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Alive in France

Abel Ferrara

Un autoritratto inaspettato e sincero che svela i retroscena meno noti della vita personale di un maestro del cinema, ‘bad boy’ di Hollywood con i suoi neo-noir provocatori e controversi. Un flusso di coscienza che racconta Ferrara nell’inedita veste di cantante e musicista, in un tour in cui si mescolano insieme le colonne sonore dei suoi film più importanti, le amicizie di vecchia data, i ricordi del passato trasgressivo e i nuovi affetti familiari.


Francia 2017 – 1h 19′

 ...Autoritratto ‘musical-road movie’, girato nel tour francese compiuto lo scorso autunno con la sua band. Il repertorio? II più personale che potesse concepire, essendo composto dal meglio delle colonne musicali dei propri film, delle cui canzoni è l’autore. (…) Emoziona vederlo ad occhi chiusi mentre intona le lyrics da Bad Lieutenant (II cattivo tenente,1992), parole di un’autobiografia tossica e geniale (…). II figlio del Bronx ha una figlia piccolissima avuta dall’ultima moglie Christina Chiriac, giovane e sinuosa mentre danza guardando il marito cantare e suonare. Un quadretto idilliaco se non fosse che a interpretarlo c’è uno dei protagonisti più sovversivi, scomodi e refrattari ad ogni sistema, adorato dai cinefili e dal popolo. Un uomo libero, e mai così alive.

Anna Maria Pasetti – Il Fatto Quotidiano

  Cronaca irregolare del tour francese di Abel Ferrara e della sua rock band, organizzato dalla Cinémathèque de Toulouse, tra dietro le quinte, esibizioni e confessioni davanti alla macchina da presa. Immergersi in una storia raccontata da Abel Ferrara e lasciarsi trascinare dalle relazioni che nascono o si rompono tra i personaggi che popolano i suoi film significa scegliere di appartenere a una famiglia.
Sul tema il regista italoamericano insiste da sempre: sia che si tratti di un gangster movie come Fratelli o Il nostro natale, o di un dra..mma ambientato nel mondo dello show business, come Blackout oppure Go Go Tales, la sensazione è quella di ritrovare una combriccola di amici, i loro pregi e i loro difetti, le loro virtù e le loro debolezze. La mescolanza di realtà e di rappresentazione si spinge più in là in Alive in France, cronistoria di un tour musicale di Ferrara con la sua band, o meglio, la sua famiglia allargata. A costituire il complesso amici di lunga data come Joe Delia e Paul Hipp, collaboratori ricorrenti delle sue colonne sonore, e la moglie Christina Chiriac, che non fa nulla per celare il proprio fascino sul palcoscenico. Anche a causa dell’assenza del rapper Schoolly D – problemi di passaporto alla dogana – il concerto vira sul rock’n’roll di Stones e Springsteen, rivisitati liberamente dalla band…

Emanuele Sacchi – mymovies.it

…È l’aspetto delle reunion, del ritrovarsi per evocare, attraverso la musica, stralci di vita condivisa, che dà al film il suo calore e la sua originalità ¿a partire dal titolo che, con un gioco di parole introduce, oltre all’elemento della musica live, anche quello dell’essere sopravvissuti. (…) Diversamente dalle immagini dei concerti di John Carpenter, viste durante la tournée dell’anno scorso, qui tutto è low tech, low key intimo, raccolto – uno spazio notturno, in cui insieme agli spettri degli amici scomparsi, si materializza sul palcoscenico anche la nuova, giovanissima, moglie di Ferrara, Cristina Chiriac, con l’attrice Dounia Sichov. Sulle spalle precocemente curve del regista, ogni tanto rimbalza una bambina bionda – è sua figlia Anna.

Giulia D’Agnolo Vallan – Il Manifesto

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