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settembre
2007

trimestrale di cinema, cultura e altro...

n° 20
Reg.1757 (PD 20/08/01)

pag. 9


14 - 22 luglio

    Il Mittelfest di Cividale del Friuli nella sua storia (ormai sedici anni di vita!) ha sempre avuto una tematica fondante. L’anno scorso fu il lavoro. Quest'anno è stata la volta dei diritti umani, dal 1789 al 1948, anno della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. Direttore artistico l’attore, regista, scrittore, critico e molto altro Moni Ovadia, riconfermato per altri tre anni nel suo ruolo, eclettico così come lo è la originalissima vocazione del festival che inanella manifestazioni multidisciplinari e multimediali di vario tipo tra cui danza, marionette, poesia, arti visive in generale nonché tanta ottima musica (citiamo, nel nostro personale apprezzamento I Fiori Musicali di Girolamo Frescobaldi) che ha costituito il pezzo forte degli eventi di chiusura nel l tradizionale concerto per organo eseguito nel Duomo a Cividale.
Ma di questa ricca edizione vogliamo qui dare spazio al doppio ricordo che il Mittelfest ha voluto proporre
in memoria di Pier Paolo Pasolini (a circa trent'anni dalla sua morte), uno dei grandi figli del Friuli. Due gli spettacoli in cartellone: Pasolini prossimo nostro, esauriente documentario di Giuseppe Bertolucci sulla sua figura di filosofo, saggio, regista (in video, già presentato lo scorso anno a Venezia) e Le ceneri di Gramsci (in prima nazionale - la seconda tappa sarà la Lunigiana), spettacolo di teatro-danza ideato e reso in performance da Virgilio Sieni e Sandro Lombardi, 'apparentemente' ballerino il primo ed attore-voce recitante l’altro, sospesi, in perfetta sinergia, tra movimento allo stato puro e recitazione-monologo-dialogo non verbale d'altissimo livello. Ottimi comprimari, tuttavia scevri di invadenza spettacolare (eppure essenziale corollario al lavoro) le luci di Vincenzo Alterini e la morbida glossa musicale ripresa dai suoni di Angelo Badalamenti.
“Ci manca Pasolini”, questo pare essere, in fondo, il messaggio sia del film che della performance; manca all'oggi la sua lucidità, la sua profezia, quel suo senso anticipatore che l'aveva portato a prevedere addirittura la data della sua morte violenta, come spesso ha voluto ricordare l'amico pittore e poeta (lui pure friulano) Giuseppe Zigaina. Del grande Pier Paolo (sepolto a Casarsa, accanto alla madre Susanna a cui aveva dedicato tanta poesia) manca soprattutto, la spietata analisi della società italiana che - vox clamantis in deserto suo malgrado - riusciva a definire, ad anticipare, con dolorosi smagati occhi: le sue lucide metafore cinematografiche narravano ciò che sarebbe stato il futuro, raccontando il passato e non trascurando il presente, quel presente che affabulano i versi del poemetto in forma di danza di Lombardi e Sieni (immersi in una sorta di onirica quanto realistica simbiosi artistica). Alla ricerca dell'anima perduta di Pasolini, della religione del suo tempo, del suo io diviso, del suo credere e non; novello Jeckill e Mr. Hyde avanti, troppo avanti per un tempo che non gli appartiene più e che lui forse, pur amandolo, non avrebbe mai voluto suo...

Maria Cristina Nascosi

http://www.mittelfest.org