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Glassboy

Samuele Rossi

Pino ha 11 anni ma vede il mondo dalla finestra di casa sua, una malattia genetica lo ha trasformato nel “bambino di vetro”. Chiuso in casa può solo immaginare come sarebbe la vita fuori finché gli imprevedibili nuovi amici della Banda della Piazza Vecchia, lo staneranno dalla sua casa.prigione coinvolgendolo in una grande avventura.

Italia/Svizzera/Austria 2020 (96′)
premio ECFA come Miglior Film Europeo per Ragazzi

Glassboy è la seconda regia di finzione di Samuele Rossi, che ha un background di documentarista e che co-firma anche il soggetto e la sceneggiatura del film, ispirandosi al romanzo “Il bambino di vetro” di Fabrizio Silei, autore di letteratura per ragazzi due volte Premio Andersen- La storia tocca un tema molto attuale: il bisogno dei ragazzini di sconfiggere la paura di vivere, qui ostacolata da una malattia (l’emofilia, mai esplicitamente nominata), ma suscitata anche dalla pandemia recente. È innovativa la scelta di raccontare una banda di ragazzini avventurosi capitanata da “una femmina”, anche se Mavi porta i capelli cortissimi e potrebbe essere facilmente scambiata per un maschio: è curioso anche che assomigli fisicamente a Pino, come a rappresentare un suo alter ego più coraggioso e più pronto a buttarsi nella vita. È infine interessante (e andava esplorata in maggiore profondità) la dinamica di attrazione-repulsione fra Mavi e il giovane bullo del quartiere (…)


Rossi gioca con gli effetti speciali per creare un’atmosfera magica, sceglie inquadrature non scontate e tecniche di ripresa e postproduzione di buon livello professionale, ben assistito dalla fotografia di Ariel Salati e dal montaggio di Marco Guelfi. Glassboy è una storia delicata e fiabesca che tenta di riportare al centro di un film per ragazzi il gusto dell’avventura e la fiducia in se stessi e nella vita.

Paola Casella – mymovies.it

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