Caro Lucio ti scrivo

Riccardo Marchesini

Liberamente ispirata all’omonimo spettacolo teatrale Caro Lucio ti scrivo nasce con l’intento di cambiare la prospettiva, offrendo un ‘dopo’ a quei personaggi che Dalla ha fatto esistere nelle sue canzoni, dando loro l’occasione di scrivere al loro autore con le parole dei suoi testi, con la forza delle immagini del cinema..

Italia 2017 (89′)


L
ucio Dalla non scriveva per i critici, per i discografici, per la gloria o per la fama. Forse neanche solo per l’arte, che accarezzava con un talento unico, selvaggio, totale ma di cui non era schiavo. Lucio scriveva e cantava per la gente, per le persone normali, per parlar loro e (ri)conoscerli e (ri)conoscersi. Per questo la sua morte, cinque anni fa, è stata lacerante non solo per gli ammiratori ma per un tessuto sociale e umano collettivo che si è sentito defraudato di qualcosa di necessario. Di quel piccolo grande uomo che generosamente sapeva consolarti, guardarti dentro e trovarci anche quello che tu nascondevi a te stesso, eccitarti, divertirti, aprirti gli occhi, squassarti l’anima.
Ecco perché cinque anni dopo fai fatica a ricordarti che non ci sia più, quella musica ancora viva, pulsante ti impedisce di realizzarlo. E allora l’unico modo per fare un film su Dalla era riconoscere quest’inevitabile immortalità, scoprire che da voce è diventato sangue, motore e soprattutto sempre attore delle nostre vite. Lucio ci parla e noi, forse, abbiamo il dovere di rispondergli, è questa l’intuizione di Caro amico ti scrivo. Ecco perché Riccardo Marchesini, grazie alla sceneggiatura di Cristiano Governa che al cantautore bolognese dedicò lo spettacolo teatral-epistolare omonimo ora divenuto film complementare a quell’esperienza, ci ha regalato un’opera potentissima nella sua apparente semplicità.

Boris Sollazzo rollingstone.it


E
gle Petazzoni è stata la postina di Lucio Dalla. Anche dopo la scomparsa del cantautore, il suo lavoro non è ancora finito. Egle infatti entra in possesso di lettere indirizzate all’artista. I mittenti sono i protagonisti di alcune delle sue canzoni più belle che hanno deciso di prendere carta e penna per contattarlo raccontando di sé. Il “caro amico” a cui Lucio scrive ne L’anno che verrà che fine ha fatto? Che ne è stato di Anna e Marco? Chi è e come vive ora Futura? Dove sarà Meri Luis? “E se la vita non ha sogni io li ho e te li do” cantava Lucio Dalla in ‘Piazza Grande’. Oggi, con questo film, riceve un sentito ringraziamento per quel dono e, chissà, magari dall’Aldilà in cui credeva può vederlo e commuoversi un po’(…)
Lucio Dalla non ha scritto canzoni stupide e forse neanche canzoni d’amore nel senso corrente dell’attribuzione ma ha scritto di sicuro molte canzoni ‘vere’. In cui, magari anche solo in un verso, chi le ascoltava o le cantava (e canta) a sua volta poteva riconoscersi. In quelle parole si trovano fotografie scritte su carta molto sensibile che dicono di noi. Così come sensibili sono stati tutti coloro che hanno dato vita a questo film, tanto che alla fine viene da chiedersi in quale dei versi di Lucio si sia riconosciuta la postina Egle, quella che apre le lettere con il vapore..

Giancarlo Zappoli – mymovies.it

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