recensioni – MCmagazine

Temporada

Andrè Oliveira


Brasile 2018 – 1h 53′

 TORINO – Come è possibile che una vicenda ordinaria, di una persona qualunque, assurga a paradigma di un riscatto umano e civile? E soprattutto ci trasmetta un’immagine assolutamente diversa e originale di un paese, il Brasile, normalmente narrato solo nei suoi estremi della povertà e violenza da una parte, oppure dall’altra (come accade nelle patinatissime novelas) della vita fatua e un po’ irreale delle classi privilegiate?

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Alpha, The Right to Kill

Brillante Mendoza


Filippine 2018 – 1h 34’

 TORINO – È la droga il filo rosso che lega Alpha, The Right to Kill al precedente Ma’ Rosa. E la continuità del nuovo film di Brillante Mendoza va oltre lo spunto narrativo, si concretizza nello stesso stile frenetico, nel caos di vicoli in cui la macchina da presa sta addosso ai suoi personaggi.

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Ash Is The Purest White

Jia Zhangke


Cina 2018 – 2h 30’

 TORINO – Non è un cinema lineare quello di Jia Zhangke, tantomeno Ash Is The Purest White. Le sue storie si stratificano nel tempo e negli spazi, abbandonano ambienti e personaggi per riprenderli in situazioni diverse e non sempre consequenziali.

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In Fabric

Peter Strickland

Un abito rosso sangue venduto da un lussuoso grande magazzino trasmette una maledizione a chiunque lo indossi.


Gran Bretagna, 2018 – 1h 58′

 TORINO – Quello del cinema di genere, si sa, è un terreno difficile da percorrere e, soprattutto negli ultimi anni realizzare un film horror di qualità è diventata un’impresa ardua, vuoi per le regole commerciali troppo serrate, vuoi per il rischio della ripetitività..

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Pity/Oiktos

Babis Makridis

Un avvocato di successo deve accudire la moglie in coma in seguito ad un incidente stradale, ma è gratificato dalle numerose testimonianze di affetto e compassione da parte di tutti coloro che lo frequentano. Quando però, inaspettatamente la moglie uscirà dal coma e tornerà a casa, egli si troverà del tutto spiazzato e cercherà a modo suo di riconquistarsi la compassione, che gli è venuta a mancare.


Grecia/Polonia 2018 – 1h 35’

 TORINO – Due sono le gabbie dentro cui è costretto a muoversi questo “uomo qualunque”, protagonista (non a caso senza nome) del bel film, opera seconda, del regista greco Babis Makridis (autore di L).

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Dragged Across Concrete

S. Craig Zahler

Due ispettori di polizia vengono sospesi dal servizio quando viene diffuso dai media un video che mette in luce i loro metodi violenti. Male in arnese economicamente e senza alternative, gli amareggiati poliziotti iniziano la loro discesa nel mondo della criminalità dove, ad attenderli nell’ombra, trovano più di quanto immaginassero.


Canada/Usa 2018 – 2h 39’

 VENEZIA – I film di S. Craig Zahler sono macchine desideranti destinate alla rovina. Slavoj Žižek riprende l’idea lacaniana secondo cui un desiderio non è mai il semplice desiderio di un oggetto determinato, ma “è sempre anche il desiderio del desiderio stesso, il desiderio di continuare a desiderare”; e aggiunge: “La modalità classica della fantasia non è costruire uno scenario in cui mi immagino di ottenere ciò che desidero, ma uno scenario in cui mi immagino desiderato da altri”.

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Werk ohne Autor

Florian Henckel von Donnersmarck

Con una storiografia romanzata il film racconta tre epoche della Germania del ‘900 partendo dalla follia hitleriana e arrivando alla fine degli anni ’60: tutto attraverso l’intensa vita dell’artista Kurt Barnert, dal suo amore appassionato per la zia Elisabeth, a quello maturo per Ellie, figlia di un ex medico nazista che è riuscito a ridarsi una rispettabilità nella nuovo corso comunista, ma che non ha perso la recondita malvagità. La vivacità dell’ambiente artistico di Düsseldorf Kurt troverà la quadra per la sua carriera, per la sua vita sentimentale e per un respiro umano rasserenante nel ricordare il passato e affrontare il futuro.

  

Werk ohne Autor
Germania 2018 – 3h 8′

 VENEZIA – Con Opera senza autore il tedesco Florian Henckel von Donnersmarck, dopo la sfortunata incursione nel thriller con The Tourist, torna al melo su sfondo storico, genere in cui è più a suo agio e che gli aveva portato un Oscar nel 2007 con Le vite degli altri.
Anche questo è un film che lo spettatore può amare, a partire dalla vicenda, così ricca di colpi di scena da sfiorare in qualche momento il feuilleton: si ispira invece a fatti reali della vita di uno dei più famosi e quotati artisti contemporanei, Gerhard Richter (classe 1932).

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Charlie Says


Usa 2018 – 1h 44′

 VENEZIA – “9 agosto 1969 :il giorno che il ‘68 finì”. Con questa frase, a caratteri cubitali su fondo nero, si apre Charlie Says (Dice Charlie), il nuovo film della regista Mary Hatton, (American Psyco, Ho ucciso Andy Warhol) presentato nella sezione Panorama.

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La Flor

Mariano Llinás


Argentina 2018 – 808′

 LOCARNO – Il festival ticinese non è alieno dai film-monstre essendo stato tra i primi a far conoscere (e anzi a premiare col Pardo d’oro 2014) gli interminabili film del filippino Lav Diaz. Ma qui si è raggiunto il top, obbligando gli organizzatori ad uno sforzo anche logistico. Per arrivare alle quasi 14 ore di proiezione, la maratona è stata suddivisa in tre tappe di quattro-cinque ore ciascuna (con diritto a pausa fisiologica), ma allo stesso quasi nessuno è riuscito a vederlo proprio tutto (gli spettacoli cadevano negli ultimi tre giorni della rassegna, quando notoriamente il livello di attenzione e pazienza degli addetti ai lavori precipita).

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Vox Lux

Brady Corbet

Il film segue da vicino l’ascesa di Celeste dalle ceneri di un’immensa tragedia nazionale a superstar pop. Il film abbraccia un arco di tempo di diciotto anni, dal 1999 al 2017, delineando alcuni importanti momenti culturali attraverso lo sguardo della protagonista.


Usa 2018 – 1h 50′

 VENEZIA – Di suono, di luce. E di morte. Il cinema è un’arte composta di elementi primari e fondamentali e della consapevolezza che il loro compiersi sia frutto di un decesso annunciato. Ogni fotogramma, ogni bit, ogni vibrazione, cristallizza un istante di tempo, di vita, e li condanna a una reiterazione fantasmatica e illusionistica in cui il mezzo cinematografico decreta la fine annunciata dello scorrere del tempo. Sembra che per il giovane attore, e qui regista, Brady Corbet, il tempo, e la storia, sia una macchina infernale da scandagliare ed elaborare attraverso biografie inventate e plausibili di personaggi del loro tempo, di un tempo portatore di incertezze, mitologie, casualità.

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