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La vita in un attimo

Dan Fogelman

È travolgente la storia d’amore di Will e Abby. Man mano che la storia si dipana, il destino li legherà ad altri personaggi in modo a volte profondo e a volte superficiale, a volte banale e a volte eccezionale. Tra una New York da cinema indie e una Spagna da cartolina, tra Bob Dylan e il romanzo nel romanzo, un vortice di destini incrociati che esalta la forza dell’amore, capace di rigenerarsi al di là di ogni tragedia.

 

 

 

 

Life Itself
USA 2018 – 1h 58′

 

Una coppia newyorchese nasce, si ama, vive, finisce. Lui depresso vaga con la barba lunga per la città ascoltando Bob Dylan e dialogando con la psicanalista. Metà film e saltiamo in Andalusia. Un’altra coppia che si forma, procrea, incrocia tragicamente il percorso della coppia newyorchese, si sfalda, finisce. Qualche anno dopo un’altra coppia composta da un giovane andaluso e da una giovane newyorchese si ricompone su una panchina della Grande Mela… Robusto, affascinante, coinvolgente dramma sentimentale, con picchi strazianti di morte e una densità di recitazione, palpiti del cuore e colpi di scena che lascia spesso senza fiato. Il tutto però è legato alla tesi del “narratore inaffidabile” (come la vita stessa) tesi universitaria (diegetica) proposta nel racconto, e presenza un po’ ingombrante extradiegetica dello sceneggiatore/creatore Fogelman che abbozza una introduzione dimostrativa con Samuel Jackson che sarebbe da galera. Però il film si riprende subito e non lo molli più fino in fondo. Incredibile la capacità dell’autore di condensare le brevi sequenze in cui comprimere spazio e tempo in pochi secondi di montaggio serrato delle vite dei protagonisti. Royalties a Dylan come se piovesse e un bel Banderas brizzolato che appare tra i vigneti andalusi. Il ruolo del tormentato per amore è oramai per default assegnato all’ottimo Isaac..

Davide Turrini – Il fatto quotidiano

 Il vortice dei destini incrociati, sliding doors di due famiglie che traslocano da New York alla Spagna e infine ritrovano un punto di incontro inaspettato che dopo tante disgrazie sembra un happy end. Sulla scia di Babel e Magnolia, Dan Fogelman, che ha sceneggiato best seller Disney-Pixar, ritenta senza sprezzo del pericolo mela, la via del successo della sua serie This Is Us in cui si incrociano le sorti di alcuni personaggi.
Dopo un’ottima partenza americana con voce off e Dylan in commento sonoro, il film perde quota e si smarrisce in un ottocentesco plot agricolo con Banderas ricco agricoltore. Invaso di sentimentalismo il film, resta più moderno il cast in cui primeggiano Oscar Isaac e Olivia Wilde: ma le loro emozioni diventano le nostre?

Maurizio Porro – Il Corriere della sera

Con un cast di prestigio e un’ambientazione che passa dalle affollate strade di Manhattan agli uliveti della campagna spagnola, La vita in un attimo segue le vicende di Will (Oscar Isaac) e Abby (Olivia Wilde), dal loro primo incontro al college al primo appuntamento, dal matrimonio al concepimento di un figlio, fino all’inaspettata e traumatica separazione. Man mano che la storia si dipana, si riveleranno i legami che li legano a Dylan (Olivia Cooke), una giovane ribelle che cerca di sfuggire alla propria sofferenza; a Irwin (Mandy Patinkin), che cresce la figlia di suo figlio cercando di tenerla al riparo dal dolore; al signor Saccione (Antonio Banderas), ricco proprietario terriero spagnolo, e alla famiglia del suo braccio destro Javier (Sergio Peris-Mencheta), che gestisce la piantagione dove vive con la moglie Isabel (Laia Costa) e il figlio Rodrigo (Àlex Monner). «Questo film – dice Dan Fogelman – parla della vita e di quanto sia enorme, confusa, piena d’amore e anche di tragedie. Parla delle persone. Ne esplora i trionfi e i fallimenti, la tristezza e la felicità, racconta di questa cosa strana ma bellissima che ci accomuna tutti: la vita».

Il Messaggero

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