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In un futuro aprile – Il giovane Pasolini

Francesco Costabile, Federico Savonitto

In un futuro aprile è, prima di tutto, un viaggio. È la storia del giovane Pier Paolo Pasolini, il Pasolini friulano dei temporali e delle primule, raccontata dal cugino Nico Naldini, a sua volta scrittore e poeta.



Italia 2019 (80′)


    Durante gli anni Quaranta Pasolini vive a Casarsa, in Friuli, nel paese di sua madre. In quel periodo scopre il paesaggio friulano, la lingua e le tradizioni del mondo contadino e sperimenta le prime avventure amorose con alcuni giovani del posto.
Il contatto con questa realtà lo porta anche all’impegno politico nel Partito Comunista e all’esperienza dell’insegnamento scolastico. La vita di Pier Paolo scorre attraverso la voce di Nico, svelando due percorsi di vita inevitabilmente connessi. Entrambi, in quel momento, assorbono la violenza estetica ed erotica di un mondo sconosciuto, che si svela nella sua cruda realtà: un universo che influenzerà tutta la successiva opera pasoliniana.

Francesca Romana Torre – cinematographe.it


R
accontare Pasolini in una maniera fresca e nuova. Potrebbe sembrare un’impresa impossibile per un artista di cui si è detto tanto. Eppure l’angolatura scelta da Francesco Costabile e Federico Savonitto come filo conduttore del documentario ”In un futuro Aprile«, menzione speciale al recente Biografilm 2020, ci regala nuovi spunti per rileggere il poeta, per scoprire o trovare le conferme delle sue idee, del suo modo di vedere il mondo e di come affrontarlo.
Sono gli anni della giovinezza quelli che vediamo sullo schermo. Quando Pier Paolo si trasferisce a Casarsa, il paese d’origine della madre Susanna, dove i Pasolini si rifugiano rovinati dal vizio del gioco del padre. Qui il giovane Pasolini scopre il paesaggio e la campagna del Friuli, i contadini e il loro dialetto. Un incontro con la terra, con la natura che si porterà sempre dietro tanto da diventare il centro del suo rapporto con la realtà.
Una vena di intimità si snoda lungo il documentario attraverso la lettura dei suoi testi e diari. E’ questo il periodo in cui sperimenta la scrittura con le prime opere letterarie come ”Poesie a Casarsa« e i romanzi ”Atti impuri« e ”Amado mio«, e comprende il legame profondo che si viene a creare tra pensiero e territorio. Per questo si professa dalla parte dei contadini, votato alla scoperta e allo studio di un mondo popolare e istintivo; pronto a perdere il senso del reale e a ritrovarsi immobile per ore davanti a una foglia o a un tronco per cogliere il punto di rottura tra l’uomo e la natura, dove finisce l’uno e inizia l’altro.


Il piccolo paese friulano custodisce gli eventi chiave del suo vissuto, dai primi amori omossessuali, che lo portarono alla repentina fuga a Roma, alla militanza nel PCI. E il documentario, a volte ricorrendo a comparse per l’evocazione di alcune scene, li restituisce con rigore restando fedele ai luoghi dove effettivamente accaddero. Qui prende corpo, negli anni del fascismo animato da un falso senso del ruralismo, l’originalità e la forza del suo pensiero divergente che gli renderà insopportabile la mentalità piccolo borghese e il regime.
La voce narrante è quella dello scrittore e poeta Nico Naldini, cugino e biografo di Pasolini. Il titolo è un verso della poesia ”Supplica a mia madre«, l’altro indissolubile vincolo d’amore di Pasolini.

Marino Midena lastampa.it

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