Giungla d'asfalto (The Asphalt Jungle)
John Huston - USA 1950 - 1h 52'

da Dizionario dei Film (a cura di Paolo Mereghetti)

   Uscito dal carcere, un elegante ladro di gioielli (Sam Jaffe), cerca i complici per attuare il piano preparato in cella. Ma la sorte è sfavorevole ai rapinatori, che moriranno uno a uno. È uno dei migliori film di Huston e uno dei migliori noir mai girati: un'amara parabola sull'avidità umana, senza manicheismi, e con personaggi tutto tondo. Nella struttura corale a poco a poco emerge il personaggio antieroico di Dix Handley (Sterling Hayden), uomo comune vittima delle circostanze più che delinquente; la sequenza in cui muore dissanguato in mezzo a cavalli selvaggi è entrata nella storia del cinema.

da Dizionario universale del Cinema (G.G.)

   Una giungla d'asfalto è la grande città, nei cui bassifondi si sfrena la lotta per la conquista dell'oro e della ricchezza. Ritorna in ambienti metropolitani il tema epico dell'avventura e dell'oro che John Huston insegue e raggiunge sempre come suo primo traguardo narrativo […] Il film è diviso in tre tempi narrativi. All'nizio Doc, un ladro elegante e distinto, progetta in carcere un colpo sensazionale e, una volta uscito, cerca i complici adatti allo scopo. In questa fase il ritmo è leggero quasi da commedia […] Poi quando viene minuziosamente descritto il furto dei gioielli, lo stile si fa secco, corale, professionale, quasi come i gesti degli specialisti. Alla fine, quando un colpo di pistola sparato da una guardia colpisce uno dei ladri e ha inizio la lunga carneficina finale, il tono della regia diviene apocalittico, drammatico, cupo e romantico […] Film corale, fra i più apprezzati di John Huston, costituisce soprattutto un taglio netto con la tradizione del cinema nero americano e un rinnovamento degli schemi a cui sembra doverosamente essersi ispirato anche lo S. Kubrick di Rapína a mano armata (1956). Hayden è, in questo senso, un protagonista magistrale, proprio perché il suo ruolo non è predominante, non deve suscitare né pietà né disprezzo, non deve affascinare né respingere: è solo un uomo, coinvolto nel fallimento dell'atto criminoso. In una particina marginale, donnina ingenua e spensierata, appare anche Marilyn Monroe: è un battesimo del fuoco. . un film comune: consigliarlo, uso antidoto contro l'overdose degli artifici hollywoodiani, ci sembra quasi doveroso.

 

Soggetto: da un romanzo di Williani R. Burnett. Sceneggiatura: Ben Maddow, J. Huston. Fotografia: Harold Rosson. Scenografia: Cedric Gibbons, Randali Duell. Musica: Miklos Rozsa. Montaggio: George Boemler. Produzione: Metro Goldwyn Mayer.
Interpreti: Louis Calhern (Alonzo D. Emmerich), Sterfing Hayden (Dix Handley), Jean Hagen (Doll Conovan), Sani Jaffe ('Doc' Erwin Riedenschneider), Jarnes Withmore (Gus Minissì), John Mc Intire (commissario Hardy), Marc Lawrence (Cobby), Barry Kelley (Dietrich), Marilyn Monroe (Angela Phinlay).

rassegna: GRANDE CINEMA (in bianco & nero) - LUX aprile-giugno '99