Sotto le nuvole

Tra il Golfo di Napoli e il Vesuvio, la terra talvolta trema, le fumarole dei Campi Flegrei segnano l’aria. Le rovine sottostanti, le ville romane ormai subacquee, Pompei, Ercolano, raccontano un futuro che c’era, sepolto dal tempo. Sulle tracce della Storia, delle memorie del sottosuolo, in bianco e nero, una Napoli meno conosciuta si popola di vite.


Italia 2025 (115′)
VENEZIA 82°: Premio speciale della Giuria

VENEZIA – Continua la storia d’amore tra Gianfranco Rosi e la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Dopo il premio Orizzonti a Below Sea Level nel 2008, per la prima volta nel 2013 il Leone d’oro era andato ad un documentario, il suo Sacro GRA. In questa 82° edizione l’ultima opera del regista, Sotto le nuvole si è aggiudicata il Premio Speciale della Giuria, che l’autore ha ricevuto sottolineando il numero di documentari presenti alla Mostra ( ben quindici) e dedicandolo a tutti coloro che fanno cinema della realtà..

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La grazia

Mariano De Santis è il Presidente della Repubblica. Nessun riferimento a presidenti esistenti, frutto completamente della fantasia dell’autore. Vedovo, cattolico, ha una figlia, Dorotea, giurista come lui. Alla fine del suo mandato, tra giornate noiose, spuntano gli ultimi compiti: deliberare sul tema del fine-vita e decidere su due delicate richieste di grazia. Veri e propri dilemmi morali. Che si intersecano, in maniera apparentemente inestricabile, con la sua vita privata. Mosso dal dubbio, dovrà decidere… 


Italia 2025 (133′)
VENEZIA 82°: Coppa Volpi miglior interpretazione maschile

VENEZIA – Se molti registi hanno rappresentato a Venezia 82 il delirio del presente, Sorrentino affronta la questione a modo suo, scegliendo di mettere al centro una figura totalmente controcorrente rispetto al clima generale, il Presidente della Repubblica Mariano de Sanctis, un uomo di potere la cui dote principale è la capacità di riflessione, la più latitante attualmente.

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Bugonia

Due giovani con l’ossessione dei complotti rapiscono la potente amministratrice delegata di una grande azienda, convinti che sia un’aliena intenzionata a distruggere il pianeta Terra.


USA/Corea del Sud/Irlanda (120′)

VENEZIA – Per chi ama i classici Bugonia, il titolo del nuovo film di Yorgos Lanthimos, presentato in concorso all’ultima Mostra di Venezia, è già una promessa: ci sarà una colpa, poi un sacrificio e infine una rinascita. Il pensiero va al mito che occupa il finale del IV libro delle Georgiche di Virgilio: l’apicoltore Aristeo deve scontare la sua colpa e dalla carcassa del bue sacrificato nascerà un nuovo sciame di api. Ma Yorgos Lanthimos riesce sempre a stupirci e ci ritroviamo in una commedia dark, remake di un film sci-fi sud coreano del 2003, Save the green planet di Jang Joon-hwan.

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Frankenstein

La storia di Frankenstein segue il noto percorso tracciato da Mary Shelley: Victor Frankenstein, scienziato giovane e ambizioso, sfida la natura ricreando la vita a partire da resti umani. Ne nasce una Creatura viva, senziente, tragica e l’incontro tra creatore e creatura scatena una spirale irreversibile di dolore, abbandono e vendetta.


USA 2025 (149′)

VENEZIA – Frankenstein appare come un approdo scontato nella filmografia di Guillermo delToro, quasi la conclusione di un ciclo iniziato con Cronos e proseguito con Il labirinto del fauno e La forma dell’acqua. Del resto i “mostri” come metafore di solitudine e vulnerabilità e la dinamica padre figlio, creatore e creatura, caratterizzata da abbandono, rifiuto, identità negate hanno sempre fatto parte dell’immaginario di Del Toro, fino al più recente Pinocchio.

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La mattina scrivo

Paul, affermato fotografo freelance, all’età di quarantadue anni, decide di cambiare mestiere e reinventarsi scrittore. Tuttavia il successo tarda ad arrivare e, pur di non tornare sui suoi passi, Paul si adatta a fare diversi lavoretti sottopagati per mantenersi, nonostante le perplessità di amici e familiari…
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À pied d’œuvre
Francia 2025 (92′)
Venezia 82° – premio miglior sceneggiatura

VENEZIA – “Per farla breve. Ero un fotografo e ho mollato tutto per diventare scrittore. Ma rimanere scrittore è tutta un’altra storia”. Esordisce così, nel settimo lungometraggio di Valerie Donzelli À pied d’œuvre (titolo internazionale At work), la voce fuori campo di Paul, che potrebbe anche essere l’incipit del romanzo che scriverà sulla sua esperienza come tuttofare sottopagato nella Parigi di oggi.

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Father Mother Sister Brother

Tre storie che raccontano le relazioni tra figli adulti e genitori piuttosto distanti, e tra fratelli. Ognuna delle tre parti è ambientata nel presente e ciascuna si svolge in un paese diverso. Father è ambientato nel nord-est degli Stati Uniti, Mother a Dublino, e Sister Brother a Parigi. Una serie di ritratti intimi, osservati senza esprimere giudizi, in cui la commedia è attraversata da sottili momenti di malinconia.

USA/Francia/Irlanda 2025 (110′)
VENEZIA 82° – Leone d’oro

VENEZIA – Il verdetto della giuria di questa 82′ Mostra d’arte Cinematografica di Venezia ha sorpreso più di una persona, tra cui il premiato, lasciatosi sfuggire, prima del discorso di ringraziamento un “Oh Shit…”. Più che un premio al film, preferito ad altre opere più apprezzate da critica e pubblico, si potrebbe interpretare come un premio alla carriera di un regista, che rimane fedele alla sua vocazione minimalista (Daunbailò, Dead Man, Ghost Dog), ma in versione un po’ di maniera, levigata ed elegante e sicuramente meno graffiante.

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A House of Dynamite

La traiettoria suborbitale di un missile nucleare viene intercettata dai centri di controllo statunitensi. Dopo aver escluso la possibilità di un falso allarme come tanti che l’hanno preceduto, l’Ente generale per la gestione delle emergenze conferma che si tratta di un lancio ostile, e che il missile impatterà sugli Stati Uniti entro una ventina di minuti. Inizia così una corsa contro il tempo per neutralizzare il missile…staff della Casa Bianca affronta in tempo reale la minaccia di un attacco missilistico. Le tensioni crescono in un dramma serrato che mette alla prova ogni decisione.


USA 2025 (112′)

VENEZIA – Dopo otto anni di silenzio Kathryn Bigelow torna con un film che si può considerare un terzo capitolo ideale di una trilogia sulla guerra iniziata con The Hurt Locker e Zero Dark Thirty, ma se in quei film la minaccia era circoscritta a un teatro di guerra o a un nemico invisibile, qui diventa assoluta, globale.

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Il mago del Cremlino – Le origini di Putin

2019. Vadim Baranov (Paul Dano), ormai ritiratosi dall’attività politica, racconta la propria storia a un gionalista americano (Jeffrey Wright): dalla sua irrequieta giovinezza alle prime opportunità offerte dalla Russia post comunista degli anni Novanta, dalle esperienze televisive alla collaborazione con “lo zar” Vladimir Putin (Jude Law), tra cinismo, crudeltà e fake-news. Una parentesi politica cruciale in un paese segnato da un profondo cambiamento.

Le mage du Kremlin/ The Wizard of Kremlin
Francia 2025 (156
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VENEZIA“Da voi conta il denaro, da noi conta la vicinanza al potere”. Non è forse tutta in questa frase la chiave interpretativa di Il mago del Cremlino, ma le parole messe in bocca al protagonista, Baranov, aiutano a districarsi nelle dinamiche che agitano la Russia postsovietica descritta da Olivier Assayas.

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The Snow Woman

Lo scultore Shigetomo e il figlio Yosaku rimangono bloccati in una capanna a causa di una tempesta di neve. Qui vengono assaliti dalla terribile donna delle nevi. Questa, invaghitasi di Yosaku, decide di risparmiarlo a patto che non racconti mai quello che ha visto. Un giorno, una misteriosa giovane donna conquista il cuore di Yosaku. Tutto sembra andare bene, ma uno sfortunato incidente mette in discussione il futuro.

 

Giappone 1968 (80′)

UDINE – Il film si ispira ad un’antica leggenda presente già nella raccolta del 1904 Kwaidan. Storie spaventose dal Giappone di yokai, fantasmi e demoni. Nella sua versione più nota la donna della neve incontra due taglialegna che avevano trovato riparo in una grotta e, con il suo soffio gelido, uccide il più anziano, ma risparmia il più giovane, a condizione che non riveli a nessuno ciò che ha visto, pena la morte. In seguito, trasformatasi in una giovane e affascinante donna, sposerà il giovane, dal quale avrà anche dei figli. Una notte però lui le racconterà la sua avventura, per cui lei infuriata lo risparmierà soltanto per i figli, ma dopo aver ripreso le sue sembianze mostruose, sparirà nella notte.

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Ucciderò Willie Kid

California, estate 1909. Di ritorno, dopo aver lavorato come mandriano al nord, Willie Boy si presenta alla festa della sua comunità (i Paiute) nella riserva di Morongo. L’incontro con la sua amata, Lola, è subito osteggiato dal padre di lei, ma anche il confronto con gli abitanti di Riverside non è facile per Willie che percepisce il disprezzo degli bianchi verso la popolazione indiana. Una rissa al biliardo è il preludio a una drammatica svolta: nella notte mentre Willie e Lola fanno all’amore nel frutteto, arriva il padre della ragazza e per difendersi Willie è costretto ad ucciderlo. La coppia fugge verso Ruby Mountain e sulle loro tracce si mette lo sceriffo Cooper che deve tener fede al suo ruolo, ma che in fondo è ben disposto verso i nativi (tra l’altro ha una relazione con la dottoressa Clark, sovrintendente della riserva). La visita in zona del presidente Taft fa crescere la tensione (la situazione creata da Willie viene letta dal pregiudizio popolare come la scintilla di una possibile rivolta indiana) e Cooper è designato a far da scorta al presidente. Così la caccia continua ed è affidata ad un gruppo di cacciatori di taglie, guidati dal vecchio Calvert, astiosi ma inesperti. Quando Willie apre il fuoco contro di loro mirando ai cavalli, Calvert resta però ferito gravemente ed è quindi Cooper ad essere richiamato per stanare i fuggitivi che intanto, attraversando a piedi il deserto del Mojave, sono arrivati a Ventinove Palme, il villaggio natale di Willie dove lui ritrova e indossa la ghost shirt di suo padre. È il primo segno della disperazione che via via attanaglia la coppia e quando gli inseguitori raggiungono il villaggio trovano il corpo di Lola, uccisa da un colpo di pistola: un suicidio per non esser di peso al compagno nella fuga? un omicidio sacrificale per non lasciare che la propria donna sia catturata? Allo sceriffo non resta che giocare d’astuzia per raggiungere Willie. Il faccia a faccia decisivo tra le rocce è un duello senza scampo: l’arma di Willie è scarica e Cooper se ne rende conto con amarezza quando raccoglie il corpo per riportarlo a valle. I fotografi che, arrivati al seguito della posse degli inseguitori, vorrebbero immortalare il corpo del pericoloso indiano, dovranno accontentarsi del rogo con cui i Paiute gli hanno “dato sepoltura”.


Tell Them Willie Boy is Here
USA 1969 (98′)

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