Karina, ora ottantenne, ha avuto una vita intensa, tra successi e amori difficili. Ora vive sola con il suo pianoforte e il gatto Veleno, convinta di aver già deciso cosa fare del tempo che le resta. Ma il passato torna a bussare, una giovane collaboratrice domestica entra nella sua quotidianità, e l’amore impossibile per Elena chiede ancora spazio. Tra imprevisti e piccoli tradimenti, Karina scoprirà che anche a un passo dal finale può esistere un nuovo inizio.
Vita mia
Didi, anziana duchessa transilvana trapiantata in un paese del Salento, vive con orgoglio un presente segnato dall’età e da precarietà economica. Quando è costretta ad assumere un’aiutante, entra in casa sua Vita, donna salentina di origini popolari e carattere deciso. All’inizio le divide tutto: abitudini, lingua, politica, l’idea stessa di dignità. Ma nella routine della cura i rituali aristocratici di Didi e la concretezza di Vita smettono di essere ostacoli e diventano terreno di scambio, rispetto e complicità. Così quando Didi deve tornare in Transilvania, sceglie di affrontare il viaggio con Vita e lì, tra le ferite legate alla guerra, sarà proprio la presenza lucida e tenace di Vita a far sì che che Didi riesca a dare un senso ai propri fantasmi e ad aprirsi a un’ultima, inattesa serenità.

Italia/Francia 2026 (125′)


Il figlio più bello
Un film intenso nel cuore della famiglia dello sceneggiatore Stefano Rulli e della scrittrice Clara Sereni, tra sfide quotidiane, amore e il percorso verso l’autonomia del loro figlio Matteo, nato nel 1978 (quando l’autismo era poco conosciuto) e cresciuto affrontando diagnosi errate e grandi difficoltà. Un’esperienza che i suoi genitori hanno trasformato in una battaglia sociale, dando vita alla Città del Sole a Perugia e che qui rivive in un’emozionante testimonianza del percorso e della sfida emotiva di un padre che deve imparare a lasciare andare il proprio figlio…

Italia 2025 (81′)


O que arde – Verrà il fuoco
Ambientato tra le verdi e isolate montagne della Galizia, il film segue Ramón, un piromane che, dopo aver scontato la sua pena, ritorna al suo paese. Nessuno lo attende: l’unico legame rimasto è con sua madre, baluardo a difesa del bosco e della fragile armonia della loro vita, minacciata dal possibile ritorno alle vecchie abitudini del figlio. Quando un nuovo incendio divampa, il passato riaffiora e la comunità si chiude nel sospetto, facendo vacillare il confine tra colpa e pregiudizio.

O que arde – Viendra le feu
Spagna 2019 (86′)
CANNES 72°: Un Certain Regard – Premio della Giuria


Un poeta
Oscar Restrepo ha dedicato la vita alla poesia senza ottenere riconoscimenti. Invecchiato e disilluso, sopravvive ai margini, intrappolato nell’immagine del poeta fallito. L’incontro con Yurlady, un’adolescente di umili origini dotata di un talento istintivo e bruciante per la scrittura, riaccende in lui un desiderio sopito: trasmettere, riscattarsi… Una farsa caustica e dissonante sul fallimento creativo.

Colombia/Ger/Sve 2025 (123′)


Sentimental Value
Una storia che esplora le complesse dinamiche familiari, il lutto e il fragile equilibrio tra arte e affetti. Dopo la morte della madre, Nora, affermata attrice teatrale in cerca di un nuovo equilibrio, e sua sorella Agnes si ritrovano a fare i conti non solo con il dolore, ma anche con il ritorno improvviso del padre Gustav, uomo eccentrico e un tempo celebre regista, assente da anni dalle loro vite, ma che ora, coinvolgendole nel ritornare sul set, porta alla luce la loro complicata relazione.

Norvegia/Germania/Danimarca 2025
CANNES: Gran Premio della Giuria
OSCAR – miglior film internazionale


Estra In Corpus Christi
Love Me Tender
Quando Clémence rivela all’ex marito che da tempo vive relazioni con altre donne, quella confessione, apparentemente innocua, diventa il detonatore di un terremoto: lui chiede l’affidamento esclusivo del figlio e la loro separazione si trasforma in una lunga battaglia legale. Per anni, tra udienze, relazioni dei servizi sociali e visite sorvegliate, Clémence è costretta a difendere non solo il diritto di essere madre, ma anche quello di restare donna, libera di scegliere la propria vita senza essere condannata per questo.

Francia 2025 (134′)
Efebo d’Oro Film Festival 47°: premio per il miglior film tratto da un’opera letteraria


Nouvelle Vague
1959. La nouvelle vague infiamma Parigi e gli esordi dei critici Truffaut e Chabrol raccolgono un plauso unanime. È tempo anche per Jean-Luc Godard di passare dietro la macchina da presa e realizzare il suo primo lungometraggio: sarà Fino all’ultimo respiro, film-simbolo della corrente, tappa fondamentale della storia del cinema.

Francia 2025 (106′)


Il quieto vivere
Ogni famiglia è infelice a modo suo, soprattutto quelle che si odiano perché costrette a vivere nella stessa palazzina di uno sperduto borgo calabrese. Infelice è Luisa, 50 anni, ribelle, precaria, madre affettuosa ma in guerra con tutti. Soprattutto con Imma, la cognata: più giovane, più bella, più inserita… Mentre le due donne si sfidano tra denunce e insulti, tre zie anziane cercano disperatamente di riportare la pace.La drammaturgia della vita domestica nella visione “autobiografica” di Gianluca Matarrese diventa così assimilabile alla tragedia greca, fatta degli stessi archetipi che sono propri della condizione umana.


