recensioni – MCmagazine

Gli zaffiri di Kim

USA 1920 (88′)

 È il 1927 quando il regista Alan Crosland si insinua nella storia del cinema producendovi una frattura ineludibile. Lo fa dirigendo Il cantante di Jazz, primo film con suono e dialoghi sincronizzati. Si tratta, a ben vedere, di un’opera modesta, la cui fama è del tutto dovuta all’applicazione di quel principio tecnico, che, di lì a poco, scombinerà per sempre le sorti delle immagini in movimento e dei loro pionieristici creatori. Prima, però, di questo evento – a metà tra il funesto e l’epifanico – Crosland diresse un considerevole numero di innocue pellicole mute, per lo più di carattere sentimentale, del tipo che qualche anno fa avremmo potuto immaginare trasmesso in un pomeriggio d’autunno su rete 4.

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Sumurum

Sumurun
Germania 1920 (90′)

 Per via di quel gusto per la malizia fine ed elegante che innerva l’intera sua opera americana, François Truffaut ebbe a dire di Ernst Lubitsch che era un principe del cinema e, pensando a quegli interni altoborghesi, quelle schermaglie incravattate, quelle arguzie in punta di penna sempre a un passo da un cinismo mai crudele, non si può che convenire. Le esigenze del pubblico d’oltreoceano e i suoi insistiti perbenismi portarono il tedesco Lubitsch ad affinare in America le sottigliezze della propria tecnica cinematografica sino a raggiungere una grazia nella messa in scena senza precedenti. E, sebbene l’apice della sua opera vada ricercato nella seconda e ultima parte di carriera – con, tra gli altri, titoli quali Il ventaglio di Lady Windermere (1927), Mancia competente (1932), Partita a quattro (1933), Scrivimi fermo posta (1940), Vogliamo vivere (1942) e Il cielo può attendere (1943) – non mancano gioielli inusitati fra le prime prove di ispirazione tedesca, ove, lavorando in un contesto assai più incline alle sperimentazioni e a un gusto eccentrico di quanto non fossero gli Stati Uniti, poté dare libero sfogo alla propria inarrestabile fantasia, concependo, tra le altre, l’idea di un nobile disposto, pur di allontanare le ostinate pretendenti, a sposare un automa dai lineamenti muliebri e di una fanciulla pronta a fingersi marionetta per sedurlo. .

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I cavalieri del Nord Ovest

John Ford

1876. La sconfitta di Custer al Little Big Horn ha dato baldanza alle tribù indiane e messo in allerta i coloni e le truppe che presiedono gli avamposti. A Fort Starke la situazione non appare comunque critica, c’è spazio per le schermaglie amorose tra miss Olivia, nipote del maggiore Allshard, ufficiale in comando, e i suoi due spasimanti (il tenente Cohill e sottotenente Pennell) e un’atmosfera di nostalgico cameratismo accompagna il prossimo pensionamento del capitano Nathan Brittles. Proprio a lui viene affidato il compito di respingere gli Cheyenne e gli Arapaho fuggiti dalla riserva e di accompagnare nel contempo la moglie e la nipote del maggiore Allshard, in partenza verso l’Est, alla stazione della diligenza. Entrambe le missioni non vanno però a buon fine: minacciata dagli indiani la colonna deve compiere una deviazione per raggiungere la stazione e all’arrivo la trova distrutta, nonostante la strenua difesa organizzata dal sergente Tyree. Brittles si trova costretto lasciare un manipolo dei suoi uomini in copertura, riuscendo a rientrare e malapena al forte. Lì viene comunque festeggiato per il suo pensionamento e, dopo un’ilare parentesi tra whisky e scazzottature che ha come protagonista sergente Quincannon, viene il momento per il capitano di lasciare il forte. Prima di chiudere la sua carriera Brittes però fa un ultimo tentativo di trattare la pace col vecchio capo Pelle di volpe e, resosi conto che ormai i giovani guerrieri non hanno intenzione di rinunciare a combattere, guida i suoi soldati in una scorribanda al campo indiano mettendo in fuga i cavalli e vanificando così i propositi di guerra dei pellerossa. Messosi infine in viaggio sulla pista che lo porta verso la California. viene però raggiunto da Tyree che gli comunica la sua promozione a tenente colonnello degli scout. L’esercito farà ancora parte della sua vita.

 

She Wore a Yellow Ribbon
USA 1949 (103′)

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Rio Bravo

John Ford

1889, Texas. Nell’avamposto ai confini del Messico il tenente colonnello Kirby Yorke è in difficoltà nel contenere la furia degli Apache che, dopo le scorribande, si rifugiano oltre il Rio Grande, fuori dal territorio di competenza dell’esercito americano. In più si trova spiazzato nel dover gesture l’arrivo al forte del figlio Jeff (soldato semplice visto che non ha passato gli esami a West Pont), nonché della moglie Kathleen che vorrebbe ottenere per il ragazzo il congedo (da quell’esercito che, da 15 anni, le ha già rubato il marito). Dopo uno scontro in cui gli indiani riescono a liberare il loro capo, al forte la vita procede regolare, tra il vivace addestramento delle reclute e le folcloristiche esibizioni del coro della guarnigione, che rendono omaggio alla signora York e al generale Sheridan giunto con l’intenzione di convincere Yorke ad inseguire gli Apache anche fuori dalla sua circoscrizione. Tutto viene però sovvertito dall’azione improvvisa dei pellerossa che attaccano un convoglio diretto a Fort Bliss e rapiscono i bambini; ma alla fine Yorke, supportato dall’intervento di alcuni reclute che mettono in salvo i bambini imprigionati in un villaggio messicano, guida l’attacco e riesce sgominare gli Apache. Tornerà in barella colpito da una freccia e, ad accoglierlo, troverà le premurose cure di Kathleen. I due saranno fianco a fianco per la celebrazione della vittoria nella quale gli eroici protagonisti verranno decorati da Sheridan, al suono immancabile di Dixie.

 

Rio Grande
USA 1950 (105′)

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Il massacro di Fort Apache

John Ford

1864. Territorio del New Mexico. Fort Apache, avamposto ai confini della riserva Apache, vede l’arrivo del colonnello Thursday, accompagnato dalla giovane figlia Philadelphia, e del tenente tenente O’Rourke fresco di nomina. Thursday vi è stato destinato dopo un “siluramento” dai parte dei superiori, O’Rourke ha scelto Fort Apache perché è lì che suo padre è di stanza come sergente maggiore. È immediato il feeling tra il tenentino e Philadelphia mentre scende il gelo tra la guarnigione e l’altezzoso colonnello che solidarizza a fatica con il il capitano Sam Collingwood, suo ex compagno d’armi ora in attesa di trasferimento, e che si scontra ben presto col capitano York, in aperto disaccordo sia riguardo le tattiche militari sia per l’atteggiamento verso le tribù indiane. L’atmosfera di solidale cameratismo del Forte ben presto si incrina: Thursday osteggia la relazione sentimentale tra i due giovani, partecipa con tono arrogante alla tradizionale festa danzante degli ufficiali e, bramoso di gloria, non mantiene fede all’accordo di pace che York è riuscito a stipulare con Cochise conducendo così il suo reggimento al massacro. Anni dopo, ai cronisti giunti a Fort Apache, York che, sopravvissuto è stato promosso colonnello, vorrà comunque rendere omaggio al sacrificio di Thursday tanto da elevarlo, per l’onore della cavalleria, al rango di eroe nazionale.

 

Fort Apache
USA 1948 (125′)

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Lonesome Dove

Simon Wincer

1870. Lonsome Dove – Texas, ai confini del Messico. Augustus McCrae e Woodrow Call, una volta famosi ranger, affrontano le giornate secondo i loro opposti caratteri. Call si affanna nel sistemare il ranch tenendo impegnati i suoi aiutanti, Gus si crogiola in un ozio “attivo” tra uno sguardo ai suoi maiali e il tempo trascorso al saloon dove ama le carte, il whisky e la bella Lorena, una prostituta alla quale si è ormai irrimediabilmente affezionato. Una situazione di stallo, sotto il sole cocente del Texas, che viene destabilizzata dall’arrivo di un vecchio compagno di avventure che, con il suo entusiastico racconto sulla ricchezza dei pascoli del Montana, spinge Call a radunare una grande mandria di buoi e cavalli convincendo Gus e gli altri a condurla a Nord, oltre lo Yellowstone. Lungo il cammino altri personaggi arricchiscono il racconto e, prima di raggiungere la meta, verranno alla luce complesse dinamiche interpersonali, torneranno a farsi minacciose le ombre dell’Ovest selvaggio, la morte segnerà crudelmente il cammino di alcuni e neppure il placido sorriso di Augustus potrà stemperare l’amarezza di un destino beffardo.

film televisivo in 4 episodi
USA 1989 (384′)

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50 (o dos ballenas se encuentran en la playa)

Jorge Cuchì

Félix, un ragazzo di 17 anni, riceve un invito su WhatsApp: vuoi giocare alla Blue Whale? Il gioco con le 50 sfide? Quello in cui alla fine devi ucciderti? Félix accetta. È così che incontra Elisa. I due iniziano a completare le sfide insieme. 50 è la storia d’amore di due adolescenti con tendenze suicide che decidono di giocare insieme finché morte non li separi. Mancano solo 6 giorni.

Messico 2020 (122′)

 VENEZIA – Mas o menos. Basta questa risposta, ripetuta più volte lungo il corso del film dai due protagonisti, per cristallizzare uno stato d’animo e descrivere una mancanza, una totale mancanza di appigli e coordinate verso cui tendere per produrre un pensiero che vada oltre l’indifferenza per qualsivoglia alternative possa presentarsi; la massima espressione di un sentimento alla base della genesi di un gioco come la Blue whale challenge.

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Fango, sudore e polvere da sparo

Dick Richards

Texas 1866. Il sedicenne Ben Mockridge esegue le consegne per la madre, lavandaia, ma la sua aspirazione è fare il cowboy; così, comprata una pistola, ottiene l’ingaggio da Frank Culpepper in partenza con la sua manda per Fort Lewis (Colorado). Seduto a cassetta come aiuto cuoco (la “marianna”) Ben ottiene il suo primo incarico quando, dopo una sparatoria con gli alcuni ladri di bestiame, viene inviato a reclutare nuovi mandriani nel paese vicino. Lungo strada due cacciatori di pellicce lo disarmano e lo lasciano a piedi, ma una volta rintracciati i nuovi lavoranti questi uccidono i ladri e recuperano cavallo e pistola. Sono davvero continue le disavventure che la spedizione di Culpepper deve affrontare: altri malviventi una notte feriscono Ben durante il suo turno di guardia e rubano i cavalli per cui Frank e i suoi cowboy devono ingaggiare un cruento scontro a fuoco che battezza il ragazzo nel suo primo assassinio. Il problema successivo è la protervia di Pierce, un proprietario terriero che avalla pretese sui pascoli di transito accumunando nelle minacce un gruppo di Mormoni che ritengono di aver raggiunto in quei luoghi la terra promessa. Frank si trova costretto ad accettare le condizioni e decide di andarsene, ma Ben e altri decidono di fermarsi a difesa dei pellegrini. Lo scontro finale è una carneficina e solo il ragazzo sopravvive. Starà a lui occuparsi di far seppellire i compagni; lascerà poi la sua pistola accanto alle loro tombe e monterà a cavallo per proseguire solitario il suo cammino.

The Culpepper Cattle Company
USA 1972 (94′)

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I cowboys

Mark Ryddel

Wil Andersen, un rancher abbandonato da i suoi lavoranti causa il miraggio di un nuova corsa all’oro, si affida ad una scolaresca di adolescenti per condurre la sua mandria a Belle Fourche in South Dakota. I ragazzi impareranno a gestire cavalli e buoi, sopporteranno le fatiche del viaggio (4000 miglia) e gli estenuanti orari delle cavalcate, apprezzeranno la burbera solidarietà di Wil e la cucina da campo di Jebediah, il cuoco di colore. Quando mancano però pochi giorni alla meta vengono attaccati da una banda di fuorilegge. Il loro brutale capo, Long Hair, uccide Wil e la mandria viene rubata. Ma i cowkids hanno ormai acquisito una tempra tenace e violenta e reagiranno sterminando Long Hair e i suoi.

The Cowboys
USA 1972 (128′)

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Gli implacabili

Raoul Walsh

Montana 1866. I fratelli Ben e Clint Allison, ex confederati poi aggregatisi alle bande di Quantrill, dopo aver rapito il ricco allevatore Nathan Stark si convincono ad accettare la sua proposta di diventare soci e portare le mandrie dal Texas al Montana. Con loro viaggerà anche la bella Nellie la quale, lasciatasi alle spalle la notte di passione con Ben (che l’ha salvata dagli indiani) e poco invogliata dalle prospettiva di una vita nella fattoria dove lui la vorrebbe portare, ha ormai volto le sua attenzioni a Stark e al futuro agiato che questi potrà offrirle. La spedizione, oltre alle difficoltà che lo spostamento degli armenti comporta, deve affrontare anche l’attacco dei banditi del Kansas e, a Yellowstone, quello dei Sioux. L’audacia degli Allison fa arrivare il convoglio a destinazione, ma lungo strada Clint ci ha rimesso la vita e, all’arrivo a Mineral City, Ben deve guardarsi da Stark che prova a farlo arrestare. La conclusione sarà comunque a suo vantaggio, anche per quanto riguarda Nellie che, dopo aver a lungo civettato, alla fine lo sceglie preferendo la forza del sentimenti a quella del denaro.

The Tall Men
USA 1955 (122′)

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