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I cavalieri del Nord Ovest

John Ford

1876. La sconfitta di Custer al Little Big Horn ha dato baldanza alle tribù indiane e messo in allerta i coloni e le truppe che presiedono gli avamposti. A Fort Starke la situazione non appare comunque critica, c’è spazio per le schermaglie amorose tra miss Olivia, nipote del maggiore Allshard, ufficiale in comando, e i suoi due spasimanti (il tenente Cohill e sottotenente Pennell) e un’atmosfera di nostalgico cameratismo accompagna il prossimo pensionamento del capitano Nathan Brittles. Proprio a lui viene affidato il compito di respingere gli Cheyenne e gli Arapaho fuggiti dalla riserva e di accompagnare nel contempo la moglie e la nipote del maggiore Allshard, in partenza verso l’Est, alla stazione della diligenza. Entrambe le missioni non vanno però a buon fine: minacciata dagli indiani la colonna deve compiere una deviazione per raggiungere la stazione e all’arrivo la trova distrutta, nonostante la strenua difesa organizzata dal sergente Tyree. Brittles si trova costretto lasciare un manipolo dei suoi uomini in copertura, riuscendo a rientrare e malapena al forte. Lì viene comunque festeggiato per il suo pensionamento e, dopo un’ilare parentesi tra whisky e scazzottature che ha come protagonista sergente Quincannon, viene il momento per il capitano di lasciare il forte. Prima di chiudere la sua carriera Brittes però fa un ultimo tentativo di trattare la pace col vecchio capo Pelle di volpe e, resosi conto che ormai i giovani guerrieri non hanno intenzione di rinunciare a combattere, guida i suoi soldati in una scorribanda al campo indiano mettendo in fuga i cavalli e vanificando così i propositi di guerra dei pellerossa. Messosi infine in viaggio sulla pista che lo porta verso la California. viene però raggiunto da Tyree che gli comunica la sua promozione a tenente colonnello degli scout. L’esercito farà ancora parte della sua vita.

 

She Wore a Yellow Ribbon
USA 1949 (103′)

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She Wore a Yellow Ribbon (traditional)

Traditional del XVII secolo

Around her neck she wore a yellow ribbon
Attorno al collo portava un nastro giallo
She wore it in the springtime and in the month of May
Lo indossava in primavera e nel mese di maggio
Hey, hey
Ehi, ehi
And if you asked her why the heck she wore it
E se le chiedessi perché diavolo lo indossava
She wore it for her lover who was far, far away
Lo indossava per il suo amore che era lontano, molto lontano
Far away (far away)
Lontano (lontano)
Far away (far away)
Lontano (lontano)
Oh, she wore it for her lover who was far, far away
Oh, lo indossava per il suo amore che era lontano, molto lontano
Far away (far away)
Lontano (lontano)
Far away (far away)
Lontano (lontano)
Oh, she wore it for her lover who was far, far away
Oh, lo indossava per il suo amore che era lontano, molto lontano
Around her knee she wore a purple garter
Attorno al ginocchio indossava una giarrettiera viola
She wore it in the springtime and in the month of May
Lo indossava in primavera e nel mese di maggio
Hey, hey
Ehi, ehi
And if you asked her why the heck she wore it
E se le chiedessi perché diavolo lo indossava
She wore it for her lover who was far, far away
Lo indossava per il suo amore che era lontano, molto lontano
Far away (far away)
Lontano (lontano)
Far away (far away)
Lontano (lontano)
She wore it for her lover who was far, far away
Lo indossava per il suo amore che era lontano, molto lontano
Far away (far away)
Lontano (lontano)
Far away (far away)
Lontano (lontano)
She wore it for her lover who was far, far away
Lo indossava per il suo amore che era lontano, molto lontano
Behind the door her father kept a shotgun
Dietro la porta suo padre teneva un fucile
He kept it in the springtime and in the month of May
Lo teneva in primavera e nel mese di maggio
Hey, hey
Ehi, ehi
And if you ask him why the heck he kept it
E se gli chiedi perché diavolo lo teneva
He kept it for her lover who was far, far away
Lo teneva per l’amore di lei che era lontano, molto lontano
Far away (far away)
Lontano (lontano)
Far away (far away)
Lontano (lontano)
Oh, he kept it for her lover who was far, far away
Oh, lo teneva per l’amore di lei che era lontano, molto lontano
Far away (far away)
Lontano (lontano)
Far away (far away)
Lontano (lontano)
Oh, he kept it for her lover who was far, far away
Oh, lo teneva per l’amore di lei che era lontano, molto lontano
And on the wall she keeps a marriage license
E sul muro lei tiene una licenza di matrimonio
She keeps it in the springtime and in the month of May
Lo conserva in primavera e nel mese di maggio
Hey, hey
Ehi, ehi
And if you asked her why the heck she keeps it
E se le chiedessi perché diavolo lo tiene
She keeps it for her lover who is far, far away
Lo tiene per il suo amante che è lontano, molto lontano
Far away (far away)
Lontano (lontano)
Far away (far away)
Lontano (lontano)
Oh she keeps it for her lover who is far, far away
Oh lo tiene per il suo amante che è lontano, molto lontano
Far away (far away)
Lontano (lontano)
Far away (far away)
Lontano (lontano)
Oh she keeps it for her lover who is far, far away
Oh lo tiene per il suo amante che è lontano, molto lontano

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She Wore a Yellow Ribbon

Lei portava un nastro giallo

La canzone è l’inno ufficiale della Cavalleria degli Stati Uniti, anche utile per mantenere la cadenza di marcia. Il testo si basa sulla tradizione di un nastro giallo associato a coloro che aspettano il ritorno di una persona cara, un pegno simbolico per mantener un legame con l’amore lontano. Il traditional originale è del XVIII secolo, nel film il testo viene così presentato:

‘Round her neck she wore a yellow ribbon
Attorno al collo lei portava un nastro giallo
She wore it in the winter and the marry month of May
Lo indossava in inverno e nel lieto mese di maggio
When I asked her: why the yellow ribbon?
Quando le chiesi: perché il nastro giallo?
She said: it’s for my lover who is in U.S. Cavalry
Lei disse: è per il mio amore che è nella Cavalleria degli Stati Uniti
Cavalry, Cavalry
Cavalleria, Cavalleria
She said: it’s for my lover who is in U.S.Cavalry 
Lei disse: è per il mio amore che è nella Cavalleria degli Stati Uniti
Cavalry, Cavalry
Cavalleria, Cavalleria
She said: it’s for my lover who is in U.S.Cavalry 
Lei disse: è per il mio amore che è nella Cavalleria degli Stati Uniti
I’m lonesome since I crossed the hill
Sono solo da quando ho attraversato la collina
And o’er the moor and valley
E sopra la brughiera e la valle
Such heavy thoughts my heart do fill
Di pensieri così pesanti si riempie Il mio cuore
Since parting with my Sally
Da quando mi sono separato dalla mia Sally
I seek no more the fine and gay For each does but remind me
Non cerco più lo star bene e l’allegria perché entrambi non fanno che ricordarmi
How swift the hours did pass away With the girl I left behind me
Come passavano veloci le ore con la ragazza che ho lasciato dietro di me

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Il buco in testa

Antonio Capuano

Maria S. vive vicino al mare, in provincia di Napoli. Ha un lavoro precario, nessun amore. Una madre praticamente muta. Quarant’anni prima, un militante dell’estrema sinistra ha ammazzato suo padre, vicebrigadiere di polizia poco più che ventenne, nel corso di una manifestazione politica. Maria è nata due mesi dopo. Un giorno apprende che l’omicida del padre ha un nome, un volto, un lavoro. Ha scontato la sua pena e vive a Milano. «Adesso so chi odiare», pensa Maria. Si tinge i capelli e prende un treno veloce per andare a incontrarlo. Ha con sé una pistola.

Italia 2020 (95′)

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Minari

Lee Isaac Chung

Anni Ottanta. Una famiglia di immigrati sudcoreani si trasferisce dalla California all’Arkansas nella speranza di migliorare il loro complicato tenore di vita. Le tensioni tra i genitori non aiutano l’integrazione del piccolo David e di sua sorella, ma l’arrivo della nonna dalla Corea per aiutarli potrebbe appianare le divergenze famigliari… Stile classico e cast straordinario per un intenso racconto di formazione.

USA 2020 (115′)
OSCAR 2021: miglior attrice non protagonista

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In the Mood for Love

Wong Kar-Wai

Tra il signor Chow e la signora Chan vicini di casa, si insinua il sospetto che i rispettivi coniugi siano amanti. Tra i due nasce un rapporto di complicità sempre più intimo che sfocia in un amore impossibile da consumare ma destinato a segnare le loro vite. Una narrazione dilatata che privilegia le ellissi, immagini reiterate con immensa eleganza, un sottofondo musicale avvolgente. Un capolavoro senza tempo.

Hong Kong 2000 (98’)
CANNES 53° – Premio miglior attore

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Rio Bravo

John Ford

1889, Texas. Nell’avamposto ai confini del Messico il tenente colonnello Kirby Yorke è in difficoltà nel contenere la furia degli Apache che, dopo le scorribande, si rifugiano oltre il Rio Grande, fuori dal territorio di competenza dell’esercito americano. In più si trova spiazzato nel dover gesture l’arrivo al forte del figlio Jeff (soldato semplice visto che non ha passato gli esami a West Pont), nonché della moglie Kathleen che vorrebbe ottenere per il ragazzo il congedo (da quell’esercito che, da 15 anni, le ha già rubato il marito). Dopo uno scontro in cui gli indiani riescono a liberare il loro capo, al forte la vita procede regolare, tra il vivace addestramento delle reclute e le folcloristiche esibizioni del coro della guarnigione, che rendono omaggio alla signora York e al generale Sheridan giunto con l’intenzione di convincere Yorke ad inseguire gli Apache anche fuori dalla sua circoscrizione. Tutto viene però sovvertito dall’azione improvvisa dei pellerossa che attaccano un convoglio diretto a Fort Bliss e rapiscono i bambini; ma alla fine Yorke, supportato dall’intervento di alcuni reclute che mettono in salvo i bambini imprigionati in un villaggio messicano, guida l’attacco e riesce sgominare gli Apache. Tornerà in barella colpito da una freccia e, ad accoglierlo, troverà le premurose cure di Kathleen. I due saranno fianco a fianco per la celebrazione della vittoria nella quale gli eroici protagonisti verranno decorati da Sheridan, al suono immancabile di Dixie.

 

Rio Grande
USA 1950 (105′)

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Il massacro di Fort Apache

John Ford

1864. Territorio del New Mexico. Fort Apache, avamposto ai confini della riserva Apache, vede l’arrivo del colonnello Thursday, accompagnato dalla giovane figlia Philadelphia, e del tenente tenente O’Rourke fresco di nomina. Thursday vi è stato destinato dopo un “siluramento” dai parte dei superiori, O’Rourke ha scelto Fort Apache perché è lì che suo padre è di stanza come sergente maggiore. È immediato il feeling tra il tenentino e Philadelphia mentre scende il gelo tra la guarnigione e l’altezzoso colonnello che solidarizza a fatica con il il capitano Sam Collingwood, suo ex compagno d’armi ora in attesa di trasferimento, e che si scontra ben presto col capitano York, in aperto disaccordo sia riguardo le tattiche militari sia per l’atteggiamento verso le tribù indiane. L’atmosfera di solidale cameratismo del Forte ben presto si incrina: Thursday osteggia la relazione sentimentale tra i due giovani, partecipa con tono arrogante alla tradizionale festa danzante degli ufficiali e, bramoso di gloria, non mantiene fede all’accordo di pace che York è riuscito a stipulare con Cochise conducendo così il suo reggimento al massacro. Anni dopo, ai cronisti giunti a Fort Apache, York che, sopravvissuto è stato promosso colonnello, vorrà comunque rendere omaggio al sacrificio di Thursday tanto da elevarlo, per l’onore della cavalleria, al rango di eroe nazionale.

 

Fort Apache
USA 1948 (125′)

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Alida

Mimmo Verdesca

Un omaggio emozionante ad una personalità indimenticabile, un docufilm ricco di testimonianze e ricostruito anche grazie ai suoi diari. Un labirinto di immagini, personaggi, parole, frasi e ricordi, un dedalo di strade che si aprono in un racconto che appassiona ed emoziona, modificando attraverso il fascino del cinema la percezione del presente.

Alida Valli: In Her Own Words
Italia 2020 (104′)

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Mank

David Fincher

California, 1940. lo sceneggiatore alcolizzato Herman J. Mankiewicz, temporaneamente infermo, si isola nel mezzo del deserto per dar vita allo script commissionato da Orson Welles per la realizzazione di Quarto Potere.

USA 2020 (131′)
OSCAR 2021: miglior fotografia e miglior scenografia

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