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Banksy – L’arte della ribellione

Elio Espana

È l’artista contemporaneo più conosciuto al mondo, ma di lui sappiamo veramente poco: il mistero è parte dell’immagine di Banksy come i baffi di Dalì o i capelli color argento di Andy Warhol. Ora un film è pronto a far luce sulla storia dello street artist di Bristol! 


Banksy and the Rise of Outlaw Art
Gran Bretagna 2020 (112′)


    A chi appartiene l’arte? Per parlare di Banksy e della sua storia bisogna iniziare da questa domanda. Su questa riflette e si interroga in diversi momenti il documentario Banksy – L’arte della ribellione di Elio Espana. Banksy è un writer inglese tra i più amati e forse anche criticati del nostro secolo. Così contemporaneo e già sui libri di storia per via della sua arte e della sua provocante astuzia. Il film scava nel profondo della vita di questo artista, indaga il contesto culturale in cui è nato e cresciuto. Nato come artista nella scena underground di Bristol,Banksy è oggi il leader di un movimento artistico rivoluzionario. Le sue prime opere, tra graffiti e street art, risalgono agli anni Novanta: sin da subito si nota in queste un’arte a sfondo politico, sovversiva e audace. I suoi lavori sono divenuti icone del contemporaneo. Chi non conosce la bambina con il palloncino a cuore, le tante immagini con carrarmato, i protagonisti di Pulp Fiction con in pugno una banana e molte altre ancora?
Il potere abusato, la povertà, i fondamentalismi politici e religiosi, l’alienazione, la guerra, la violenza e il capitalismo sono al centro delle opere di Banksy. Con Banksy – L’arte della ribellione viene raccontata la sua carriera, da giovane artista underground anche un po’ timido fino a diventare tra le personalità più famose del ventunesimo secolo. Nonostante la sua identità sia ancora avvolta nel mistero, in tantissimi scrivono di lui, fanno ricerche, approfondimenti e anche film. A ispirare Banksy, come narra il documentario, è stata la New York – insieme al suo hip-hop – degli anni Settanta, il periodo storico in cui il movimento della Street Art si trasforma, viene riconosciuto definitivamente come forma d’arte mainstream, modificando anche la concezione stessa dell’arte. Banksy – L’arte della ribellione rimarca come il writer è passato da essere un writer di una cittadina inglese improvvisamente divenuta mecca dei graffiti, a un artista concettuale e appunto rivoluzionario.

   

I rave degli anni Novanta, la dimensione clandestina ancora oggi mantenuta, l’arte grafica a effetto, artisti come Basquiat ed Haring: tutti elementi che hanno contribuito a formare il Banksy che oggi tutti conosciamo e che gioca sulla paura e sulle emozioni collettive della gente. A Bansky si deve uno dei più grandi scherzi nel mondo dell’arte: risale al 2018 la vendita all’asta per oltre un milione di dollari di Ragazza con palloncino, opera che è stata distrutta da un trita-documenti nascosto nella cornice. Ad azionare il meccanismo potrebbe essere stato lo stesso artista.

E questa non è la prima volta che Bansky beffa le istituzioni dell’arte. Ben 15 anni prima alcuni quadri erano apparsi in 7 differenti gallerie e musei tra i più noti al mondo, rivendicati alla fine da questo artista sconosciuto che incurante della sorveglianza ha raggirato tutti ed esposto opere senza farsi accorgere da nessuno: forse uno dei passi più interessanti di Banksy – L’arte della ribellione che mostra i video di questa ulteriore, se non prima, provocazione. Chi è per i più Banksy? Un artista o un vandalo? I suoi graffiti sono veramente una forma d’arte o una reazione? Allo spettatore la possibilità di farsi un’idea totale e complessiva della grandezza di questo writer e della sua forza di ribellione e rivoluzione, certo… per chi ancora non lo avesse capito!

Margherita Bordino – artribune.com

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