Una promessa (Une promesse)
Patrice Leconte - Francia/Belgio 2014 - 1h 38'

   Germania, 1912. Friedrich è un giovane uomo di umili origini. Laureato in chimica viene assunto nell'acciaieria di Karl Hoffmeister, che ne intuisce subito il carattere e le potenzialità. Affetto da una grave malattia al cuore, Karl è costretto a lavorare a casa, dove vive con la moglie Lotte e il figlio Otto. Colpito dallo zelo di Friedrich lo promuove a segretario personale, invitandolo a trasferirsi nella sua grande villa. Contento ma confuso dal sentimento che nutre per la giovane moglie del suo benefattore, il ragazzo accetta comunque alloggio e sfida. La vicinanza alimenta il sentimento e rivela un'affinità difficile da dominare almeno fino alla decisione di Hoffmeister di trasferirlo in Messico a gestire un nuovo e importante progetto. Convinto che partire sia la cosa giusta da fare, Friedrich promette a Lotte di tornare e di realizzare il loro amore. Ma la Grande Guerra e il blocco navale fanno di Friedrich un esiliato, costringendolo per sei lunghi anni lontano da Lotte. Rientrato in patria, dovrà fare i conti col tempo che ha lavorato crudelmente sul loro desiderio.
Trasposizione del romanzo di Stefan Zweig (Viaggio nel passato), Una promessa è un (melo)dramma su un amore che diventa irrimediabilmente impossibile per quanto intenso e travolgente fosse al principio. La promessa del titolo raccorda allora lo 'stato nascente' di un sentimento e la protezione di quel sentimento dal passare del tempo. Perché ai due protagonisti non è concesso vedere crescere un amore che all'inizio era solo passione. La tensione e l'intenzione vengono spazzate via dalla guerra e dal vertice legittimo del triangolo, che ha un cuore grande ma troppo malato per reggere l'abbaglio del loro sentimento. Suggestionata da una netta caratterizzazione ambientale e temporale, la relazione tra Lotte e Friedrich si sviluppa attraverso una drammaturgia 'da camera' che esplora il loro desiderio e la loro vita mancata. Patrice Leconte film precedente in archivio guarda ancora una volta l'amore che si lascia guardare, circoscrivendo i suoi amanti in uno spazio chiuso dove godere della persona amata in un eccesso che preclude però la soddisfazione. Diversamente dal romanzo, concentrato sul giovane amante e silente sul punto di vista del marito, il film di Leconte si apre a una visione più globale dei sentimenti che comprende ogni vertice del triangolo.
Rebecca Hall, Richard Madden e Alan Rickman sono i credibili interpreti di una storia di attesa amorosa, che suggerisce ed evoca, senza mai scoprire la passione e il desiderio. Trattenuto e composto dentro il 'costume', Una promessa diluisce il sentimento nel tempo, vincendo la sfida di filmare i non detti e trovando un brandello di voce (e speranza) nel finale. Girato in Belgio, per ragioni di co-produzione, e recitato in inglese, lingua universale che meglio del francese secondo l'autore era in grado di 'parlare' una storia ambientata in Germania, Una promessa pone una domanda vertiginosa circa la resistenza del desiderio amoroso, e non dell'amore, al tempo. Come Ridicule,
Una promessa è un film in costume ma diversamente dal primo, poggiato sui dialoghi e sull'umorismo, è pieno di silenzi che catturano magistralmente i turbamenti dell'anima, i trasalimenti dei volti, lo sguardo che si attarda un istante di troppo tradendosi o la sollecitudine incontrollabile a ritrovare l'amato. Patrice Leconte ancora una volta si rinnova, donando una modernità effervescente a un adattamento che correva il rischio di scivolare nell'accademismo.
Svolto come una composizione musicale,
A Promise alterna un movimento ostinato a un altro andante, passaggi dove il tempo si contrae e accelera o al contrario si dilata e spiega le sue ali cupe sugli amanti, sfiniti dalla separazione. Leconte fa del sentimento amoroso la materia stessa del suo cinema senza concedere nulla al sentimentalismo e restituendoci la percezione del tempo che passa o che non passa più.

Marzia Gandolfi - mymovies.it

   "Un film sul desiderio. Sono stato portato via da questa storia. Mi dava la possibilità di realizzare qualcosa su un'ossessione del mio cinema: il desiderio". La storia che l'ha così rapito Patrice Leconte è quella del libro omonimo di Stefan Zweig, l'infelice scrittore tedesco morto suicida con la moglie. Ambientato in Germania nel 1912, il romanzo è incentrato su Friedrich un giovane di umili origini (Richard Madden, star de Il trono di spade) che inizia a lavorare in una grande acciaieria di cui è proprietario l'algido Karl Hoffmeister (Alan Rickman, il Severius Piton di Harry Potter). Vista l'intraprendenza e l'abilità del giovane, Hoffmeister gli affida sempre maggiori responsabilità all'interno dell'azienda fino a nominarlo suo segretario personale e convincerlo a prendere dimore presso la sua enorme casa. Il problema è che lì ci vive anche la giovane signora Hoffmeister, Charlotte (Rebecca Hall), e al suo fascino Friedrich non è affatto indifferente.
Se il romanzo è un classico melodramma in costume con un finale amarissimo, nelle mani di Leconte
A promise diventa qualcosa di meno cupo: "Stevan Zweig era uno scrittore molto pessimista, diceva che il desiderio amoroso non resiste a nulla - dice il regista francese -. Ma io non potevo finire il mio film così, ho voluto lasciare ai due protagonisti un angelo di cielo. Altrimenti ci saremmo tutti buttati sotto un autobus uscendo dalla sala".

Gianluca Arnone - cinematografo.it





promo

Germania, prima della Seconda Guerra Mondiale. Lotte Hoffmeister, giovane moglie di Karl Hoffmeister, ricco proprietario di un'acciaieria più anziano di lei, si innamora di Friedrich Zeitz, un giovane e ambizioso ingegnere, proveniente da una famiglia povera e segretario personale di Karl. Tra i due si instaura un silenzioso e intrigante gioco di sguardi fino a quando Karl, all'improvviso, decide di mandare Friedrich in Messico per lavoro. Quando Lotte apre il suo cuore a Friedrich tra i due si intreccia un'appassionata corrispondenza in cui si promettono amore eterno; ma la guerra incombe e ben presto le comunicazioni sono interrotte... Un film in costume pieno di silenzi che catturano magistralmente i turbamenti dell'anima, i trasalimenti dei volti; Patrice Leconte ancora una volta si rinnova, donando ad un melodramma potrebbe risultare accademico una modernità intrigante ed effervescente.

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 LUX - ottobre 2014

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