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Oro verde – C’era una volta in Colombia

Cristina Gallego, Ciro Guerra

Il racconto della metamorfosi di un’intera comunità, che dalla pastorizia finisce col dedicarsi al narcotraffico in Colombia, a partire da una famiglia indigena, che sperimenterà sulla sua pelle un arricchimento tanto rapido e soddisfacente quanto ancestrale e tragico. Tra inesorabile avidità di denaro e smanie autodistruttive, tra ruralità premoderna e progresso esasperato, un film potente e ambizioso, disperato e avvincente.


Birds of Passage
Colombia/Danimarca 2018 (125′)

  L’altra faccia di Scarface: l’opposto dell’esaltazione capitalista, del culto di sé stessi. Il richiamo a Il padrino, al passaggio di testimone tra due epoche, che per Coppola era quello tra la vecchia e la nuova Hollywood. Ma qui siamo lontani dagli Stati Uniti, dalla patria del gangster movie per eccellenza. Siamo in Colombia nel ’68, assistiamo alla nascita dell’impero della droga. Modelli come Narcos e Loving Pablo sono al di là da venire. Oro verde – C’era una volta in Colombia racconta di un legame ancestrale con la terra, di un luogo in cui le tradizioni sono tutto. I registi Ciro Guerra e Cristina Gallego si concentrano sulle origini di un popolo, in un viaggio antropologico di raro splendore. Il taglio documentaristico descrive le usanze, le consuetudini di chi non è ancora stato corrotto. Ma il denaro distrugge le bellezze di quei luoghi: faide, fratelli che scatenano guerre, l’umanità che implode. Panorami mozzafiato che si alternano a mattanze, l’Amazzonia lussureggiante che fa da testimone. Il bianco e nero del bellissimo El abrazo de la serpiente che si fonde con le tinte accese di Oro verde (Birds of Passage nel titolo originale). E di uccelli di “passaggio” nel film se ne vedono tanti. Bisogna restare immobili e scrutare il cielo: non si sa quando li vedremo volare. Continueranno a migrare, ma il rischio è che non ci sia più nessuno a testimoniarlo..

Gian Luca Pisacane – cinematografo.it

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