racconto evangelico, dall'annunciazione alla Madonna, all'angelo che annuncia la resurrezione di Cristo. Pasolini restituisce la violenza, lo scandalo e la bellezza della parola di Gesł senza gli orpelli dell'iconografia tradizionale. Sceglie volti di non professionisti, gira tra i Sassi di Matera e gli scabri paesaggi del Sud d'Italia, e riesce a catturare, da laico, il mistero del sacro. Lo stile alterna la macchina da presa a mano che insegue il volto dei personaggi a composizioni memori della pittura quattrocentesca, la brutalitą realistica (gli indemoniati, il lebbroso, la crocifissione) all'elegia estatica (il battesimo, l'annuncio finale). Bello ed emozionante come nessun film che sia mai stato tratto dai Vangeli, aldilą delle intenzioni d'autore e delle polemiche che l'accompagnarono. Pasolini lo volle dedicare «alla cara, lieta, familiare memoria di Giovanni XXIII». La madre del regista č la Madonna anziana. Irazoqui (Cristo) č doppiato da Enrico Maria Salerno. Tra gli scrittori coinvolti: Natalia Ginzburg (Maria di Betania), Rodolfo Wilcock (Caifa), Alfonso Gatto (Andrea), Giorgio Agamben (Filippo), Enzo Siciliano (Simone), Francesco Leonetti (Erode Antipa). Gran premio della giuria - e sputi dei fascisti - al festival di Venezia.

 

TORRESINO - maggio 2004