I cavalieri dalla lunghe ombre

Walter Hill

Negli anni successivi alla Guerra Civile una banda scorazza per il Midwest rapinando banche e treni. La guida Jesse James che ha al suo fianco il fratello Frank e altri fuorilegge-fratelli: gli Younger (Cole, Jim e Bob) e i Miller (Ed e Clell). Quando nell’assalto ad una banca nel Missouri Ed apre il fuoco e uccide senza motivo, Jesse, che è rimasto ferito nella sparatoria, lo espelle dal gruppo; dopo di che, in attesa del momento propizio per nuovi colpi, i fuorilegge riscoprono la vita sociale tra avventure al saloon, musiche e balli. Anche quando riprenderanno a rapinare diligenze e treni sapranno trovare spazi “privati”: il matrimonio di Jesse, il duello all’arma bianca di Cole (per la sua fiamma Beth), la disputa sentimentale tra Ed e Jim per Beth. Ma intanto sulle loro tracce c’è l’agenzia Pinkerton e gli uomini del detective Rixley, accanitisi nella caccia, arrivano ad uccidere un cugino degli Younger e il fratello minore dei James. Il funerale è un momento di forte coesione della banda che ben presto si vendica provocando però un furente agguato da parte dei Pinkerton. Jesse e i suoi riescono comunque a cavarsela e partono per un nuovo colpo a Northfile, Minnesota (per l’occasione altri si uniscono al gruppo, tra cui i fratelli Charlie e Robert Ford). Ma nella rapina tutto va storto:  la città è stata avvertita dai Pinkerton, il caveau della banca risulta inespugnabile e nella scontro a fuoco che ne esce la banda viene attaccata dai cittadini. Nella fuga due restano uccisi, Clell è colpito a morte e tutti gli Younger vengono gravemente feriti. Accampato nei boschi il gruppo si disunisce. Jesse convince Frank a seguirlo nel Missouri, deciso a formare una nuova banda, mentre gli Younger, lasciati al loro destino vengono catturati. Rixley, che non riesce a convincerli a collaborare per arrivare ai James, recluterà alfine i fratelli Ford. Sarà Bob a sparare a tradimento a Jesse uccidendolo il 3 aprile del 1882. Dopo aver appreso dell’assassinio di suo fratello, Frank James si consegnerà a condizione di poter portare Jesse a casa per la sepoltura.

The Long Riders
USA 1980 (99′)


Dopo il successo de I guerrieri della notte, Walter Hill esordisce nel western e gioca le sue carte puntando su una caustica analisi sociale e su una conclamata spettacolarizzazione dei conflitti a fuoco. Sono passati più di dieci anni da quando i fratelli James sono stati costretti ad abbandonare la fattoria e a porsi al di fuori della legge e Jesse non è dipinto come un eroe indomito e romantico (Jess il bandito – 1939), ma come capo strategico di una banda che è diventata l’incubo delle banche e delle compagnia ferroviarie.
Il racconto intessuto con buona veridicità storica dagli sceneggiatori soffoca l’aura gloriosa delle gesta di Jesse James mettendo in luce (una luce non certo radiosa) come a lui e a Frank si aggregarono altri raggruppamenti familiari (i tre fratelli Younger, i due Miller) tutti costretti dagli impietosi strascichi della guerra civile a riconfigurarsi “di diritto” come fuorilegge. L’idea iconografica vincente del film sta in quei lunghi spolverini bianco sporco che fanno dei protagonisti i Long Riders. Nei titoli di testa quei sette cavalieri che galoppano per le praterie del Missouri sembrano quasi assumere una valenza mitica, ma ben presto ci si scontra con le contraddizioni di un banditismo che sfocia inesorabilmente in una violenza omicida. Quella di Ed Miller che segna drammaticamente la prima rapina dal film, quella dei gregari di Rixley che se la prendono cinicamente coi giovani parenti della banda, quella del fallito assalto alla banca di Northfile che si ritorce, tra spari e sangue, su cavalli e cavalieri. Fanno da contraltare la quiete apparente dei momenti di musica e danze nonché i saltuari ricongiungimenti familiari (compresa la parentesi del funerale, dal respiro fordiano), ma non sono che irrisolte digressioni in un’avventura segnata da un destino di morte sempre incombente e dal sottaciuto anelito di una pace “definitiva” che si estrinseca nella resa finale di Frank volto a dare sepoltura a Jesse. I cavalieri dal lunghe ombre deve la sua fama alla scene delle rapine e soprattutto alla battaglia finale, con la banda presa in trappola e le cavalcate a perdifiato tra le vie della città, i concitati scontri a fuoco ripresi al rallenti (fino alle vetrine ridotte in frantumi) e il carrello che accompagna la fuga nei boschi. Non un capolavoro, ma un memorabile western crepuscolare intriso di sangue e disillusione.

Ezio Leoni


i grandi fuorilegge del western

NOTE:
Scommessa vincente quella del casting. La scelta dei fratelli Keach (James e Stacy) per interpretare Jesse e Frank, dei Carradine per gli Younger (David-Cole, Robert-Bob, Keth-Jim), dei Quaid (Dennis per Ed e Randy per Clell) nonché di Christopher e Nichols Guest per i ruoli di Charley e Robert Ford, regala a un tocco di inusuale verosimiglianza, una curiosa sinergia tra realtà e rappresentazione cinematografica.
Hill da al suo film un’impronta originale nell’approccio storico-sociale (il dramma di un popolo che ancora non trova come ricomporsi come nazione, le vessazioni di contadini e allevatori sotto l’egemonia di banchieri e latifondisti), anche nel taglio stilistico. Se l’influenza di Peckinpah e de Il mucchio selvaggio è evidente nella ridondante battaglia di Northfile, la rapina al treno resta un perfetto esempio di efficace cinema d’azione. E che dire di quel contadino che si toglie il capello al passare del treno che trasporta la bara di Jesse…
Ray Cooder sa calibrare gli interventi della colonna sonora sia all’apice della tensione (straordinario il commento alla cavalcata dei fuggitivi nel bosco), sia nei momenti di pacata socialità. E qui la musica entra, significativamente, nella dinamica del racconto quando Clell Miller fa interrompere “Battle Cry of Freedom” (inno “nordista”) per fare suonare “I’m a good old rebel”, canzone cara ai confederati.

FRASI:
Frank James ai passeggeri del treno, durante la rapina: “Non preoccupatevi, signore e signori. Stiamo solo prendendo un prestito permanente dal libro paga della Rock Island”

SEQUENZE:
l’assalto al treno
il duello tra Cole e Sam Star
la sparatoria a Northfile
la fuga nel bosco
ll finale: il viaggio in treno della bara di Jesse

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