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Il mio corpo ti scalderà

Lincoln, New Mexico. Lo sceriffo Pat Garrett si ritrova coinvolto nella disputa tra il suo amico Doc Holliday e Billy the Kid, il fuorilegge cha ha rubato a Holliday il cavallo (Red). I due però solidarizzano arrivando a minacciare Garrett e a beffarlo, prima di andarsene insieme. Garrett si mette sulle loro tracce, deciso a catturarli. Nel frattempo è entrata in gioco la bella Rio decisa a vendicarsi di Billy che le ha ucciso il fratello. Ma Rio è anche la donna di Doc, e questi, quando Billy rimane ferito e ha bisogno di essere curato, lo affida proprio a lei. Cure però troppi amorevoli che procurano gelosie e tradimenti… Così l’avventura procede tra le contraddittorie dichiarazioni di amicizia dei tre uomini e le spezzanti esternazioni di Doc e Billy verso Rio e la sua femminilità (entrambi dicono di tenere più a Red che a lei), tra fascinazione e risentimento (Billy arriva ad abbandonarla, legata al sole, tra le rocce), tra un attacco degli indiani e gli iterati, minacciosi duelli tra i tre protagonisti. Alla fine Garrett, che è riuscito a catturare i due fuggitivi, si troverà costretto ad uccidere l’ex amico Doc, ma è poi Billy the Kid ad avere la meglio, facendosi dii nuovo beffe dello sceriffo  e andandosene con Rio. 

 

The Outlaw
USA 1943 (116′)


La contraddittoria riuscita del film sta tutta nel faccia a faccia tra il titolo originale e quello italiano. La messa in campo di un racconto che ha per protagonista un fuorilegge (Billy, di irrisolta personalità cinematografica) si sbiadisce di fronte all’erotismo di una bellezza conturbante come quella di Rio che arriva a salvare Billy, malato, scaldandolo con il proprio corpo (scena clou che, tra l’altro, si è persa nell’edizione definitiva). Così The Outlow, sotto la regia incerta di Hughes ha un incedere da fotoromanzo, sa essere solo a tratti intrigante e riesce a darsi un tono solamente grazie all’avvenenza delle forme di Jane Russell, ai suoi occhi magnetici, alla sensualità delle sue labbra che, in primissimo piano, riempiono lo schermo.

Per il resto Il mio corpo ti scalderà si sfilaccia tra toni farseschi e drammatici con una deriva di esasperata misoginia che e sembrata indirizzare l’afflato provocatorio dalla conturbante sensualità femminile di Rio verso un malcelato legame omosessuale tra i protagonisti. Ma l’amicizia maschile non si nutre forse, da sempre, di forti tensioni e gelosie? O si deve per forza arrivare alla proverbiale scazzottatura per affermarne l’indiscussa virilità? I comportamenti di Pat, Doc e Billy vivono in fondo quella stessa ambiguità che è l’essenza stilistica di questo western irrisolto.

Ezio Leoni

NOTE:
The Outlaw fu iniziato nel 1940 da Howard Hawks, che però abbandono il set per occuparsi della direzione de Il sergente York. Prese le redini della regia il produttore stesso, Howard Hughes, ma il film, completato nel 1943, fu osteggiato dalla censura e solo nel 1946 ne fu autorizzata la diffusione in tutto il territorio degli Stati Uniti. A Hawks è attribuibile solo la sequenza iniziale dell’incontro al saloon, con la fotografia di Lucien Ballard. Per il resto la fotografia è di Gregg Toland.
L’incipit del film è un chiaro tributo a Ombre rosse: la corsa di una diligenza, con in sottofondo proprio la colonna sonora del capolavoro di John Ford.
Sulla tomba “di” Billy The Kid in cui giace Doc Holliday è scritto “luglio 1881”. Un’ennesima contraddizione. La storia vedrà Holliday, qualche mese più tardi partecipare al famoso duello dell’O.K. Corral, a Tombstone.
La presenza scenica di Jane Russell (moglie di Hughes) è carica di erotismo, ma, nel tempo, quelle che sono rimaste davvero memorabili sono le provocatorie immagini del manifesto pubblicitarie e delle foto di scena.

  

interpreti principali: Jane Russell (Rio McDonald), Jack Buetel (Billy the  Kid), Thomas Mitchell (Pat Garrett), Walter Huston (Doc Holliday)

FRASI:
Doc: “Tu che bevi Pat? – Pat: ” Stamane ho cominciato col whisky e non vedo motivo di cambiare
Pat a Doc: “Ti sei schierato a fianco di quel verme schifoso, contro di me, l’unico vero amico che tu abbia mai avuto e che potresti ancora avere se non fosse per lui
Doc, mentre l’orologio a cucù sta per dare il segnale di estrarre le colt: “Gli uomini si comportano come bambini, in fondo. Hai mai visto due ragazzini picchiarsi nella strada? A guardarli si direbbe che facciano sul serio. Invece non è così. Sono buoni amici. Litigare per loro è un gioco. Ma può anche succedere che si lascino prendere la mano e allora qualcuno finisce col farsi male. Questo adesso accadrà a uno di noi due. Ma, comunque finisca, che sia io o tu ad avere la peggio, non serbiamoci rancore

SEQUENZE:
Il “metodo” Garrett
Il duello tra Billy e lo sconosciuto
L’inseguimento degli indiani

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