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The Terence Davies Trilogy

Terence Davies

In tre episodi (in origine tre cortometraggi: ChildrenMadonna and ChildDeath and Transfiguartion) la vita di Robert Tucker, un omosessuale cattolico di Liverpool, nato in una famiglia dove l’affetto è tanto latente quanto è invece presente la violenza, e mandato a studiare in una rigida scuola. Dopo la morte del padre, che segnerà profondamente la sua esistenza, Robert, ormai adulto, torna a vivere con la madre e lavora in ufficio piuttosto desolante, vivendo come un recluso a causa della sua omosessualità. Rimasto solo dopo la scomparsa della madre, ormai anziano e malato, a Robert Tucker non resta che attendere la morte, ripensando agli avvenimenti della propria vita.

Gran Bretagna 1984 – 1h 42′

PREMIO DELLA GIURIA ECUMENICA AL FESTIVAL DI LOCARNO

CHILDREN (1976, 46′) – Robert Tucker è un bambino insofferente per le continue violenze, fisiche e morali, subite dai compagni di scuola, da un’educazione cattolica coercitiva e da un padre malato e violento con lui e sua madre. Il film termina con la morte del genitore, senza dubbio liberatoria ma che allo stesso tempo cristallizza la sua condizione di prigionia in uno stato di rabbia inespressa.

MADONNA AND CHILD (1983, 30′) – Robert è un uomo di mezza età, solo, impiegato diligente in un ufficio di Liverpool, che convive con la amata vecchia madre. Dietro questo innocuo aspetto esteriore Tucker vive come un recluso a causa della sua omosessualità e la sua vita ‘proibita’, che sembra essere la sua sola via di uscita, gli procura devastanti sensi di colpa perché in conflitto con i dettami della sua educazione religiosa e familiare.

DEATH AND TRANSFIGUARTION (1983, 26′) – Robert, rimasto solo dopo la morte della madre, è ormai un uomo anziano. Malato, nel letto di un ospizio, impossibilitato a parlare per un infarto ricorda episodi della sua infanzia, dell’amore materno, della sua grama esistenza, vissuta in trappola tra pubblico e privato.

Racconto della vita di Robert Tucker, omosessuale cattolico di Liverpool, dagli anni della difficile infanzia alla morte. Prima vediamo il piccolo Robert (Philip Maudsely) in un’austera scuola cattolica preso di mira dai compagni, dagli insegnanti e dal padre manesco zdispotico. Poi troviamo Robert (Terry O’Sullivan) in età adulta, solo e disperato con l’unico conforto dell’anziana madre. Infine assistiamo alle sofferenze finale di un vecchio Robert (Wilfrid Brambell) ricoverato in ospedale e agonizzante in attesa di morire.

Film antologico che riunisce i primi tre cortometraggi firmati dal regista britannico: Children (1976), Madonna and Child (1980) e Death and Trasfiguration (1983). Un calvario esistenziale, ricco di elementi autobiografici, che va dall’infanzia fino alla morte del protagonista raccontato in maniera decisamente insolita e personale, mischiando i piani temporali e narrativi, prestando il fianco a uno sperimentalismo visivo e sonoro folgorante per originalità e potenza espressiva. Su tutto aleggia una atmosfera mortifera, decadente, sospesa tra dimensione onirica e dimensione metafisica, permeata da un senso di inquietudine e dramma esistenziale. Commossa e commovente, un’opera ostica e anomala, intelligente per come riflette sulle conflittualità intrinseche dell’animo umano e, in particolar modo, sul contrasto tra fede e sessualità, due realtà che il protagonista (alter ego di Davies) cerca di far conciliare, vivendo con profondo disagio sia la propria omosessualità, sia il suo progressivo disamore per la religione. Un individuo che vive le proprie fragilità come una colpa, dilaniato dal bisogno d’affetto e dalla solitudine, destinato a essere schiacciato dalla brutalità di un mondo feroce e abietto. Filmato in un bianco e nero stilizzato, il risultato è toccante e al contempo straniante, decisamente anticonvenzionale e singolare, riesce a imprimersi negli occhi e nel cuore di chi guarda con forza e semplicità.

longatake.it

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