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Il ladro di cardellini

Carlo Luglio

In un paesino dell’entroterra campano, Pasquale, maresciallo della forestale, vedovo e padre di una figlia problematica, passa le sue giornate tra l’alcol e il video-poker, fino a trovarsi subissato dai debiti. Entra allora a far parte di una banda di bracconieri ultraottantenni, specializzati nella cattura di cardellini di pregio che vengono poi sostituiti con comuni cardellini preventivamente dipinti. Ma con il passare delle settimane, Pasquale comincia ad avvicinarsi al mondo di quei piccoli volatili, fino quasi a stabilire con loro una sorta di comunicazione interiore….

Italia 2019 (90′)


 Presentato all’Ischia Film Festival 2020, Il ladro di cardellini è la nuova commedia tutta partenopea firmata Carlo Luglio. Un ritorno alle origini per Luglio, che nel 2003 aveva già girato un breve documentario dal titolo Cardilli addolorati in cui tramite testimonianze ripercorreva l’attività del bracconaggio e della vendita di uccelli proibiti nel sud Italia. Certo alcuni elementi richiamano l’ambientazione partenopea, ma nonostante questi riferimenti i fatti narrati ne Il ladro di cardellini possono estendersi all’intera penisola e i personaggi, seppur con un marcato accento locale, non sono delle macchiette regionali. (…) Il film mostra una Napoli che non siamo abituati a vedere, una Napoli che trova una soluzione più o meno legale a dei problemi che troppo spesso sfociano nella criminalità. Il cinema napoletano è stato ed è tuttora un infinito palcoscenico di situazioni e sentimenti, caratterizzato da ironia, una grande varietà di temi e spesso da un’indiscutibile bravura degli interpreti. Il ladro di cardellini non fa eccezione e seppur appartenga al genere della commedia è capace di affrontare con notevole estro e differenze di tono ogni tipo di tema. Il concetto di body positivity, il sentirsi a proprio agio col proprio corpo anche se non conforme ai canoni di bellezza, ci viene presentato tramite il personaggio di Grazia (Viviana Cangiano), la figlia di Pasquale ossessionata dai suoi chili di troppo e desiderosa di poter subire un intervento di liposuzione. Attraverso il personaggio di Pasquale invece Carlo Luglio affronta il vizio della ludopatia e delle conseguenze che questa dipendenza può comportare: è proprio a causa dei debiti derivanti dal gioco d’azzardo che Pasquale inizia a trafficare cardellini.

Anche l’età di Pasquale e dei suoi amici bracconieri è indicativa di un altro degli argomenti della storia: il ruolo degli anziani nella società. Spesso lasciati in secondo piano e ormai non più protagonisti della storia (intesa come processo di vita ma anche come sequenza di eventi narrativi raccontati sul grande schermo), Carlo Luglio riabilita agli occhi del pubblico un gruppetto di sessantenni, trasformando una semplice compagnia da bar in una brigata compatta e determinata in cui gli acciacchi dell’età e le antipatie personali vengono accantonati per compiere una missione. Il significato che riveste il contatto coi defunti e il ricorso ad alcuni stupefacenti per superare momenti di depressione sono altri due assunti affrontati ne Il ladro di cardellini, che ci fa capire come il primo non sia un gesto da considerare folle (“Sarei pazzo se io mi aspettassi la risposta di mia moglie, ma io lo so che lei non può rispondere” spiega Pasquale) e il secondo non sia mai una soluzione.

Il problema del film forse sta proprio qui: Carlo Luglio mette troppa carne al fuoco. Il regista è mosso da buone intenzioni, ma affrontando così tanti argomenti c’è il pericolo che qualche messaggio si perda per strada e che non riesca a guadagnarsi l’attenzione che merita perché affrontato troppo fugacemente. Il vizio del gioco d’azzardo, i problemi col proprio corpo, l’uso di droghe e la marginalità degli anziani nella società di oggi sono tutti temi attualissimi e troppo importanti da rubarsi la scena reciprocamente. Nonostante questo difetto Il ladro di cardellini ha il merito di includere nel racconto varie generazioni, spesso in contrasto, ognuna coi propri problemi e coi propri obiettivi, mettendo in scena una storia vicinissima alla realtà.

Veronica Cellai – locchiodelcieasta.com

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